Il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica avverte: l’energia è il nuovo campo di battaglia. Per proteggere il Sistema Paese servono piccoli reattori nucleari, resilienza dei sistemi cyber-fisici e un uso pervasivo del Golden Power.
La tecnologia non è più un semplice fattore di innovazione, ma il motore strutturale che ridefinisce la sicurezza nazionale italiana. È questo il cuore pulsante della “Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026“, presentata oggi dal comparto Intelligence. Il documento, intitolato “Governare il cambiamento”, traccia una rotta precisa: in un mondo dove i conflitti “sotto soglia” e l’Economic Warfare sono la norma, la protezione delle reti energetiche e delle infrastrutture critiche diventa la priorità assoluta per garantire la sovranità nazionale. Secondo l’analisi degli Organismi informativi, la stabilità dell’Italia dipende oggi dalla capacità di anticipare le minacce cibernetiche e di diversificare le fonti, integrando l’idrogeno e il nucleare di nuova generazione per svincolarsi dalle asimmetrie geopolitiche.
LA LEVA ENERGETICA E IL RISCHIO DI STROZZATURA A HORMUZ
Il comparto energetico è oggi il terreno principale della “Economic Warfare”. La Relazione evidenzia come l’interdipendenza economica sia stata trasformata in un’arma di “pressione politica”. Un focus specifico è dedicato allo Stretto di Hormuz, definita un’arteria vitale dove transita circa il 20% del petrolio mondiale e il 30% del commercio di GNL. “Hormuz resta un choke point marittimo critico per le catene di approvvigionamento”, avverte l’Intelligence, sottolineando come la dipendenza italiana dalle importazioni di petrolio resti elevata, attorno al 73%.
IL RITORNO DEL NUCLEARE PER LA STABILITÀ DELLE RETI
Per bilanciare la sicurezza e la sostenibilità, il rapporto punta con decisione sul nucleare di nuova generazione. Gli Small Modular Reactor (SMR) e gli Advanced Modular Reactor (AMR) di quarta generazione sono identificati come soluzioni adeguate per essere integrate nei distretti industriali italiani.
RESILIENZA CYBER-FISICA DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE
L’integrazione tra mondo fisico e digitale ha reso i confini tra i due domini estremamente permeabili. L’Intelligence segnala un aumento delle minacce ai sistemi cyber-fisici (CPS), dove un attacco informatico può causare danni materiali devastanti alle reti elettriche o ai gasdotti. Il monitoraggio si concentra sull’integrità delle dorsali di comunicazione e dei cavi sottomarini, attraverso cui transita il 95% dei flussi dati mondiali.
GOLDEN POWER E DIFESA DEGLI ASSET NAZIONALI
Il controllo delle filiere di fornitura è diventato un elemento cardine della sovranità tecnologica. Nel corso del 2025, l’attività relativa alla normativa Golden Power ha registrato un picco senza precedenti con 903 notifiche, contro le 660 dell’anno precedente.
LA SFIDA DEL QUANTUM COMPUTING E DELL’IA
Sul fronte della frontiera tecnologica, il 2025 è stato l’anno dell’attribuzione pubblica alla Cina della campagna di spionaggio “Salt Typhoon”, un segnale di estrema assertività della comunità Intelligence italiana. La nuova sfida è però rappresentata dal calcolo quantistico: computer capaci di violare gli attuali sistemi crittografici. L’Intelligence sollecita l’adozione della “post-quantum cryptography” per proteggere i dati sensibili da attacchi retroattivi del tipo “harvest now, decrypt later” (intercetta ora, decifra dopo).
ALTRE MINACCE: TERRORISMO E MIGRAZIONI
Oltre al focus tecnologico ed energetico, la Relazione sintetizza i rischi derivanti dalle crisi internazionali. Il Medio Oriente resta un focolaio di instabilità che alimenta la minaccia terroristica, con l’IA usata come moltiplicatore per la radicalizzazione online di “attori solitari”. Sul fronte migratorio, nel 2025 gli arrivi si sono stabilizzati intorno a quota 66.000, ma l’Intelligence avverte che il fattore demografico in Africa e i cambiamenti climatici creeranno pressioni strutturali per i prossimi decenni. La risposta europea si affida a un’architettura tecnologica integrata, con l’acquisizione sistematica di dati biometrici e l’uso di droni per il monitoraggio delle frontiere esterne. In definitiva, governare il cambiamento significa oggi “anticipare fenomeni e minacce” attraverso una sinergia indissolubile tra sicurezza fisica e supremazia tecnologica.
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