L’amministratore delegato di Terna Pasqualino Monti in una intervista a Il Sole 24 Ore indica nelle infrastrutture elettriche una priorità per la sicurezza energetica italiana. Mentre l’Europa punta sull’ammodernamento delle reti per sostenere elettrificazione e nuove fonti energetiche, il piano decennale della società prevede oltre 23 miliardi di euro di investimenti nella rete di trasmissione
Terna mette le reti elettriche al centro della sicurezza energetica italiana con un piano di sviluppo decennale da oltre 23 miliardi di euro di investimenti. Pasqualino Monti, amministratore delegato della società, sottolinea il ruolo strategico delle infrastrutture di trasmissione per integrare nuove quote di energia rinnovabile, aumentare l’autonomia del sistema e accompagnare la crescita dei consumi elettrici. La sfida riguarda anche la disponibilità di tecnologie, cavi e competenze industriali necessarie per realizzare la trasformazione della rete.
SICUREZZA ENERGETICA E RETI
«Ogni investimento nel sistema elettrico, dalle infrastrutture di rete ai sistemi di accumulo e alle nuove fonti rinnovabili, è anche un investimento in sicurezza energetica del Paese», ha dichiarato Pasqualino Monti, amministratore delegato di Terna, in un’intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore.
Monti ha spiegato che la crisi energetica del 2022 ha modificato il ruolo delle infrastrutture: «I prezzi dell’energia sono diventati una variabile geopolitica prima ancora che di mercato e questo ha cambiato il modo in cui pensiamo alle infrastrutture: non più solo efficienza e costo ma anche resilienza e autonomia».
La spesa energetica del Paese è passata a 256 miliardi di euro durante la crisi del 2022, rispetto a una media di 88 miliardi nel periodo precedente alla crisi.
RINNOVABILI E CAPACITÀ DELLA RETE
Per Terna, la crescita delle fonti rinnovabili richiede un sistema elettrico in grado di trasferire e gestire nuova produzione. «Il gas oggi è importante ma non può essere il futuro. Il tema non è rinnovabili contro gas, ma rinnovabili nonostante una rete pensata per il gas», ha affermato Monti.
L’amministratore delegato ha sottolineato che «senza dorsali di trasmissione adeguate, ogni gigawatt di rinnovabile in più al Sud rischia di restare energia intrappolata».
Il piano di sviluppo della rete di Terna prevede investimenti superiori a 23 miliardi di euro nei prossimi 10 anni per creare le condizioni necessarie a integrare nella rete la produzione crescente da fonti rinnovabili.
CAVI HVDC E FILIERA INDUSTRIALE
La transizione energetica richiede nuove infrastrutture, dai cavi ai trasformatori fino alle tecnologie digitali. Monti ha evidenziato il ruolo strategico della filiera industriale: «Per questo puntiamo a creare una diplomazia industriale con i nostri fornitori strategici, creando una filiera nazionale che ci aiuti nella supply chain».
Tra le infrastrutture citate nell’intervista ci sono i cavi Hvdc utilizzati per progetti come il Tyrrhenian Link, prodotti da un numero ristretto di operatori a livello mondiale.
Sul costo della trasmissione elettrica, Monti ha dichiarato che «il costo della trasmissione in Italia resta tra i più contenuti nel panorama europeo»: per integrare 1 gigawatt (GW) di rinnovabili il costo unitario è pari a 0,38 miliardi di euro contro una media di 0,85 miliardi in Germania, Francia e Regno Unito.
EUROPA ED ELETTRIFICAZIONE
L’ammodernamento delle reti elettriche è diventato una priorità europea. Monti ha spiegato che «in tutta Europa sta maturando la consapevolezza che la rete è il presupposto della transizione energetica e digitale».
Secondo il manager, l’Italia dovrà dotarsi delle infrastrutture necessarie per sostenere «la crescita dei consumi elettrici, l’elettrificazione dell’economia e lo sviluppo dei nuovi carichi strategici, inclusi i data center e le infrastrutture digitali». Il nuovo piano di Terna sarà presentato seguendo il percorso regolatorio.

