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Rifiuti e riciclo, affare per i big

“Il riciclo alimenta un settore miliardario, dove operatori strutturati e con le spalle larghe riescono a generare solidi risultati, mentre altri, di minori dimensioni o più specializzati, procedono con più fatica. A stimare il giro d’affari del mondo dei rifiuti è un rapporto di Agici, che verrà presentato mercoledì 24 giugno a Milano. L’analisi degli 80 operatori principali, tra il 2017 e il 2024, mostra una crescita sostenuta del valore della produzione, quasi raddoppiato a 13,8 miliardi in sette anni. A fare la parte del leone sono le imprese multi-filiera o quelle integrate con gli ambiti a valle della catena del valore, come l’incenerimento e la discarica. (…) da un paio d’anni i margini si contraggono in molte filiere, ad esempio plastica e vetro. Ciò che incide sui costi operativi (…) sono il prezzo delle materie prime seconde (…) il caro energia e le tariffe al cancello (…) «Tra tutti i business quello meno redditizio è la raccolta, a monte, dove i margini si aggirano intorno al 2%, ma anche per gli impianti di riciclo la redditività è ridotta», commenta l’ad di Agici, Marco Carta. (…) le società in house del comune oppure le multiutility, magari proprietarie di un sito di trattamento e che quindi riescono a seguire i flussi di rifiuti lungo la catena del valore. Strutturalmente poco presenti sul suolo nazionale, gli impianti di smaltimento restano, infatti, i più remunerativi. (…) il sistema dei rifiuti in Italia funzioni ancora con una logica di “copertura dei costi”, da economia lineare, piuttosto che di “valorizzazione degli output”, da economia circolare. (…) «il settore si sta gradualmente spostando da modelli fortemente specializzati a strutture integrate verticalmente». Un processo che spesso avviene a colpi di m&a. (…) tra il 2017 e il primo trimestre 2026, si contano 541 operazioni tra investimenti diretti, acquisizioni, cessioni e joint venture. Recente è il caso di un maxi investimento di Hera ed Eni da 100 milioni per il polo di gestione dei rifiuti industriali a Ravenna. Chi sceglie le acquisizioni, punta (…) un vero e proprio controllo della catena del valore. Ne è un esempio Itelyum, società lodigiana specializzata nel trattamento di oli e prima della classe con 30 operazioni in quasi 10 anni: dopo l’ingresso nel capitale di un fondo, ha allargato la propria presenza lungo la filiera, con l’ambizione di offrire ai clienti un servizio chiavi in mano per i loro rifiuti” scrive la Repubblica (Energia Oltre – bmt)

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