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Ravenna guarda alla transizione energetica (e alle Rinnovabili)

Michele De Pascale Ravenna

Diversi i progetti in cantiere a Ravenna per contrastare i cambiamenti climatici: dalle rinnovabili all’assorbimento della Co2, anche per il futuro la città romagnola si candida a protagonista del settore energia

Transizione energetica, energie rinnovabili, carbon capture, e futuro dell’Oil&gas. Sono questi i temi su cui è ruotato il dibattito, tra esperti e addetti ai lavori, “Transizione energetica ed ecologia”, che si è tenuto giovedì 29 luglio a Ravenna, nell’ambito degli incontri organizzati da MovimentazioneCivica del sindaco Michele De Pascale.

Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte nel contrastare l’emergenza climatica in atto, concordano i partecipanti, ma anche in piena transizione Ravenna può e deve rimanere un hub energetico importante per l’Italia e per il mondo.

Ecco cosa si è detto durante l’incontro.

PNRR ULTIMA CHIAMATA?

Ad aprire il dibattito è proprio il sindaco Michele De Pascale: “Abbiamo vissuto anni di schizofrenia nel settore dell’energia, che si è percossa su chi lavora nel settore. Abbiamo lamentato sempre una mancanza di strategia. A Ravenna ci siamo battuti sempre per una transizione razionale”, ha detto De Pascale, aggiungendo: “ Il Pnrr è l’ultima chiamata”.

A RAVENNA UN IMPIANTO EOLICO AGNES-SAIPEM

Pnrr a parte, Ravenna è già a lavoro sulla transizione energetica. A raccontare come la città si sta muovendo verso le energie green è Alberto Bernabini, Ceo e founder di Qint’X e della startup Agnes, che insieme a Saipem realizzerà un primo impianto eolico offshore al largo di Ravenna.

“Vogliamo ricavare dal vento e dal mare energia sufficiente per Ravenna e alla Romagna. Abbiamo fondato Agnes a marzo 2019, e ad agosto 2020 ha siglato contratto con Saipem per l’eolico in mare. Abbiamo ottenuto l’autorizzazione per 100 MW in mare e lo realizzeremo combinando le tecnologie di Saipem e le nostre”, racconta Bernabini, che spera di sviluppare altri parchi nel Nord dell’Adriatico.

“Con il primo impainto copriremo completamente il fabbisogno di Ravenna, con Romagna 3 potremmo coprire tutta la Romagna, anche un poco di Emilia. La nostra è una tecnologia pensata e adattata per il mediterraneo”, ha aggiunto l’imprenditore.

LA TRANSIZONE DI F.LLI RIGHINI

A guardare alle energie rinnivabili è anche F.lli Righini Srl, che quest’anno compie 70 anni di storia.

“La nostra azienda costruisce e progetta impianti per l’Oil&gas, dagli anni 80 siamo cresciuti tanto proprio grazie all’offshore di settore. Dal 2018 viviamo una transizione vera e propria, il nostro portafoglio prevede anche l’eolico e abbiamo già realizzato progetti attivi, in Scozia e a Taiwan”, ha raccontato Caterina Righini. “Le due anime, Oil&Gas e rinnovabili, convivono nella nostra azienda”.

“Noi siamo grati a tutte le competenze che abbiamo sviluppato nell’Oil&gas, perché anche grazie a queste ci siamo spostati con facilità in un ambito nuovo come quello green”, ha specificato Caterina Righini, aggiungendo che spera che “le attività offshore bloccate per anni possano riprendere”.

NON SOLO RINNOVABILI

La transizione energetica va oltre le rinnovabili ed una soluzione per contrastare il cambiamento climatico può arrivare da un assorbimento maggiore della Co2. Ne è convinto Diego Marazza, Professore a contratto presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali Unibo: “Nel nostro centro di ricerca lavoriamo sull’aumento dell’assorbimento della Co2, da quetso potrebbe arrivare un contributo importante all’abbattimento delle emissioni”.

“Ravenna emette 4-5 milioni di tonnellate, 2 che arrivano dal petrolchimico (su un totale di 40 milioni di tonnellate nazionali), questo significa che dal 2022 dobbiamo abbattere del 50% le emissioni, per stare agli accordi di Parigi. Questo significa ridurre del 50% i trasporti e le attività produttive. Non riusciremo a farlo”, spiega Marazza. “Un contributo potrebbe arrivare dall’aumentare l’assorbimento della Co2, i suoli hanno una grande potenzialità, come l’agricoltura, e sono già pronti per essere sfruttati. Su Ravenna potremo aumentare assorbimento del 5%. Questo ci permetterebbe anche di ridurre i costi dell’obbligatorietà di ridurre le emissioni. Ad aggi abbiamo avviato sperimentazione su un ettaro di terreno, studiando tecnologie e modalità”.

GAS FONTE PER TRAGHETTARE TRANSIZONE?

Nonostante la transizione energetica, “Ravenna può avere un ruolo da protagonista nel settore dell’energia anche in futuro”, evidenzia Alessio Vacchi di Filctem Cgil. “Concordiamo con il ministro Cingolani che nelle scorse ore ha evidenziato che la transizione energetica se non è modulata nel tempo e in base alle tecnologia, ma guarda solo ai sogni, può rivelarsi un bagno di sangue. Bagno, aggiungiamo, che si riversa sui lavori”.

“In questi anni, nel settore dell’oil&gas, -ha aggiunto Vacchi- abbiamo perso tante competenze. Peccato, l’Italia si distingueva nel mondo”. Ma Ravenna ha anche una seconda occasione. “Il percorso verso le rinnovabili è inevitabile, ma la fonte energetica che può garantire la transizione è il gas e noi lo compriamo, invece che estrarlo. Questo comporta importanti svantaggi, sia per costo, sia per ambiente: trasportarlo significa produrre più emissioni”., ha chiuso Vacchi.

BESSI: RAVENNA PIATTAFORMA DELLA TRANSIZIONE

Idee, progetti, ricerche e dibattiti rendono Ravenna ancora una volta protagonista dell’energia.

“La serata di ieri è stata positiva. Ci sono diverse progettualità che si stanno facendo avanti sul Pnrr, candidando Ravenna come piattaforma della transizione ecologica ed energetica d’interesse nazionale”, ha commentato ad Energia Oltre Gianni Bessi, Consigliere regionale dell’Emilia Romagna con il Pd.

 

 

 

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