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Stellantis

Ricavi giù e scioperi in Ue, ma Stellantis è fiducioso. Ecco perché

Ricavi e vendite di Stellantis giù, scioperi in tutta Europa ma il gruppo è fiducioso. Ecco perché

I ricavi e le vendite di Stellantis calano nel primo trimestre e continuano gli scioperi in Italia, Francia e UK. Il gruppo, però, è fiducioso che nella seconda parte dell’anno ricavi e redditività risaliranno. La ripresa dovrebbe partire già dal secondo trimestre, secondo la CFO del gruppo, Natalie Knight. Perché il gruppo rimane ottimista nonostante i risultati trimestrali non incoraggianti?

STELLANTIS OTTIMISTA

Nuovi modelli, riduzione dei costi e sviluppo del business del Terzo Motore sono i tre pilastri della strategia di Stellantis per risollevare le casse societarie. In particolare, il gruppo guarderà sempre più ai mercati emergenti in Medio Oriente, Asia-Pacifico e Africa.

La riduzione dei costi, invece, sarà agevolata da asset quali le piattaforme STLA, secondo la Chief Financial Officer del gruppo Natalie Knight, la quale ha sottolineato però che “non tutti i veicoli saranno disponibili subito” in tutte le alimentazioni. L’ottimismo del gruppo traspare anche dalla conferma della guidance sul 2024, che prevede il raggiungimento di un margine operativo rettificato a due cifre e un flusso di cassa netto positivo.

STELLANTIS, GLI OBIETTIVI

Il cash flow si stima che nel primo semestre sarà inferiore rispetto ai livelli dello scorso anno a causa dell’aumento di costi e investimenti, ma si prevede una ripresa nella seconda parte dell’anno.

“Confermiamo l’obiettivo di una crescita a doppia cifra per il 2024 dopo il 10-11% del primo trimestre. Ci aspettiamo che le consegne nel secondo trimestre saranno superiori ai numeri del primo trimestre e il livello di inventari seguirà di conseguenza”, ha aggiunto Knight.

“Nel mercato europeo è attesa molta volatilità, anche in termini di regolamentazione, ma siamo lieti di essere riusciti ad aumentare la nostra posizione di 230 punti base arrivando a una quota del 19,2%. L’obiettivo è arrivare alla soglia del 20% trovando il giusto mix in modo profittevole”.

Una crescita che dovrebbe interessare anche il Nord America, portando la quota dall’8,4% al 10%. Dopo un calo delle consegne consolidate del 10% nei primi tre mesi a 1,335 milioni di unità, a causa delle azioni sulla produzione e sulla gestione dello stock in preparazione dell’arrivo dei nuovi prodotti nel secondo semestre 2024, il gruppo si aspetta un “miglioramento sequenziale” per i prossimi tre mesi e per il secondo semestre.

STELLANTIS, SCIOPERO DI 24 ORE

Gli obiettivi di crescita di Stellantis rischiano però di scontrarsi con gli scioperi. Infatti, oggi la produzione nello stabilimento del gruppo di Pomigliano d’Arco, a causa di una protesta di otto ore per ogni turno proclamato da Fim, Uilm, Fismic e Uglm. La ragioni della protesta sono, tra l’altro, “la carenza delle norme di sicurezza in fabbrica ed il mancato ripristino della scala mobile per la mensa”.

“C’è un tema di fondo che riguarda il futuro delle produzioni nel nostro Paese, c’è bisogno di fare investimenti e di portare qui le produzioni, c’è bisogno di fare quelle politiche industriali che non sono state fatte da anni nel nostro Paese”, ha affermato il leader della Cgil Maurizio Landini, a margine del G7 di Torino, secondo quanto riporta AGI.

“Il G7 ascolti il lavoro e l’ambiente. Per questo, oltre a Tavares diciamo che è il governo che ha la responsabilità di convocare Tavares e i sindacati e di fare una trattativa vera che indichi quello che e’ il futuro e lo sviluppo. L’Italia e’ fatta di persone che sanno produrre auto da sempre, che hanno capacita’ di progettazione, e’ il momento di utilizzarle per quello che sanno fare”, ha aggiunto Landini.

SCIOPERO EVITABILE?

“Avremmo voluto evitare lo sciopero, ma è stato indispensabile in quanto nonostante le segnalazioni, non sono stati risolti i problemi relativi alla sicurezza. Adesso aspettiamo le risposte da parte dell’azienda ci attendiamo che metta in campo gli strumenti per migliorare la sicurezza in questo stabilimento. Il problema è a livello mondiale, è vero, ma non possiamo permetterci infortuni o addirittura morti sul lavoro, quindi saremo sempre attenti su questo argomento”, ha affermato Ciro Esposito, Segretario Provinciale Ugl di Napoli, per protestare contro la carenza di sicurezza in fabbrica.

“Abbiamo investito le commissioni apposite, aperta la clausola di raffreddamento ma non ci sono state date risposte da parte dell’azienda. Nemmeno su una questione che va avanti da anni, ossia il mancato ripristino della scala mobile che porta in mensa, e che impedisce ai lavoratori con difficoltà motorie, di consumare il pasto. Ora ci attendiamo le dovute risposte”, ha affermato Aniello Graziano, Segretario territoriale organizzativo della Fismic, secondo quanto riporta ANSA.

STELLANTIS, APRILE DI SCIOPERI

La produzione presso i tre impianti di assemblaggio di Stellantis in Europa riprenderà nei primi giorni di maggio. Lo ha riferito un portavoce dell’azienda ad Automotive News Europe. La situazione più critica riguarda gli stabilimenti di Poissy e Hordain (in Francia) e di Luton (in Gran Bretagna), fermi da lunedì 23 aprile per uno sciopero dei lavoratori di MA France, divisione del gruppo specializzata nella stampa di componenti metalliche.

Il portavoce del gruppo ha fatto sapere che la produzione di Poissy ripartirà il 2 maggio, mentre gli altri due impianti verranno riavviati il 7 maggio.

“Abbiamo il nostro approvvigionamento, stiamo facendo stampaggio, saldatura… così lo facciamo internamente e abbiamo il nostro sistema che permette di fornire quelle piante,” ha detto il portavoce ad Automotive News Europe.

LA PARTNERSHIP CON LEAMOTOR AVANZA

La partnership con Leapmotor procede a gonfie vele, ma non avrà un impatto tangibile sulle casse del gruppo.

“Si sta muovendo rapidamente, abbiamo registrato importanti progressi e vedrete i primi risultati delle vendite e ricavi nella seconda parte dell’anno anche se non avranno un impatto materiale a livello di gruppo. Vediamo molto interesse da Medio Oriente, Africa e Sud America soprattutto per i costi accessibili dei modelli”.

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