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Russia, raffinerie colpite e mercato interno sotto stress: la pressione sulle infrastrutture energetiche

La Russia avrebbe iniziato a importare benzina dall’estero: le fonti citate da Reuters indicano forniture via nave da un Paese asiatico imprecisato. Nel frattempo, secondo il quadro descritto da la Stampa, attacchi alle raffinerie e restrizioni alle esportazioni aggravano la crisi interna

La Russia ha iniziato a importare benzina dall’estero. Secondo fonti moscovite interpellate da Reuters, le prime forniture sarebbero in arrivo via nave da un Paese asiatico non identificato.

Il quotidiano la Stampa riporta che uno dei principali esportatori energetici mondiali sarebbe ora costretto a ricorrere a forniture esterne, un passaggio definito dalle stesse fonti come conseguenza diretta delle difficoltà interne di raffinazione e distribuzione. Nelle settimane precedenti, secondo le stesse ricostruzioni, Mosca avrebbe già fatto ricorso a Bielorussia e Kazakistan per tamponare le carenze. Il governo guidato da Vladimir Putin avrebbe già introdotto restrizioni alle esportazioni di benzina in risposta alla pressione sul mercato interno.

ATTACCHI ALLE RAFFINERIE E PRESSIONE SULLE INFRASTRUTTURE

Secondo quanto ricostruito da la Stampa, una serie di attacchi ha colpito impianti strategici della raffinazione russa, tra cui strutture a Nizhnekamsk, Kuybyshevsk e Volgograd, oltre all’impianto di Kapotnya, nella periferia sud di Mosca.

L’impianto di Kapotnya viene indicato come un nodo centrale per l’approvvigionamento della capitale, in grado di alimentare trasporti, logistica e parte delle attività industriali della regione più popolosa del Paese.

Nella lettura del quotidiano, le operazioni militari ucraine sono parte di una strategia mirata a colpire non solo la produzione, ma anche la distribuzione del carburante lungo le direttrici interne della Federazione Russa.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato nel contesto delle operazioni, ha dichiarato: «Se l’Ucraina brucia, brucerà anche Mosca».

RESTRIZIONI INTERNE E SEGNALI DI STRESS ECONOMICO

Le tensioni sul sistema energetico russo si riflettono anche sul piano interno. In diverse regioni sarebbero stati introdotti limiti all’acquisto di carburante, con criticità più marcate nelle aree periferiche e in alcune zone della Siberia e del Sud del Paese. Parallelamente, si registrano effetti sui mercati energetici, con segnali di tensione riportati dagli operatori della Borsa di Mosca e ripresi dalla stampa internazionale.

MOSCA, DISAGI E GESTIONE DELL’EMERGENZA

Sempre secondo la Stampa, gli attacchi hanno avuto ripercussioni anche sulla capitale russa, con incendi e interruzioni in alcune infrastrutture sensibili: il governatore della regione di Mosca Andrey Vorobyov ha comunicato la chiusura temporanea di alcune aree e infrastrutture colpite o interessate da emergenze.

Le autorità locali hanno inoltre segnalato limitazioni alla mobilità e disagi al traffico, mentre si moltiplicano le misure di gestione straordinaria nelle aree urbane coinvolte.

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