Sostenibilità

La crescita del solare cinese è in frenata

fotovoltaico enea

La mossa di Pechino di ridurre le sovvenzioni potrebbe portare dei benefici all’industria di settore in tutto il mondo

La stop di Pechino alle sovvenzioni per i nuovi progetti fotovoltaici ha portato a una forte riduzione delle previsioni di espansione della capacità globale nel 2018. Tuttavia, le prospettive a lungo termine per il settore continuano ad essere favorevoli grazie al continuo calo dei costi.

LO STOP AI SUSSIDI IN CINA È PARTITO A GIUGNO

fotovolLa decisione del governo cinese di tagliare i sussidi pubblici al settore solare è arrivata a fine maggio ed è entrata in vigore a giugno comportando, di fatto, un taglio alle vecchie tariffe di sostegno al fotovoltaico e un passaggio all’affidamento attraverso aste della nuova capacità solare nel paese per il resto dell’anno. La logica di questa mossa è chiara e fa eco a iniziative simili avvenute in Spagna, Germania e Italia, i paesi cioè che hanno maggiormente guidato l’espansione del solare in Europa. Una combinazione di sovvenzioni allettanti e di costi di installazione in calo ha portato, infatti, alla costruzione di un maggior numero di progetti rispetto a quelli previsti dai governi o a quelli che le reti avrebbero potuto affrontare, obbligando a procedere a una revisione del mercato. In Cina poi, si è aggiunto un altro problema vale a dire che alcuni grandi progetti solari sono stati realizzati o sono in fase di realizzazione, in regioni remote del paese, molto distanti dai centri abitati più energivori. E ciò ha comportato un’ingente spesa di denaro per migliorare la rete di trasmissione a lunga distanza, sulla quale c’è comunque ancora molto da fare.

WOOD MACKENZIE TAGLIA LE STIME SULLA DOMANDA FOTOVOLTAICA 2018

A seguito della modifica effettuata dai cinesi, le previsioni di capacità globale per quest’anno sono state ridotte. La ricerca GTM di Wood Mackenzie ha tagliate le stime della domanda di nuovo fotovoltaico cinese nel 2018 a 28,2 Gigawatt (GW) da una previsione precedente di 48,2 GW. Di conseguenza, la domanda globale di energia fotovoltaica prevista per il 2018 è stata ridotta a 85,2 GW rispetto ai 103,5 GW inizialmente stimati.

PRO E CONTRO solare

Resta da vedere come si configurerà la politica cinese nel lungo termine. Sembra inevitabile che il ritmo di crescita del settore cinese avvenga in modo più lento del previsto anche se questo non porterà, probabilmente, quasi nessuna conseguenza per l’industria di settore. Il rapporto GTM ha stimato che la Cina continuerà a installare 141 GW di capacità tra il 2018 e il 2022, un quantitativo inferiore a quello precedentemente previsto di 206 GW, ma comunque sostanziale. In questo quadro sono da considerare anche i benefici che possono verificarsi nel resto del mondo. La diminuzione della domanda in Cina determinerà, presumibilmente, un eccesso di offerta di pannelli solari e di altre tecnologie da parte dei produttori cinesi, che cercheranno di scaricare le loro eccedenze a costi ridotti sui mercati mondiali. Ciò dovrebbe rendere le installazioni solari meno costose nei mercati in crescita, come India, Australia, Egitto e Vietnam. Anche gli sviluppatori dei mercati più maturi, come l’Europa e gli Stati Uniti, dovrebbero trarne vantaggio, con prezzi sempre più competitivi rispetto ai combustibili fossili, a prescindere dalla riduzione delle sovvenzioni.

PREZZI DELLE ASTE FOTOVOLTAICHE IN FORTE CALO

“I prezzi delle aste continueranno la loro marcia al ribasso praticamente ovunque… Entro il 2022, i prezzi aggiudicati fino a 14 dollari all’ora saranno una vecchia notizia”, ha scritto GTM nella sua ricerca. Basti pensare che nel 2017, i prezzi d’asta dell’energia solare erano compresi tra i 40 e i 50 dollari al MWh negli Stati Uniti e addirittura di più in Europa. Ma in alcuni paesi con condizioni più favorevoli per l’energia solare, come Messico e Arabia Saudita, i prezzi sono scesi al di sotto dei 18 dollari al MWh già di recente. In confronto, il costo non sovvenzionato dell’energia eolica negli Stati Uniti è stato di 30-60 dollari/MWh nel 2017, mentre l’energia prodotta da centrali a gas a ciclo combinato negli Stati Uniti si sono aggirati sui 40-80 dollari, secondo l’Associazione americana dell’energia eolica (American Wind Energy Association).

CON I DAZI E IL MADE LOCAL LO STRAPOTERE CINESE È IN CRISI

L’imposizione di tariffe sui prodotti cinesi da parte dell’amministrazione Trump potrebbe compensare in parte le eventuali riduzioni dei costi negli Stati Uniti, mentre anche l’India sta valutando l’opportunità di imporre dazi sulle apparecchiature solari cinesi per stimolare la produzione interna. Ma ci sono anche altri paesi che stanno diventando riluttanti nel lasciare alla Cina tutto questo potere nel settore. “I requisiti di contenuto locale e l’abbinamento della produzione con aste IPP (Independent Power Project) proliferano. Algeria, India, Arabia Saudita, Sudafrica, Turchia e altri paesi stanno già realizzando a gare simili, tenendo conto della creazione di posti di lavoro e della trasformazione economica”, ha dichiarato GTM. Ma, con il costo di produzione dei moduli solari in continua discesa praticamente ovunque, i grandi progetti di energia solare fotovoltaica diventeranno probabilmente ancora più economici. Questa tendenza sarà particolarmente marcata nei mercati in cui i costi dei moduli rappresentano la quota più elevata della spesa totale in conto capitale. Tra questi, l’India, dove tali costi rappresentano il 57%. GTM ha stimato che un calo del costo dei moduli di circa il 30% in India porterebbe ad una riduzione totale del capex del 17%.

RIPRESA DEL MERCATO GLOBALE A PARTIRE DAI PRIMI ANNI DEL 2020

Le offerte aggressive nelle aste per i progetti fotovoltaici utility-scale avvenute nei mesi scorsi in Arabia Saudita, Messico e Cile suggeriscono, dunque, che gli sviluppatori stiano scommettendo su grandi tagli dei prezzi dei moduli solari entro i prossimi due – quattro anni, ha ammesso GTM. Quindi, anche se la crescita della domanda annua del 50% registrata un paio di anni fa dovrebbe rimanere un ricordo del passato, con la maturazione del settore GTM prevede una ripresa del mercato globale nei primi anni del 2020, soddisfacendo circa 120 GW di nuova domanda all’anno, di cui quasi la metà proveniente dall’Asia.