L’ex stratega di Trump accusa Italia e UE di aver tradito Washington dopo il no su Hormuz. E lancia un avvertimento: meno sostegno Usa a Kiev
Il no dell’Italia alla richiesta di Trump di aiutare a riaprire lo stretto di Hormuz “avrà enormi implicazioni per l’Ucraina”. La minaccia per niente velata arriva da Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump, che dalle colonne di Repubblica accusa Giorgia Meloni di aver voltato le spalle al tycoon “quando gli Stati Uniti hanno avuto bisogno di un alleato che si schierasse e sostenesse uno sforzo navale congiunto, per mantenere aperte le rotte di Hormuz, del Mar Rosso e di Suez, dove passano il petrolio e il gas diretti verso l’Europa”.
BANNON: UE E ITALIA TIRATE INDIETRO SU HORMUZ
Steve Bannon considera il no di Meloni e dell’Unione Europea un tradimento nei confronti dell’alleato statunitense.
“Quando gli Stati Uniti hanno avuto bisogno di un alleato che si schierasse e sostenesse uno sforzo navale congiunto, per mantenere aperte le rotte di Hormuz, del Mar Rosso e di Suez, dove passano il petrolio e il gas diretti verso l’Europa, si è tirata indietro”, ha detto l’ex consigliere di Trump al giornale.
LA STRATEGIA DI BANNON PER L’IRAN
Bannon ammette divergenze tra Usa e Israele sugli obiettivi della campagna in Iran. Ad accendere le tensioni è, anche questa volta, il petrolio. Trump vuole preservare l’oro nero per rilanciare l’economia americana.
“Il momento di svolta è avvenuto quando lo Stato ebraico ha bombardato le infrastrutture petrolifere iraniane, perché ciò va contro gli interessi americani”, ha sottolineato l’ex consigliere del presidente Usa, suggerendo la sua strategia per far cadere il regime dei pasdaran: tagliare le sue risorse finanziare.
“Dovremmo andare a Dubai, e gli altri luoghi pirata del Golfo usati per riciclare i soldi del regime, sequestrando tutto. Questo perché soffocherebbe il governo, ma anche perché nei mesi scorsi sono state le difficoltà economiche a generare le proteste che potrebbero farlo cadere”, ha sottolineato Bannon.
HORMUZ, LA MINACCIA DI BANNON: CONSEGUENZE PER L’UCRAINA
Bannon ha rincarato la dose, sottolineando che vede il rifiuto di schierarsi al fianco degli Usa come “una presa in giro” e avvertendo che le conseguenze saranno importanti.
“Questo comportamento avrà enormi implicazioni per quanto riguarda l’Ucraina. Dopo essere stati presi in giro dalla Nato, non vedo come il popolo americano possa appoggiare ulteriori finanziamenti o garanzie di sicurezza”, ha detto Bannon a Repubblica.
L’ITALIA HA PERSO IL SUO RAPPORTO PRIVILEGIATO CON GLI USA?
Le parole di Bannon riflettono la posizione della base Maga, che accusa la premier di tenere contemporaneamente il piede in due scarpe per continuare ad avere buoni rapporti con l’Ue e con gli Usa. Per recuperare credibilità agli occhi di Trump e dei suoi fedelissimi, secondo l’ex consigliere del Presidente Usa, Meloni dovrebbe dimostrare la propria sincerità e lealtà verso il presidente con i fatti, assumendosi i costi economici e i rischi militari di una missione navale congiunta per riaprire lo stretto di Hormuz.
“Giorgia Meloni non è un ponte per l’America con l’establishment politico europeo”, ha chiosato Bannon.


