Il ministro Tommaso Foti annuncia nuovi bandi per l’agrisolare entro febbraio e la messa in sicurezza delle risorse per biometano e comunità energetiche.
Attraverso un nuovo meccanismo finanziario e normativo, l’esecutivo punta a neutralizzare i ritardi burocratici locali e a garantire il completamento delle opere.
Una strategia d’urgenza per mettere al riparo oltre 7 miliardi di euro destinati alla transizione energetica dai vincoli temporali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Durante un’interrogazione nel corso del Question Time alla Camera dei Deputati, il ministro degli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, Tommaso Foti, ha illustrato i provvedimenti adottati per superare l’ostacolo della scadenza del 31 agosto 2026. Si delinea la creazione di una “facility” finanziaria e tecnica capace di garantire la prosecuzione dei progetti green anche qualora le procedure autorizzative locali, attualmente frammentate sul territorio nazionale, dovessero rallentare la chiusura dei cantieri entro i termini previsti da Bruxelles.
IL PIANO PER SALVARE GLI INVESTIMENTI VERDI
La necessità di questo intervento nasce dalla consapevolezza che il regime delle autorizzazioni in Italia procede ancora a “macchia di leopardo”, nonostante gli sforzi di semplificazione legislativa finora compiuti. Per evitare che questa eterogeneità amministrativa pregiudichi l’utilizzo delle risorse europee, il governo ha istituito un meccanismo di flessibilità che permetterà di scavalcare il termine ultimo dell’agosto 2026 per la conclusione fisica delle attività. “Abbiamo costituito un facility che consentirà quindi di scavalcare il termine del 31 agosto 2026 e mettere in sicurezza tutte le risorse che abbiamo lì destinato”, ha spiegato il ministro Foti, chiarendo che l’obiettivo prioritario è la salvaguardia dell’intera dotazione finanziaria dedicata alla politica ambientale nell’ambito del PNRR.
I NUMERI DELL’AGRISOLARE E I PROSSIMI BANDI DI FEBBRAIO
Uno dei pilastri più avanzati di questa programmazione è rappresentato dal settore dell’agrisolare. Il ministro ha fornito dati analitici sullo stato di avanzamento: sono stati impegnati esattamente 2.370 milioni di euro per finanziare 23.000 interventi, tutti già regolarmente assegnati. A questa imponente dotazione si aggiunge ora un ulteriore tassello strategico denominato “Facility parco solare”, che conta su una destinazione di 789 milioni di euro. Queste risorse sono state ufficialmente assegnate al Masaf (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), con l’impegno formale di procedere alla pubblicazione dei nuovi bandi di gara entro il mese di febbraio 2026.
LE RISORSE PER AGRIVOLTAICO E COMUNITÀ ENERGETICHE
Il quadro degli investimenti si estende ad altre componenti essenziali per la decarbonizzazione del sistema produttivo e sociale. Per quanto riguarda l’agrivoltaico, la dotazione finanziaria confermata ammonta a 1.900 milioni di euro. A queste cifre si sommano gli stanziamenti dedicati alla promozione delle comunità energetiche rinnovabili, che possono contare su 795 milioni di euro. Questi fondi sono stati pensati per stimolare la produzione diffusa di energia pulita, ma la loro attuazione dipende dalla velocità con cui gli enti locali e i soggetti privati riescono a integrare i progetti nel tessuto urbanistico e agricolo, motivo per cui la nuova “facility” di protezione delle scadenze risulta determinante per il settore.
LA SVOLTA NORMATIVA SUL BIOMETANO E I PROCEDIMENTI IN ATTO
L’ultimo grande capitolo di spesa citato dal ministro Foti riguarda il biometano, che beneficia di un investimento pari a 2.236 milioni di euro. Anche in questo caso, la complessità delle infrastrutture necessarie esponeva i progetti al rischio di sforamento dei tempi comunitari. Per armonizzare i procedimenti già in corso con il nuovo quadro normativo, il ministro ha sottolineato l’importanza della recente attività legislativa: “Sui procedimenti in atto al momento dell’assunzione dell’altra normativa voglio dire che abbiamo disciplinato e abbiamo risolto il problema con l’articolo 2 della legge 15 gennaio 2026 numero 4”. Questa disposizione punta a stabilizzare i percorsi amministrativi e a rimuovere le incertezze legali che avrebbero potuto bloccare i flussi finanziari proprio nella fase cruciale di esecuzione delle opere.

