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Sostenibilità: la strada giusta (e obbligata) per le imprese. I dati Confcooperative/Censis

Caro Energia
“Svolta green da sburocratizzare e incentivare: sono a rischio 1,5 milioni di imprese e 5,6 milioni di occupati. Poco meno di 17.000 le imprese che hanno vinto la sfida green”. Cosa dicono i dati del Centro studi Confcooperative e del CENSIS

“La sostenibilità per le imprese è una strada obbligata”. A dichiararlo è Maurizio Gardini, presidente Confcooperative che commenta i dati del Centro studi Confcooperative e del CENSIS durante la seconda Edizione della Giornata della Sostenibilità Cooperativa organizzata da Confcooperative che si è tenuta oggi, 3 novembre 2022. La Giornata è stata dedicata alla valorizzazione di tutte le esperienze che le cooperative aderenti e le società di sistema di Confcooperative mettono in campo per contribuire al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

SOSTENIBILITÀ: I DATI DEL CENTRO STUDI CONFCOOPERATIVE/CENSIS

Dallo studio condotto dal Centro Studi Confcooperative e del CENSIS è emerso che nel 2021 è stato di oltre 1,2 miliardi di euro l’investimento dalle imprese aderenti in sostenibilità ed economia circolare. Il dato, diffuso nel corso della Seconda Edizione della Giornata della Sostenibilità organizzata da Confcooperative, è sul 79% di cooperative aderenti che ha intrapreso almeno un’iniziativa riconducibile ad alcune delle principali tematiche dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare.

MAGGIORI INVESTIMENTI IN RISPARMIO ENERGETICO

In tutti i macrosettori, secondo quanto evidenziano i dati del Centro studi Confcooperative e del CENSIS, l’ambito d’intervento in cui si concentrano i maggiori investimenti è quello del risparmio energetico e la riduzione dei consumi che ha interessato il 40,3% delle cooperative, in aumento di quasi il 10% rispetto al 2020 (30,9%). Il 28,8% ha indicato l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto. Il 23,1% ha avviato percorsi formativi e informativi interni sulla sostenibilità. Il 18,8% ha scelto di promuovere l’eco-innovazione e di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente. Infine, il 14,4% si è indirizzato verso il riciclo e il riutilizzo dei materiali.

Su base settoriale nell’industria e costruzioni l’ambito più interessato da progetti di investimento in sostenibilità è quello del risparmio energetico e riduzione dei consumi che raggiunge il picco del 60% delle cooperative. Nell’agroalimentare – come sottolineano i dati – una quota considerevole di cooperative (27%) ha avviato percorsi di sviluppo sostenibile nell’ambito degli investimenti in tecnologie rispettose dell’ambiente.

Tra le cooperative di servizi e tra le cooperative sociali l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto rappresenta il secondo ambito di investimento nello sviluppo sostenibile promosso dalle aderenti nel 2021 (rispettivamente con il 28% e 33% delle cooperative). Nella cooperazione di consumo e distribuzione al dettaglio, ben 8 cooperative su 10 sono impegnate nella sensibilizzazione dei consumatori su tutte le tematiche dello sviluppo sostenibile.

GARDINI: A RISCHIO 1,6 MLN DI IMPRESE

“La sostenibilità per le imprese non è più una scelta, ma una strada obbligata. Senza una reale transizione ecologica, accompagnata dalla semplificazione burocratica, da tempi sostenibili e dalle giuste misure fiscali, sono a rischio nel nostro paese 1,6 milioni di imprese che danno lavoro a 5,6 milioni di occupati”. Lo dice Maurizio Gardini, presidente Confcooperative commentando il focus Censis Confcooperative “Sostenibilità, investire oggi per crescere domani” presentato nel corso della Seconda Edizione della Giornata della Sostenibilità organizzata da Confcooperative.

“Le nostre cooperative nel solo 2021 – dice Gardini – hanno investito 1,2 miliardi di euro in sostenibilità. Le cooperative sul green sono pronte a investire di più, il PNRR può rappresentare ancora la benzina verde della transizione, ma occorrono misure di sostegno e soprattutto meno burocrazia per realizzare impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile in tempi più brevi (fonte Bilancio Sostenibilità Confcooperative)”.

LE IMPRESE CHE HANNO VINTO LA SFIDA DELLA TRANSIZIONE

Secondo un’elaborazione del CENSIS sui dati Cerved, la quota di imprese totalmente green (attività di smaltimento e gestione rifiuti, distribuzione di elettricità e gas), riguarda un numero ancora ridotto: infatti, soltanto 16.354 imprese, che danno lavoro a 267.000 occupati, sono già in linea con i requisiti di un sistema ad emissioni zero previsti dagli standard UE.

Le imprese a rischio alto, secondo i dati, sono oltre 932.000 le imprese che, danno lavoro a poco meno di 2 milioni di lavoratori pari all’11,6% dell’occupazione totale che rischiano di incorrere in considerevoli perdite finanziarie a seguito dei necessari investimenti per adattarsi alle strategie di un’economia a zero emissioni e sostenibile dal punto di vista ambientale. Rappresentano il 17,6% del totale. Il “rischio” è da considerarsi medio per quelle 600.000 imprese che danno lavoro a 3,7 milioni di lavoratori di questi oltre 1,5 milioni nelle pmi. Imprese che appartengono al comparto manifatturiero, come ad esempio, il sistema moda, il sistema casa, la meccanica. In questo caso l’adeguamento dei processi produttivi per ridurre l’impatto ambientale delle attività obbliga comunque a investimenti rilevanti. Un fenomeno che riguarda oltre l’11% delle imprese italiane.

Tuttavia, più di 3,7 milioni di aziende su oltre 5 milioni di quelle censite (il 70,9% sul totale delle imprese attive presenti nel Registro delle imprese) vengono definite a rischio trascurabile: per queste imprese, infatti, gli investimenti per adeguare o riconvertire la produzione in un sistema economico a zero emissioni nette e sostenibile dal punto di vista ambientale non inciderebbero sui costi, l’occupazione e l’accesso ai mercati finanziari. Rientrano in questo segmento le strutture attive nei servizi alle imprese e alle famiglie e nel comparto Costruzioni.

IL 10,6% DELLE PMI DEVE RENDERE GLI IMPIANTI SOSTENIBILI

Le PMI che necessitano di elevati investimenti per riconvertire gli impianti produttivi e renderli sostenibili, pena l’uscita dal mercato, sono il 10,6% sul totale delle PMI. In termini di appartenenza di settore, le imprese ad alto grado di rischio sono quelle impegnate in attività di estrazione, lavorazione e commercializzazione di combustibili fossili, nella produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili e, in genere, in attività “energivore” come la siderurgia, ma anche parte delle filiera agricole come l’allevamento.

Un ulteriore approfondimento, realizzato da Cerved su 683 mila società di capitali e sui relativi bilanci, segnala che il “rischio transizione” di grado elevato riguarda 57 mila imprese (l’8,4% sul totale) che impiegano un 1.253.000 addetti (il 12,6% sul totale addetti) e sono esposte per debiti finanziari per circa 285 miliardi di euro (il 31% sul totale dei debiti finanziari, pari a 924 miliardi di euro).

PROGETTO ALBERI CONFCOOPERATIVE

“L’ulivo come simbolo di rinascita e di resilienza, due dei valori di cui la cooperativa sociale romana la Nuova Arca fa pratica quotidiana prendendosi cura da 15 anni di donne e bambini vittime di violenza, giovani in difficoltà e persone con disabilità accompagnandoli attraverso percorsi di inclusione sociale e lavorativa”. Così il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini commenta, durante la seconda Edizione della Giornata della Sostenibilità Cooperativa, la piantumazione di 30 alberi, tra cui appunto un ulivo, realizzata in collaborazione con AzzeroCO2, per ridurre l’impatto ambientale.

“È un piccolo contributo per sensibilizzare e richiamare l’attenzione – aggiunge Maurizio Gardini – sulla cultura della sostenibilità che oltre alle politiche green necessita di una cultura diffusa, fatta anche di piccoli gesti”.

“È una grande soddisfazione – ha dichiarato Antonio Finazzi Agrò, presidente della Cooperativa La Nuova Arca – compiere oggi questo gesto così carico di significato. Siamo grati a Confcooperative per l’attenzione costante alla promozione di economie che si fondino sulla reciprocità e sulla relazione e ad AzzeroCO2 che ha avuto l’intuizione di questo progetto e il coraggio di portarlo avanti mettendo insieme realtà e talenti”.

“L’intervento che abbiamo inaugurato oggi presso La Nuova Arca e realizzato insieme a Confcooperative è un gesto simbolico ma molto concreto, che contribuisce ad una causa e ad un progetto più grande che vuole coniugare la promozione dell’inclusività con la rigenerazione del territorio e la tutela della biodiversità. Qui le istanze civiche e sociali incontrano quelle ambientali investendo su ambiente e persone”, ha dichiarato, inoltre, Annalisa Corrado, responsabile Progetti innovativi di AzzeroCO2.

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