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Perché calano i lavoratori nel settore solare degli Stati Uniti

lavoratori settore solare

Non c’entra solo la pandemia: negli Stati Uniti i lavoratori nel settore solare diminuiscono anche per via dei progressi nell’efficienza di lavoro

Nel 2020 i posti di lavoro nell’industria dell’energia solare degli Stati Uniti sono diminuiti di quasi il 7 per cento a causa sia della crisi pandemica, sia dei progressi fatti nell’efficienza di lavoro.

PRECARIETÀ E CRESCITA

Il calo si inserisce in un periodo di precarietà per l’occupazione nel settore solare, che deve ancora tornare ai livelli massimi toccati nel 2016, prima cioè che gli Stati Uniti imponessero dazi sui pannelli di importazione, portando ad un aumento dei prezzi.

Il settore solare rimane comunque uno dei comparti dell’industria energetica statunitense che sta crescendo più velocemente, grazie alla domanda di fonti energetiche economiche e “pulite” proveniente dalle aziende e dagli enti pubblici. Che, a seconda dei casi, hanno interesse a soddisfare le richieste di sostenibilità di clienti e investitori, oppure dei contribuenti.

I DATI SUGLI OCCUPATI

Stando al rapporto annuale redatto dalla Solar Energy Industries Association (SEIA), nel 2020 i lavoratori nell’industria solare americana erano 231.474, contro i 248.034 registrati nel 2019.

Le restrizioni agli spostamenti introdotte per contenere i contagi di coronavirus e il rallentamento dell’economia hanno portato ad un calo della domanda di dispositivi solari, specialmente da parte del settore residenziale.

AUMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ

Allo stesso tempo, nel mercato residenziale e in quello industriale la produttività del lavoro è cresciuta rispettivamente del 19 e del 32 per cento grazie al maggiore focus sulle vendite online e all’aumento delle dimensioni medie dei progetti.

LE PREVISIONI

Abigail Ross Hopper, presidente della SILA, sostiene che il calo del numero di occupati sia temporaneo e che quest’anno verranno creati “molti più posti di lavoro”.

Il presidente Joe Biden vuole infatti che gli Stati Uniti raggiungano la neutralità carbonica entro il 2050; entro il 2030 dovranno aver ridotto le emissioni di gas serra del 50-52 per cento, ed entro il 2035 dovranno aver decarbonizzato il proprio settore elettrico. Secondo il rapporto della SILA, per raggiungere gli obiettivi saranno necessari 900.000 posti di lavoro nel solare.

IL RUOLO DEI SINDACATI

Biden ha promesso non soltanto la creazione di tanti posti di lavoro nell’energia pulita, ma anche di posti ben pagati e tutelati dai sindacati.

Tuttavia, al momento gli stipendi degli occupati nel settore solare sono inferiori rispetto a quelli dei lavoratori dell’industria del petrolio e del gas, e mediamente non godono dello stesso livello di rappresentanza sindacale.

A questo proposito, il rapporto della SILA nota che circa il 10 per cento dei lavoratori nell’industria solare è sindacalizzato, un tasso inferiore rispetto alla media statunitense.