Fact checking e fake news

Rinnovabili, produzione record nei primi sei mesi dell’anno

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Per la prima volta, la quota di rinnovabili nel mix di energia elettrica nell’Ue ha superato la quota dell’energia elettrica convenzionale alimentata da combustibili fossili”

Tanto vento e sole e un crollo dei consumi dovuto alla crisi, hanno stabilito un record per la produzione di energie rinnovabili nella prima metà dell’anno in Europa. Secondo quanto riporta la Frankfurter Allgemein Zeitung, citando le cifre che gli esperti ambientali del think tank britannico Ember hanno compilato, “per la prima volta, la quota di rinnovabili nel mix di energia elettrica nell’Ue nel suo complesso ha superato la quota dell’energia elettrica convenzionale alimentata da combustibili fossili” rispettivamente al 40% e al 34%. “Un anno fa era quasi esattamente il contrario”.

EOLICO E SOLARE AL TOP, POI IDROELETTRICO E BIOMASSE

“Con il 21%, le turbine eoliche e gli impianti solari rappresentano circa la metà della produzione di energia rinnovabile – si legge ancora sul quotidiano tedesco -. Subiro dietro queste cifre c’è l’energia idroelettrica con il 13 per cento e la biomassa con il 6 per cento”.

CARBONE IN RITIRATA

Il think tank britannico Ember sostenuto da fondazioni come il WWF, parla di un “momento simbolico nella transizione del settore elettrico europeo” – e sottolinea che “soprattutto il carbon fossile e la lignite, particolarmente dannosi per il clima, hanno perso molto terreno”. In realtà, infatti, “la quota inferiore della generazione convenzionale è attribuibile principalmente al carbone. Nel primo semestre di quest’anno, nei 27 paesi dell’Ue è stato utilizzato un terzo di carbone in meno per la produzione di energia elettrica rispetto al primo semestre dello scorso anno. L’aumento maggiore è stato registrato in Germania. Ciò ha fatto sì che per la prima volta la Polonia abbia superato leggermente la Germania nella classifica dei generatori a carbone. Anche le centrali nucleari in Francia, Svezia e Belgio hanno subito gravi perdite. Meno gas è stato utilizzato anche per generare elettricità in paesi come l’Italia e la Spagna. In Germania e nei Paesi Bassi, invece, la quota di gas è leggermente aumentata. Il risultato è che le centrali a carbone sono scese quasi il doppio rispetto alle centrali convenzionali alimentate a combustibili fossili”.

CROLLO DELLA DOMANDA PER IL CORONAVIRUS

“Gli operatori spiegano l’improvviso cambiamento del mix elettrico con il crollo della domanda durante la crisi del coronavirus – prosegue la Faz -. ‘Non sorprende che le energie rinnovabili abbiano aumentato la loro quota negli ultimi sei mesi dell’anno’, ha detto un portavoce del fornitore di energia della Germania dell’Est, Leag. ‘A causa della crisi, le centrali elettriche non sono ancora a pieno regime. La situazione del mercato dell’elettricità non è ideale per noi, ma vale comunque la pena di utilizzare la lignite per la produzione di elettricità'”, ha concluso il quotidiano.