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Rinnovabili, lotta ai cambiamenti climatici e mobilità elettrica. Ecco cosa c’è nel Def

manovra

Tutti i contenuti della bozza di DEF che Energia Oltre ha visionato in merito al settore energetico e ambientale

Green finance, Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, riduzione dell’inquinamento, lotta ai cambiamenti climatici e rinnovabili. Sono i temi principali contenuti nella bozza di DEF che Energia Oltre ha visionato in merito al settore energetico e ambientale e che nel pomeriggio sarà sul tavolo del cdm. (qui la bozza di DEF)

SI PUNTA ALL’INCREMENTO DELLA MOBILITA’ ELETTRICA: 1,6 MLN DI AUTO AL 2030

auto elettrica mobilità“La green finance può fornire un importante contributo alla crescita” e “il Governo ne sosterrà lo sviluppo. Il quadro regolamentare in cui si iscriveranno gli interventi è il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima la cui proposta è stata presentata alla Commissione Ue a gennaio 2019”. Proprio la proposta di Piano Nazionale Integrato Energia e Clima inviata alla Commissione Europea, si legge nel DEF “punta alla riduzione dei carburanti inquinanti nei trasporti e all’incremento della mobilità elettrica, per raggiungere la quota di 1,6 milioni di auto elettriche nel 2030. Con il Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica sono previsti circa 70 milioni per la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica e interventi di recupero del patrimonio edilizio mirati allo sviluppo delle medesime reti. In tale contesto, la Legge di Bilancio per il 2019 introduce una nuova detrazione fiscale per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”.

LE SFIDE AMBIENTALI DEL PAESE

“Le maggiori sfide che il Paese deve affrontare in tema ambientale sono l’inquinamento e i cambiamenti climatici, la desertificazione, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e la perdita di biodiversità – sottolinea il DEF -. Più in particolare, sono 7 le sfide principali alle quali il Governo intende dare riposta nei prossimi anni: i) ridurre ulteriormente le concentrazioni degli inquinanti atmosferici per assicurare un ambiente più salubre ai cittadini; ii) proseguire e rendere più ambiziosa la lotta ai cambiamenti climatici riducendo progressivamente i gas ad effetto serra, specialmente nel settore della mobilità; iii) incrementare la salvaguardia della biodiversità terrestre e marina e assicurare una migliore e più coordinata gestione delle aree protette e del capitale naturale; iv) limitare il consumo del suolo, prevenire il rischio idrogeologico e valorizzare l’acqua come bene comune; v) mettere in sicurezza il territorio attraverso la prevenzione e il contrasto dei danni ambientali; vi) promuovere l’uso efficiente e sostenibile delle risorse, governare la transizione verso l’economia circolare e i ‘rifiuti zero’; vii) diminuire progressivamente le infrazioni comminate all’Italia dall’Unione Europea in materia ambientale. Per il raggiungimento di questi obiettivi il Governo terrà conto degli impegni e degli accordi assunti in ambito europeo, regionale ed internazionale e, a livello nazionale, proseguirà nel percorso di attuazione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile”.

PER LA LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI SI PUNTA A MODELLI DI SVILUPPO SOSTENIBILE E AGEVOLAZIONI FISCALI

Con riferimento alla lotta ai cambiamenti climatici, “il Governo introdurrà norme per promuovere una maggiore diffusione di modelli di sviluppo sostenibile, la ricerca, l’innovazione e la formazione per lo sviluppo del lavoro ecologico oltre che iniziative riguardanti un regime fiscale di vantaggio a favore delle aziende che implementano strategie di riduzione dell’inquinamento – evidenzia il DEF -. Le misure attraverso cui conseguire questo obiettivo sono: i) lo sviluppo del lavoro ecologico e la ‘decarbonizzazione’ e ‘defossilizzazione’ della produzione; e ii) l’attuazione di norme di semplificazione amministrativa in tema ambientale. Sarà, inoltre, favorito l’utilizzo di fondi rotativi per il supporto delle politiche pubbliche e degli investimenti e l’implementazione delle misure per incentivare l’efficientamento energetico degli edifici. A quest’ultimo riguardo, un’attenzione particolare sarà rivolta all’edilizia residenziale pubblica. Il Governo si impegna a rendere operativo il Fondo nazionale per l’efficienza energetica e a sostenere presso tutte le sedi, anche internazionali, obiettivi più ambiziosi e vincolanti per la riduzione delle emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri nuovi. Sono tutti temi che troveranno un’effettiva applicazione nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima la cui proposta è stata presentata alla Commissione UE a gennaio 2019”.

IN FASE DI EMANAZIONE I DECRETI FER 1 E 2

“Al fine di promuovere l’uso efficiente e sostenibile delle risorse e la decarbonizzazione della produzione, nonché garantire continuità agli investimenti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, sono in fase di emanazione due decreti per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (cd. DM FER1 e FER2), nelle more del recepimento della nuova direttiva europea sull’utilizzo delle fonti rinnovabili. In particolare la bozza di decreto FER1 – che incentiverà la produzione di energia elettrica da impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici, e da gas residuati da processi di depurazione – che è stata notificata alla Commissione Europea per la verifica di compatibilità con la normativa sugli aiuti di Stato, dopo aver ottenuto il concerto del Ministero dell’Ambiente e dopo aver sentito la Conferenza Unificata, e si prevede verrà adottato entro il aprile 2019”, evidenzia la bozza del DEF.

ECOBONUS E SISMABONUS VERRANNO STABILIZZATI

“Il Governo opterà per una gestione sostenibile del suolo occupato, attraverso un’adeguata politica che promuova la rigenerazione urbana, mediante regole semplici e cogenti contro il consumo del suolo, controlli efficaci e sanzioni – si legge nella bozza di DEF -. Inoltre, verranno stabilizzati l’’ecobonus’ e il ‘sisma bonus’ con l’introduzione di tipologie di certificazioni capaci di garantire i crediti e la predisposizione di contratti differenziati per tipologie d’intervento, in grado di semplificare le attività delle amministrazioni locali. Altre misure, anche strutturali, per rafforzare il contrasto e la prevenzione del consumo del suolo si baseranno su: un’adeguata politica di sostegno agli interventi di prevenzione e di manutenzione del territorio; l’aggiornamento della pianificazione di settore; azioni per la responsabilizzazione dei cittadini e delle Istituzioni sui rischi connessi; la rigenerazione urbana; la pianificazione e realizzazione di infrastrutture verdi; il rilancio del patrimonio edilizio esistente; l’introduzione del bilancio ecologico comunale; il rafforzamento della governance delle aree marino-costiere, anche in relazione alla conservazione del capitale naturale”.

VERSO PLASTIC FREE ED ECONOMIA CIRCOLARE A BASSE EMISSIONI DI CO2

inquinamento“Il Decreto Crescita ha previsto agevolazioni a sostegno di progetti di R&S mirati a favorire la transizione verso un’economia circolare a basse emissioni di carbonio – si legge nel testo -. La revisione del Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti inoltre, mira a prevedere una forte riduzione del rifiuto prodotto, puntando in particolare alla drastica riduzione dell’utilizzo della plastica monouso. In tal senso il Governo, con la Legge di Bilancio per il 2019, invita i produttori ad adottare, su base volontaria e in via sperimentale dal gennaio 2019 fino al dicembre 2023, una serie di iniziative per la riduzione dei prodotti di plastica monouso ed istituisce un fondo presso il Ministero dell’Ambiente destinato a finanziare attività di studio e verifica tecnica e monitoraggio da parte dei competenti istituti di ricerca. In tale ambito rientra anche l’implementazione della campagna di sensibilizzazione ‘plastic free’ e l’iniziativa di eliminare in tutte le amministrazioni pubbliche l’uso di plastica, specialmente monouso”.

CONFERMATI GLI OBIETTIVI ENERGETICI E DI FER

“A gennaio 2019 è stata inviata alla Commissione europea la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), strutturato secondo 5 dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività – prosegue ancora la bozza di DEF -. I principali obiettivi dello strumento sono: una percentuale di produzione di energia da FER nei Consumi Finali Lordi di energia pari al 30 per cento, in linea con gli obiettivi previsti per l’Italia dalla UE e una quota di energia da FER nei Consumi Finali Lordi di energia nei trasporti del 21,6 per cento, a fronte del 14 per cento previsto dalla UE. Inoltre, il Piano prevede una riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43 per cento a fronte di un obiettivo UE del 32,5 per cento e la riduzione dei GHG vs 2005 per tutti i settori non ETS del 33 per cento a fronte di un obiettivo UE del 30 per cento”.