Secondo Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’Energia, intervistato dal Corriere della Sera il gas resta cruciale ma i prezzi tenderanno a calare. L’incertezza geopolitica è il rischio più grande per investitori e aziende
Il gas sarà ancora cruciale per la sicurezza energetica dell’Ue ma i prezzi tenderanno a calare, secondo Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’Energia. “La frammentazione politica aumenta i costi e riduce la prevedibilità”, dice Birol, avvertendo che l’incertezza rischia di pesare sulle scelte industriali.
IL RUOLO DEI DAZI E PREZZO DEL GAS
Intervistato dal Corriere della Sera, Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia alla domanda su quanto possano essere destabilizzanti i dazi nel settore energetico risponde: “Energia e geopolitica sono sempre state intrecciate. Ma non ho mai visto la geopolitica diventare un fattore così determinante per l’intero mercato energetico globale”. Oggi questa pesa quotidianamente sulle decisioni di investitori, aziende e governi, rendendo tutto più imprevedibile. Anche perché i fronti sono diversi: “In passato parlavamo di petrolio e gas, che restano centrali. Ora entrano in gioco anche elettricità, minerali critici e catene di approvvigionamento, diventati fondamentali nella sicurezza energetica”. A Davos, un anno fa, Birol aveva previsto prezzi del petrolio e del gas in calo e del rame in aumento: tutte e tre le previsioni si sono avverate. E sul Venezuela: “pesa meno dell’1% della produzione globale”.
EQUILIBRI DELL’OPEC
Come cambierebbe l’equilibrio dell’Opec+ ?Secondo Birol oggi una quota crescente dell’offerta arriva da fuori Opec, dal “quintetto” formato da Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina e Guyana. Producono più della crescita della domanda, ed è per questo che i prezzi restano sotto pressione.
CLIMA E NUCLEARE
Un inversione di tendenza si ha con l’attenzione al clima che sta diminuendo, nonostante l’aumento di eventi estremi. “È una contraddizione che riguarda tutti, non solo gli Stati Uniti”,, ribadisce il direttore dell’AIE. Sul nucleare: “La scelta dei partner è cruciale. Le partnership nucleari durano decenni: la geopolitica conta quanto la tecnologia”. Gli small modular reactors sembrano essere promettenti ma “una diffusione su larga scala non arriverà prima della metà degli anni Trenta. Servono standard comuni”.
PREZZO DEL GAS E SICUREZZA ENERGETICA
Secondo Birol sul fronte gas la crescita viene soprattutto dal Gnl. “Quest’anno arriveranno sul mercato 50 miliardi di metri cubi in più, l’anno prossimo 80, da Stati Uniti, Canada e Qatar. Stiamo passando da mercati dei venditori a mercati degli acquirenti e i prezzi scenderanno”, aggiunge. Ma la sicurezza energetica si basa sulla diversificazione. E per l’Europa l’errore non è stato comprare gas russo, ma dipendere troppo da un solo fornitore, secondo Biron. La parola d’ordine sul futuro dell’energia sotto il mandato di Trump è “incertezza”. Con alcune certezze: rinnovabili in crescita, nucleare in ritorno e domanda elettrica in aumento con AI e auto elettriche. “Vedo crescere il ruolo di Stati e governi più di quello delle compagnie sul mercato dell’energia. Il rischio è l’imprevedibilità per gli investitori”.

