Energie del futuro

Rischio blackout per l’Italia 2030 se non cresce il sistema

elettricità

È quanto è emerso nel corso XIX Workshop annuale organizzato da Agici e Accenture. L’ad di Terna Luigi Ferraris ha ricevuto il Premio “Manager dell’anno settore Energia”

Nel 2030 l’Italia rischia continui blackout a causa dell’aumento delle fonti rinnovabili e del processo di elettrificazione che porteranno una “sofferenza” al sistema energetico italiano fino a 1700 ore l’anno, pari al 19% del totale e un gap da 6 a 16 GW. È quanto è emerso nel corso XIX Workshop annuale “Utilities, un patrimonio per la crescita del Paese – Quali politiche per accelerare gli investimenti” organizzato da Agici e Accenture.

LO STUDIO: 4 I CASI PRESI IN CONSIDERAZIONE DA ACCENTURE

Secondo il nuovo studio di Accenture dal titolo “Flessibilità: Un’opportunità per la transizione energetica”, nel 2030 il sistema elettrico italiano potrebbe trovarsi in una fase di elevata criticità, sia per l’aumento dei consumi medi, sia per lo stato delle infrastrutture dovuto anche ai programmi di elettrificazione, digitalizzazione e automazione del sistema economico. In tale contesto le infrastrutture esistenti dovranno evolversi prendendo in considerazione l’aumento dei consumi – dovuto soprattutto alla diffusione della mobilità elettrica – e il maggiore impiego delle fonti rinnovabili non programmabili. A ciò si aggiunge il calo della capacità termica in esercizio, ad esempio per il previsto “phase-out” del carbone, che avrà per forza di cose un impatto negativo sull’intero sistema. Quattro gli scenari presi in considerazione: “High Inertia”, che include una moderata crescita degli impianti rinnovabili e un aumento di auto elettriche (con una quota stimata di 4,2 milioni di vetture nel 2030); “Renewable”, che stima una crescita degli impianti rinnovabili sulla scia delle previsioni della Strategia Energetica Nazionale; “Energy Intensive”, che affianca a una crescita sostanziale delle auto elettriche (6,5 milioni al 2030) un leggero aumento dei consumi dovuto all’aumento del GDP (CAGR: 0,98%); “Greenest”, che include la crescita degli impianti rinnovabili stimata dalla Sen e una crescita sostanziale delle auto elettriche (6,5mln) e un leggero aumento dei consumi dovuto all’aumento del GDP (CAGR: 0,98%).

DAI CAMBIAMENTI DEL SETTORE ELETTRICO UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER IL SISTEMA ITALIA

“In pochi anni il sistema elettrico italiano sarà messo sotto stress e, senza cambiamenti radicali, nel 2030 la domanda elettrica potrebbe non essere soddisfatta: il rischio è che si creino dei picchi di domanda che in alcune ore potrà essere significativamente superiore alla capacità installata – fino a 1700h/anno, pari al 19% del totale – con un gap da 6 fino a 16 GW – ha dichiarato Pierfederico Pelotti, Responsabile Utilities di Accenture in Italia -. Questo scenario rappresenta, però, anche una grande opportunità per il sistema Italia: se si riuscirà ad attuare una programmazione che coinvolga l’intero ecosistema in gioco, la capacità energetica extra potrà essere ricavata dall’utilizzo di un mix di fonti di flessibilità, tra cui: l’impiego di batterie di accumulo e l’utilizzo di servizi di demand response, una modalità che permette ai ‘consumatori’ di energia – sia commerciali che industriali – di variare il proprio utilizzo energetico in risposta ai segnali di mercato, con l’obiettivo di modulare i picchi di offerta o domanda e favorire una maggiore flessibilità e stabilità della rete; ma anche la possibilità di sfruttare sinergie con la rete gas tramite Power to X (ad esempio la produzione di idrogeno e/o metano sintetico a partire da fonti energetiche rinnovabili).

L’ADOZIONE DI TECNOLOGIE COME BLOCKCHAIN, AI, IOT, NUOVE CAPABILITIES E NUOVI MODELLI DI BUSINESS AVRANNO UN FORTE IMPATTO SULL’ECOSISTEMA ENERGETICO

In particolare, evidenziano gli esperti, “il periodo più critico potrebbe essere quello invernale, sia a causa della ridotta produzione di energia fotovoltaica, sia per il maggior utilizzo dei dispositivi di riscaldamento; le ore 18 dei giorni feriali rappresentano l’orario di maggiore stress della rete, in corrispondenza di un maggior numero di veicoli elettrici messi in carica”. “Con l’obiettivo di definire il livello di flessibilità necessario a mantenere il sistema stabile, abbiamo creato un modello proprietario che simula i prelievi e le immissioni orarie nel sistema elettrico – ha evidenziato Sandro Bacan di Accenture -. Il nostro modello considera la domanda oraria dei prossimi anni e la produzione da fonti rinnovabili e non, per identificare eventuali gap di surplus di energia”. “A seconda dello scenario analizzato, in pochi anni il sistema elettrico italiano sarà messo sotto stress con il rischio di picchi di domanda che in alcune ore potranno essere significativamente superiori alla capacità installata”. In particolare, “l’adozione di tecnologie come Blockchain, AI, IoT, nuove capabilities e nuovi modelli di business avranno un forte impatto sull’ecosistema energetico del Paese per guidare la transizione verso gli obiettivi della SEN”. Tuttavia, “lo scenario di trasformazione apre a una grande opportunità per l’Italia in quanto, a patto di attuare una programmazione di ecosistema, la capacità energetica extra potrà essere ricavata dall’utilizzo di un mix di fonti di flessibilità”, ha ammesso Bacan.

FERRARIS: IL RUOLO DI TERNA È STRATEGICO NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Nel corso del Workshop, l’ad di Terna Luigi Ferraris, oltre a ricevere il Premio “Manager dell’anno settore Energia”, è intervenuto sul “ruolo di Terna nel processo di transizione energetica”. Secondo il manager, infatti, la transizione energetica, che cambierà radicalmente la fisionomia del sistema elettrico “è il domani a cui dobbiamo prepararci e per la quale ognuno è chiamato a fare la sua parte”. In questo contesto Terna, proprio in virtù del suo ruolo chiave, “intende essere protagonista ed attivatore del cambiamento in tutti i suoi elementi”, ha ammesso Ferraris ricordando che la transizione energetica “crea l’esigenza di investire in fonti rinnovabili e infrastrutture di rete, comprensive di sistemi di accumulo, nonché nella gestione e rinnovo della flotta programmabile convenzionale, sempre più incisivamente polarizzata verso la fornitura dei servizi di rete”. Per questo il ruolo di Terna e della rete elettrica “è strategico ed essenziale. La realizzazione in tempi certi degli investimenti di rete rappresenta uno dei principali fattori abilitanti per la transizione energetica in atto”. La sostenibilità della transizione in atto “sarà raggiunta solo se tutti gli attori coinvolti ed interessati contribuiranno in modo coordinato a realizzare le condizioni necessarie per un cambiamento armonico e in sicurezza” vale a dire istituzioni, aziende e territori “che dovranno essere sempre più coinvolti nelle scelte strategiche di lungo periodo”. Secondo Ferraris sono prioritari soprattutto gli “investimenti su rete” e le “interconnessioni con l’estero insieme a corretti segnali di prezzo di lungo periodo”, allo “sviluppo di ulteriore capacità di accumulo” e all’evoluzione “del mercato dei servizi e digitalizzazione”.

IL MERCATO DELLE UTILITY SI CONFERMA IN SALUTE: SALE VALORE UTILI E INVESTIMENTI

Secondo l’Osservatorio sulle utility curato da Accenture e Agici Finanza d’Impresa, infine, riporta Radiocor, il mercato delle utility italiane si conferma in uno stato di generale buona salute. Il valore della produzione delle multiutility, secondo le stime, dovrebbe aumentare per il quarto anno di fila (del 7,2% a 19,184 miliardi di euro nel 2018), mentre è attesa una lieve flessione dell’utile aggregato nel 2018-2019 da 1,236 miliardi a 1,195 miliardi, ma comunque il triplo rispetto al 2014. Per quanto riguarda gli investimenti dei principali player energetici italiani, emerge un settore in buono e in certi casi ottimo stato di salute: l’ammontare complessivo degli investimenti pianificati dalle multiutility supera i 2 miliardi nel 2018-2021, in gran parte concentrati nelle reti (elettriche, gas, idriche), ma gli stanziamenti previsti dai grandi gruppi quotati sono ancora superiori (Enel 8 miliardi al 2020, Eni 7 miliardi al 2021, Erg, Terna e Snam rispettivamente 1,7, 5,3 e 5,7 miliardi al 2022, Italgas 4 miliardi al 2024).