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Servizi pubblici: nel 2025 calano le proteste locali ma il conflitto si sposta sulla politica estera

La Relazione del Garante evidenzia il raddoppio degli scioperi generali legati a crisi internazionali e “economia di guerra”, mentre il settore dei trasporti resta l’area più critica per la tenuta del sistema.

Il volto della protesta in Italia sta cambiando, spostandosi dalle rivendicazioni salariali di prossimità verso i grandi temi della politica internazionale. È quanto emerge dalla Relazione Annuale 2026 sull’attività svolta nel 2025, presentata oggi alla Camera dei Deputati dalla Presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi, Paola Bellocchi.

I dati ufficiali dell’Autorità certificano una flessione complessiva delle astensioni effettuate, scese a 1.020 unità (un calo del 5,5% rispetto alle 1.080 del 2024), ma rivelano un’impennata senza precedenti degli scioperi generali. Le proclamazioni in questa categoria sono infatti raddoppiate, passando dalle 17 dell’anno precedente alle 33 del 2025, un fenomeno alimentato principalmente dal sindacalismo di base e da sigle minori che hanno trasformato lo sciopero generale in uno strumento di dissenso politico a cadenza quasi mensile.

L’EFFICACIA DEL FILTRO PREVENTIVO E LA DINAMICA TERRITORIALE

L’attività di controllo dell’Autorità si è dimostrata decisiva nel mitigare l’impatto dei conflitti. A fronte di 1.564 proclamazioni totali, il tasso di mancata attuazione si è attestato al 34,8%: meno di tre annunci su quattro si sono tradotti in una reale interruzione del servizio.

Questo scostamento è figlio dell’attività di “vigilanza collaborativa” della Commissione che, attraverso 387 interventi preventivi, ha ottenuto 273 revoche spontanee e 91 adeguamenti tecnici, con un tasso di conformità alle regole del 94%.

Sebbene il 72,5% delle astensioni avvenga a livello locale, dove la mediazione è più fluida, lo sciopero nazionale rimane l’approdo delle vertenze più aspre, con un indice di attuazione che tocca il 70%. Settori come il credito (-69,2%), il ferroviario (-50%) e l’igiene ambientale (-33,3%) hanno mostrato segnali di raffreddamento strutturale grazie alla chiusura dei cicli contrattuali, mentre il Trasporto Pubblico Locale (TPL) ha registrato un aumento delle giornate di astensione, passate da 62 a 101.

NUOVE TENSIONI GEOPOLITICHE E LO SCIOPERO DELLA LOGISTICA MILITARE

Il 2025 ha segnato l’ingresso ufficiale degli scenari bellici globali nelle dinamiche dei servizi essenziali. La Commissione ha dovuto gestire una diffusione crescente di scioperi “ibridi”, dove le istanze contrattuali si fondono con la protesta contro il conflitto in Palestina e la critica alla “economia di guerra”. Un nodo critico è stato rappresentato dai blocchi selettivi nella logistica degli armamenti, con azioni mirate a impedire il carico e scarico di materiale bellico.

In questo contesto, l’Autorità ha agito con fermezza per delimitare i confini delle deroghe al preavviso di dieci giorni. Con le delibere sugli scioperi del 3 ottobre 2025, la Commissione ha chiarito che i fatti internazionali non giustificano l’astensione immediata: “Solo la difesa dello Stato da minacce esterne o la salvaguardia della vita dei lavoratori durante il servizio autorizzano il superamento del preavviso legale”.

ZONE GRIGIE E L’EMERGENZA DEGLI SCIOPERI OCCULTI A NAPOLI

L’analisi delle nuove forme di protesta evidenzia una preoccupante deriva verso le “zone grigie” della regolamentazione. Si assiste al passaggio dall’astensione totale al rifiuto strategico della flessibilità: nel settore postale e radiotelevisivo, il rifiuto di trasferte, reperibilità e cambi turno è stato utilizzato per rendere il servizio “disfunzionale”.

Un caso emblematico di elusione delle regole ha riguardato l’Anm di Napoli, dove tra il 28 e il 31 marzo 2025 si è verificato un picco anomalo di assenze per malattia tra il personale delle linee metropolitane 1 e 6. La Commissione ha qualificato l’evento come “sciopero occulto”, sanzionando le organizzazioni sindacali con la sospensione dei contributi per 5.000 euro per non aver esercitato il proprio dovere di influenza e non essersi dissociate pubblicamente da condotte fittizie che hanno paralizzato la mobilità cittadina.

SICUREZZA E VIOLENZA: IL DRAMMA DELLE AGGRESSIONI AL PERSONALE

La tutela dell’incolumità di chi opera nei servizi pubblici è diventata un’urgenza civile. Il 2025 ha confermato un trend di violenza allarmante, specialmente nel TPL e nella sanità. Nel comparto sanitario, solo nel primo trimestre, si sono contati 6.483 episodi di aggressione, con un incremento del 37% su base annua. Le categorie più colpite restano infermieri e operatori sociosanitari, vittime di attacchi da parte di utenti e familiari.

In questi scenari, lo sciopero assume spesso una funzione propositiva, spingendo per l’adozione di misure concrete come cabine blindate, videosorveglianza e body-cam. Il Garante ha validato le esimenti per “gravi eventi lesivi” solo in presenza di pericoli immediati e concreti, invitando però le sigle sindacali a concentrare le proteste per non arrecare danni sproporzionati agli utenti, anch’essi vittime del degrado della sicurezza.

MANUTENZIONE DELLE REGOLE E IMPATTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Sul piano regolatorio, l’intervento più rilevante dell’anno è stata la nuova disciplina per il Gruppo FS, che ha esteso le fasce di garanzia ai giorni festivi e ricalibrato i servizi minimi della lunga percorrenza al 33%. L’Autorità sta inoltre monitorando le transizioni industriali legate al digitale: nel credito e nelle telecomunicazioni, l’Intelligenza Artificiale è stata identificata come un fattore che altera i modelli di business e la stabilità occupazionale, alimentando la cosiddetta “delocalizzazione algoritmica”.

Per proteggere i cittadini dal “pregiudizio da annuncio” — il danno psicologico e organizzativo causato dalla sola notizia dello sciopero — il Garante ha autorizzato le aziende a filtrare la comunicazione all’utenza in caso di azioni promosse da sigle con adesione storica nulla, come nel caso dello “sciopero di un minuto” nella scuola.

UN’AUTORITÀ SOTTO PRESSIONE: LA CARENZA DI RISORSE INTERNE

Nonostante l’aumento della complessità del lavoro, la Commissione di Garanzia continua a operare in una condizione di cronica debolezza organica. Il contingente di personale è rigidamente fissato a sole 30 unità da decenni, una struttura sottodimensionata rispetto alla stratificazione dei compiti di vigilanza.

La Presidente Bellocchi ha denunciato l’assenza di un Regolamento organico per il trattamento del personale, che rende l’Autorità meno attrattiva rispetto ad altre istituzioni indipendenti. Il futuro dell’istituzione punta comunque verso l’ammodernamento tecnologico, con la creazione di un dataset pubblico accessibile e collaborazioni strette con ART e AGCOM. L’obiettivo ultimo resta la difesa di un’architettura vivente capace di garantire che “l’esercizio di un diritto non diventi mai la negazione di un altro”.

Relazione 2026 settori Commissione

Relazione 2026 presidente Commissione

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