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Pnrr, sfide su governance e semplificazioni mettono a rischio le opere

Pnrr

Le soprintendenze frenano la transizione ecologica, tuona Stefano Ciafani presidente di Legambiente

Semplififcazioni e governance del Pnrr sono le prossime due sfide che dovrà affrontare il governo Draghi. Ma a quanto pare si preparano momenti difficili, secondo quanto ricostruisce Il Foglio, e a Palazzo Chigi ci sarebbe “preoccupazione” per le “zuffe che, a ridosso della scadenza imposta da Mario Draghi, si potranno innescare intorno al Pnrr”.  Entro la fine della settimana infatti “Bruxelles deve ricevere non solo la bozza del decreto ‘Governance’, già di fatto definita, ma anche quella sulle semplificazioni. E sicco- me nel frattempo bisognerà anche capire come e dove inserire i quaranta articoli redatti da Renato Brunetta per il suo piano straordinario di assunzioni e in piu – tra oggi e domani – andrà convocato il Cdm per licenziare il ‘Sostegni bis’, diventa chiaro che nello staff di Draghi, cosi come in quello che assiste il ministro dell’Economia Daniele Franco, temono qualsiasi intoppo come un rischio esiziale per il rispetto della tabella di marcia”.

Enrico Giovannini, “ha proposto di estendere il potere decisionale del suo Consiglio superiore per i Lavori pubblici: ma sono poche le opere coinvolte nel Pnrr che potranno passare di li, e pochissime quelle che riguardano la transizione ambientale (che da sola vale oltre 55 miliardi). Per quelle si dovrebbe ricorrere alla Commissione tecnica Pniec, introdotta insieme al Piano nazionale integrato di energia e clima (…) Solo che anche in quel caso, il Mibact s’è messo di traverso, e i decreti attuativi per avviare i lavori della commissione s’è dimenticato di farli. S’è affrettato, però, a chiedere alle amministrazioni regionali di fornire un elenco di “aree idonee”: le uniche, cioè, all’interno delle quali le procedure semplificate previste dal decreto per agevolare l’apertura dei cantieri potessero valere. E siccome le soprintendenze brillano per zelo, in molti territori si è arrivati a indicare anche le ‘aree contermini’, cioè quelle limitrofe ai beni da tutelare. Che sono in molti luoghi quelle in cui, secondo iprogetti licenziati dai ministri Roberto Cingolani e Vittorio Colao, dovrebbero essere installati nuovi impianti per energie rinnovabili e banda ultra larga”

E infatti prosegue il quotidiano “nelle bozze del nuovo decreto ‘Semplificazioni’ c’è finita anche una postilla in base alla quale, anche in seguito al pronunciamento favorevole della costituenda Commissione tecnica Pniec, sarebbe comunque necessario l’avallo finale del ministero, e in mancanza di quello dovrebbe esprimersi il Cdm”.

CIAFANI TUONA CONTRO LE SOPRINTENDENZE

Su La Repubblica è Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente a lanciare il sasso: “Le soprintendenze frenano la transizione ecologica” dice al quotidiano. “Le soprintendenze sono e saranno nostre alleate quando si tratta di combattere cementificazione selvaggiae speculazione edilizia. Ma sulla transizione ecologica proprio non ci siamo. Occorre un cambio Culturale, non puo essere che ogni mutamento del territorio sia bocciato a prescindere dalle soprintendenze”. Il riferimento è agli impianti eolici e fotovoltaici. Ma non solo. “Certo ha contribuito anche un ambientalismo ‘sbagliato’. Ma credo soprattutto sia un problema di formazione dei dirigenti delle soprintendenze. Chi ha studiato sui testi sacri dell’impatto ambientale probabilmente considera un orrore modificare il paesaggio con una torre eolica. Ma il paesaggio italiano è sempre stato modificato: dagli acquedotti romani, dalle cupole, dalle autostrade. Ci sono cose che vanno fatte bene, ma vanno fatte”.

La proposta di Ciafani è semplice: “In questa situazione il destino della tradizione ecologica italiana più che nelle mani del ministro Cingolani è in quelle di Dario Franceschini. Per questo riteniamo che il suo ministero, il Mibact, dovrebbe aggiornare le linee guida sulla installazione delle rinnovabili, che risalgono a più di dieci anni fa, per adeguarle in modo chiaro ai nuovi obiettivi energetici del Paese. Il nuovo documento dovrebbe diventare.il testo sacro in base al quale le soprintendenze daranno i pareri. Ma speriamo anche che nel decreto semplificazioni in arrivo sia prevista la consultazione pubblica prima di realizzare un’opera, come si fa da anni in Francia”.

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