Skip to content
Stellantis

Stellantis avverte Bruxelles: investimenti in Europa legati a incentivi e politiche

Cappellano (Stellantis) avverte che l’incertezza normativa e l’assenza di incentivi stanno frenando le decisioni industriali e chiede un cambio di passo

La direzione e la dimensione dei futuri investimenti di Stellantis in Europa dipenderanno dalle scelte regolatorie dell’Unione Europea. La retromarcia europea sullo stop alle auto endotermiche nel 2035 non è sufficiente per far ripartire l’automotive dell’Ue, servono incentivi. A dirlo è Emanuele Cappellano nel corso della sua prima conferenza stampa da responsabile delle attività europee del gruppo, intervenendo venerdì al Salone dell’Auto di Bruxelles.

CAPPELLANO: INVESTIMENTI STELLATIS DIPENDERANNO DA POLITICHE UE

L’incertezza normativa rischia di paralizzare le decisioni industriali in una fase già critica per il settore, secondo Cappellano. “Le decisioni dell’Unione Europea avranno un grande impatto sulla visibilità e sulle tecnologie dominanti necessarie”, ha dichiarato, esprimendo forte preoccupazione per un “disallineamento” tra regolazione, esigenze dei costruttori e domanda dei clienti. Il responsabile delle attività ha sottolineato che gli incentivi sono fondamentali per risollevare il mercato.

Cappellano ha anche specificato che le piccole automobili e i modelli popolari sono una priorità per Stellantis, rimandando però le informazioni sul futuro dei 14 brand di Stellantis al nuovo piano industriale che Filosa presenterà nel secondo trimestre dell’anno. “Lavoreremo su un piano strategico, ma la mia prima priorità è garantire che i CEO dei singoli marchi possano rafforzarne l’identità”, ha affermato, aggiungendo che

STELLANTIS: RETROMARCIA SULLE ENDOTERMICHE NON BASTA

La proposta della Commissione europea di ammorbidire il divieto di vendita di nuove auto con motore a combustione interna dal 2035 non è sufficiente, secondo Stellantis. La mossa rappresenta uno dei più significativi passi indietro del Green Deal negli ultimi anni, ma secondo il gruppo serve uno sforzo maggiore per favorire la crescita della filiera. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha già avvertito che le misure annunciate mettono a rischio gli investimenti dei costruttori nel continente. “Dobbiamo essere molto onesti. Finora, quanto annunciato ha completamente fallito nel rispondere a queste esigenze”, ha rincarato Cappellano.

Il nodo, sottolinea il manager, non è un futuro lontano di dieci anni, ma l’emergenza del presente. «Il problema non è il 2035. È oggi. Sono i clienti di oggi che hanno bisogno di soluzioni diverse», ha spiegato, mettendo in evidenza come industria e consumatori stiano cercando risposte di breve periodo, non solo promesse di lungo termine.

IL MERCATO EUROPEO NON RIPARTE

Negli ultimi anni il mercato europeo ha perso circa tre milioni di veicoli rispetto ai livelli pre-pandemici e resta l’unica grande area globale a non aver ancora recuperato i volumi precedenti al Covid-19. Un dato che pesa come un macigno sulle strategie industriali e che rende più difficile sostenere investimenti massicci in nuove tecnologie, soprattutto in assenza di una roadmap normativa stabile e coerente. In questo contesto, Stellantis chiede all’Unione Europea di assumere un ruolo più attivo nella tutela della filiera continentale.

STELLANTIS: UE RISCHIA DI PERDERE SOVRANITA’ INDUSTRIALE A VANTAGGIO DELLA CINA

La transizione rischia di provocare la perdita della sovranità industriale senza un supporto mirato di Bruxelles, sottolinea Cappellano. In quest’ottica, il manager ha invitato Bruxelles a colmare i gap esistenti con i competitor cinesi in settori chiave come batterie e semiconduttori, dove l’industria europea sconta un ritardo competitivo significativo.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su