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Riva (Atlantia): perché i fattori ambientali e sociali sono rischi ma soprattutto opportunità per le aziende

Atlantia

Energia Oltre ha intervistato Katia Riva, Chief Sustainability Officer di Atlantia che ha chiarito il ruolo della finanza sostenibile e il ruolo delle aziende nel contrastare i cambiamenti climatici

Ogni azienda deve considerare, tra i propri piani di azione, anche la transizione energetica come sfida per la propria sopravvivenza e per la redditività dei propri asset. In questo senso i trend globali di contrasto al riscaldamento globale stanno producendo una serie di cambiamenti anche per quanto riguarda le abitudini delle persone in un’ottica improntata alla sostenibilità ambientale. Di questo abbiamo parlato con Katia Riva, Chief Sustainability Officer di Atlantia.

“I fattori ambientali e sociali comportano per le aziende dei rischi e delle opportunità. Vista da questa prospettiva la sostenibilità non è diversa dagli altri fattori che influenzano le decisioni di business – ha detto Riva a ENERGIA OLTRE -. Bisogna quindi essere capaci di prendere i fattori ambientali e sociali e capire come oggi ma sopratutto in prospettiva, non avendo una grande serie storica ma solo dei trend davanti, possono trasformarsi in fattori di rischio, in grado cioè di diminuire il valore degli investimenti, o in opportunità”.

ELETTRIFICAZIONE CHIARA OPPORTUNITA’ PER LA RETE STRADALE

In questo senso “l’esempio dell’elettrificazione della rete stradale è una chiara opportunità perché sappiamo che sulla scorta di temi di sostenibilità ambientale e sociale, ci si aspetta che tutti gli attori del mondo facciano qualcosa di concreto per contrastare il surriscaldamento globale, vadano cioè nella direzione di un’economia low carbon – ha proseguito la manager di Atlantia -. Le autostrade oggi hanno bisogno di giocare un ruolo per cui domani, quando ci saranno maggiori quantità di veicoli elettrici in circolazione, questi ultimi possano ricaricarsi. Si tratta quindi di un vantaggio perché se non posso utilizzare le auto elettriche in autostrada perché non posso ricaricarle prenderò il treno e avrò una potenziale perdita di ricavi”.

In sostanza, ha spiegato Riva “sappiamo che il contesto regolatorio sta andando progressivamente nella direzione del principio ‘più inquini più paghi’ e per questo, allora, avrò tutto l’interesse a contribuire a questa operazione. Anche la distribuzione di energia da fonti rinnovabili sull’autostrada può rappresentare una fonte di business o di partnership con qualche altro soggetto per aumentare i ricavi. Quindi, mitigo il rischio di vedere meno traffico in autostrada e di avere costi emergenti sul mio business assicurando un’opportunità di revenue”.

COME LA FINANZA ACCOMPAGNA IL PROCESSO

Ad accompagnare questo processo interviene anche la finanza che “parte da una prospettiva molto chiara, e cioè che il cambiamento climatico è visto come un rischio finanziario – ha aggiunto la CSO di Atlantia -. Basti pensare che oggi abbiamo tratti di autostrada in paesi soggetti a eventi meteo estremi e ondate di calore e sappiamo che questi eventi diventeranno sempre più intensi e frequenti: se il riscaldamento globale non rimarrà contenuto entro un grado e mezzo, vorrà dire che mentre oggi chiudo una tratta per qualche ora, domani dovrò chiuderla per più tempo e questo significa una qualità del servizio peggiore e anche meno revenues, senza dimenticare che questi eventi estremi finiscono per danneggiare l’infrastruttura con tutti i costi di ricostruzione associati”.

Quindi cosa vogliono gli investitori? “Vogliono sapere che le aziende hanno capito quali sono i rischi associati ai cambiamenti climatici, li hanno quantificati e stanno mettendo in piedi azioni per difendere il valore degli asset – ha chiarito Riva -. Il cambiamento climatico dal punto di vista finanziario è quindi in atto ed è tuttora un tema di comprensione del rischio e di analisi per renderli più resilienti. Ma bisogna anche cambiare rotta e per far salire meno le temperature bisogna immettere meno CO2 e, nel nostro caso, per fare un esempio, realizzare più colonnine sulle autostrade. Perché sappiamo che prima o poi i mezzi di trasporto saranno elettrici o a idrogeno per quanto riguarda il trasporto pesante. E dobbiamo quindi arrivarci pronti. Noi quest’anno abbiamo portato per primi in Italia all’assemblea del 29 aprile il climate action plan proprio per capire la strategia della società per mitigare i rischi legati al cambiamento climatico e cogliere le opportunità connesse”.

IL CLIMATE ACTION PLAN DI ATLANTIA

Il Climate Action Plan di Atlantia contiene, infatti, la strategia e gli investimenti per realizzare gli obiettivi di sostenibilità dell’intero Gruppo, con l’impegno a portare le attività in portafoglio a zero emissioni dirette entro il 2040, anticipando dunque di 10 anni gli impegni dell’Accordo di Parigi sul Clima. Il Climate Action Plan prevede una trasformazione dei processi industriali e delle attività operative attraverso alcune direttrici principali che il Gruppo sta attuando nei vari Paesi del mondo in cui opera e che consiste in una progressiva elettrificazione (ad esempio si sta attuando un programma pluriennale di sostituzione di oltre 3.000 mezzi leggeri e pesanti.), in un crescente utilizzo di energia da fonti rinnovabili (ad esempio a Fiumicino l’energia sarà autoprodotta grazie all’investimento nella solar farm più grande in Europa in un aeroporto), in minori consumi, puntando all’efficienza energetica di sistemi di illuminazione e edifici (è previsto un piano di sostituzione di oltre 50.000 sistemi di illuminazione tradizionale con tecnologia LED), nel coinvolgimento della catena di fornitura per la ricerca di materiali a minore impatto ambientale da usare per l’ammodernamento e la manutenzione delle infrastrutture e nella promozione della circolarità dei materiali usati, del loro riutilizzo e riciclo.

LE INIZIATIVE DI ATLANTIA

Tra le iniziative portate avanti da Atlantia a livello di Gruppo ci sono, ad esempio, l’installazione di oltre 500 charging points per veicoli elettrici sulla rete autostradale francese entro l’anno, l’utilizzo di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) già messi a disposizione negli aeroporti di Fiumicino e Nizza, l’investimento nella urban air mobility con Volocopter e avvio di Urban Blue, società dedicata alla realizzazione di vertiporti in Italia ed Europa, la partnership in corso fra ADR e Ferrovie dello Stato per potenziare ulteriormente il collegamento ferroviario tra Roma e Fiumicino e portare l’alta velocità in aeroporto e l’investimento in Yunex Traffic, un player mondiale per soluzioni di trasporto intelligente, insieme ai servizi di Telepass.

IL RUOLO IMPORTANTE DELLA FINANZA SOSTENIBILE

Insomma, “sia per l’investitore equity sia per quello obbligazionario la finanza sostenibile gioca un ruolo importante a favore di aziende che hanno una maggiore capacità di essere resilienti e adattarsi alla transizione in atto. Per attuare tutta questa trasformazione servono non solo soldi pubblici ma anche privati: penso dunque che la finanza abbia un ruolo importante, che è anche quello di aiutare il consumatore ad avere un modello di consumo diverso e avere un incentivo a farlo perché all’inizio le nuove tecnologie hanno inevitabilmente un costo maggiore”, ha concluso la manager di Atlantia.

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