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Quarant’anni di meteo impazzito costano 500 miliardi, dice l’AEA

Clima

Cosa dice e chi riguarda l’ultimo rapporto sul clima in Europa per il periodo 1980-2020

Un rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente mette paura sullo stato delle temperature nel Vecchio Continente. I dati pubblicati oggi, scrive il Guardian, parlano di un costo di circa 500 miliardi negli ultimi quattro decennio proprio a causa delle condizioni meteorologiche estreme.

I DETTAGLI

Secondo quanto pubblicato, sono Germania, Italia e Francia i paesi maggiormente coinvolti. Le cause maggiori si legano alle forti ondate di calore. Le morti, tra 90mila e 142mila, si devono eventi meteo tra il 1980 e il 2020. Sugli effetti economici, n generale gli eventi scatenanti sono pochi. Scrive in merito il Guardian, infatti, che “oltre il 60% delle perdite economiche proveniva da solo il 3% degli eventi meteorologici nel periodo – e questi possono colpire ovunque e causare risultati molto diversi”.

I COMMENTI

Il commento di un curatore del report, Wouter Vanneuville, è stato questo: “Non esiste un modello chiaro per gli eventi più estremi – sono ancora casuali, in larga misura. Ma l’adattamento è in corso e sta avendo un impatto”. Secondo lui, inoltre, serve “adattare le infrastrutture e fare preparativi per condizioni meteorologiche estreme, che probabilmente diventeranno più frequenti e intense con il progredire della crisi climatica e l’aumento delle temperature”.

Comunque, “molte azioni sono in corso contro il cambiamento climatico. Sempre più paesi stanno implementando strategie di adattamento”. Occorre puntare sull’adattamento, e “anche se raggiungiamo zero emissioni nette prima del 2050, l’adattamento sarà ancora necessario per mantenere gli impatti limitati”, ha affermato ancora Vanneuville.

COSA CAUSA MAGGIORI DANNI E CHI COLPISCE

Sono gli eventi idrologici i più letali, dice ancora il rapporto. Alluvioni, tempeste su tutti. In termini di perdite economiche, si legge ancora dal quotidiano della City, “poco meno di un quarto (23%) delle perdite nel corso del periodo sono state assicurate, anche se questi tassi variavano ampiamente da un paese all’altro, con oltre la metà delle perdite assicurate in Danimarca e nei Paesi Bassi e solo circa l’1% in Lituania e Romania”.

“Svizzera, Slovenia e Francia hanno registrato le perdite pro capite più elevate nel periodo e le perdite più elevate rispetto all’area sono state in Svizzera, Germania e Italia”.

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