L’utile netto adjusted sale a 375 milioni di euro mentre il gruppo completa l’acquisizione del controllo totale di OLT. Confermata la guidance per l’intero esercizio con un forte focus su investimenti e sicurezza energetica.
Snam ha archiviato i primi tre mesi del 2026 con una performance operativa e finanziaria solida, confermando la piena traiettoria di raggiungimento degli obiettivi fissati per l’anno in corso. Nella riunione di oggi, il Consiglio di Amministrazione presieduto da Alessandro Zehentner ha approvato i risultati consolidati del periodo, che vedono i ricavi totali attestarsi a 999 milioni di euro, segnando un incremento dell’8,8% rispetto al primo trimestre del 2025 (al netto di effetti straordinari).
Nel frattempo il gruppo sta procedendo con determinazione nell’attuazione del proprio piano di investimenti, volto a rafforzare la sicurezza del sistema energetico nazionale e a diversificare le fonti di approvvigionamento di gas. Sul fronte degli stoccaggi, la capacità ha raggiunto il 50% a fine aprile, assicurando già attraverso le ultime aste il target di riempimento del 90% in vista del prossimo inverno.
INDICATORI ECONOMICI IN RIALZO E IMPATTO DEL QUADRO REGOLATORIO
L’andamento economico del primo trimestre riflette una gestione disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile. L’EBITDA si è attestato a 775 milioni di euro, con una crescita del 9,3% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, escludendo l’effetto one-off legato al deflatore rilevato nel 2025. L’utile netto adjusted ha raggiunto i 375 milioni di euro, in aumento dell’1,6% su base comparabile. Snam ha precisato che i ricavi totali includono il contributo del business Infrastrutture Gas per 902 milioni di euro, di cui 896 milioni derivanti da ricavi regolati, e il business Market Solutions per 97 milioni di euro.
L’incremento dei ricavi regolati è riconducibile alla crescita della Regulatory Asset Base (RAB) nei settori trasporto e stoccaggio (+39 milioni di euro) e alle variazioni del perimetro di consolidamento, con l’inclusione di Stogit Adriatica e del terminale FSRU di Ravenna, oltre al contributo di OLT. Questi fattori positivi sono stati parzialmente bilanciati dal recupero dell’adeguamento al nuovo deflatore applicato ai ricavi del 2024, pari a 52 milioni di euro.
STRATEGIA DI INVESTIMENTO E CONSOLIDAMENTO DI OLT OFFSHORE
Nel corso del trimestre, gli investimenti totali sono stati pari a 991 milioni di euro, una cifra che include l’Enterprise Value di OLT (pari a 544 milioni di euro, al netto della quota già detenuta). Gli investimenti tecnici lordi si sono attestati a 458 milioni di euro, segnando un +16,8% rispetto al primo trimestre 2025, concentrandosi principalmente nel trasporto (314 milioni), nello stoccaggio (43 milioni) e nella rigassificazione (11 milioni).
Il business Market Solutions ha assorbito 79 milioni di euro, destinati in larga parte alla conversione di impianti biogas per la produzione di biometano. Il 12 marzo 2026 rappresenta una data chiave, con il completamento dell’acquisizione della quota residua di OLT – Offshore LNG Toscana, che ha portato Snam a detenere il 100% del capitale sociale della società, rafforzando la leadership nel settore del GNL. L’indebitamento finanziario netto è salito a 18,5 miliardi di euro, riflettendo gli investimenti del periodo, il pagamento dell’acconto sul dividendo e le operazioni di fusione e acquisizione.
ANALISI DELLA DOMANDA E PERFORMANCE DELLA RIGASSIFICAZIONE
I dati operativi mostrano una domanda di gas in Italia pari a 21,83 miliardi di metri cubi nel trimestre, in lieve aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Questa crescita è stata trainata dal settore termoelettrico (+1,7%), che ha dovuto compensare la minore produzione idroelettrica dovuta alle scarse precipitazioni e la riduzione delle importazioni di elettricità. I consumi industriali e residenziali sono rimasti sostanzialmente stabili.
Un dato di rilievo riguarda la rigassificazione di GNL: i volumi gestiti sono saliti a 2,34 miliardi di metri cubi, con 26 discariche effettuate contro le 14 del 2025, grazie alla piena operatività dell’impianto di Ravenna e all’ingresso di OLT nel perimetro di gruppo. Snam ha sottolineato che tali attività non hanno risentito della chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz. Complessivamente, in Italia sono stati importati 5,3 miliardi di metri cubi di GNL tramite 52 navi metaniere distribuite sui cinque terminali nazionali.
GESTIONE DEGLI STOCCAGGI E SOLIDITÀ DEL RATING CREDITIZIO
Snam gestisce attualmente la più elevata capacità di stoccaggio in Europa, pari a 18,1 miliardi di metri cubi. Nonostante temperature più miti abbiano ridotto le erogazioni (-13,4%), le scorte presenti a fine marzo ammontavano a 7,97 miliardi di metri cubi. La fiducia del mercato nella solidità del gruppo è stata confermata dagli aggiornamenti dei rating: ad aprile 2026, Moody’s ha migliorato il giudizio a Baa1 con outlook stabile, riconoscendo il basso profilo di rischio legato a un quadro regolatorio consolidato.
Analogamente, oggi Standard & Poor’s ha confermato il rating A-, portando l’outlook da negativo a stabile. Sul piano finanziario, la società ha inoltre completato l’estensione e l’incremento a 5,1 miliardi di euro della propria revolving credit facility “sustainability-linked”, legata al raggiungimento di obiettivi ambientali e di diversità di genere, con l’obiettivo di portare la finanza sostenibile al 95% del totale entro il 2030.
SOSTENIBILITÀ E NUOVI ORIZZONTI PER IDROGENO E CCS
L’impegno verso la transizione ecologica è testimoniato dalla pubblicazione della seconda Dichiarazione di Sostenibilità conforme alla CSRD, che monitora circa 252 indicatori di performance. La finanza sostenibile rappresenta oggi l’86% dei finanziamenti impegnati. Snam guarda con favore anche all’evoluzione legislativa, in particolare al disegno di legge A.S. 1836, che delega al Governo la definizione di un quadro normativo per la filiera Carbon Capture and Storage (CCS) e per lo sviluppo dell’idrogeno.
Questo passaggio è considerato essenziale per l’attuazione del “Gas Market and Hydrogen Package” europeo. L’Amministratore Delegato Agostino Scornajenchi ha così commentato i risultati: “In un contesto globale altamente volatile, abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, pienamente in linea con la guidance annuale, grazie a solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile. Continuiamo a investire per diversificare le fonti e promuovere l’integrazione energetica”.


