Dopo il buco nei conti pubblici, emergono irregolarità catastali su larga scala grazie anche all’intelligenza artificiale. Ecco quanti sono i furbetti del Superbonus e cosa rischiano
Quasi la metà dei beneficiari del Superbonus sono “furbetti”. Infatti, dalle analisi dell’Agenzia delle Entrate emerge che le abitazioni fantasma per il Catasto ammontano alla metà degli immobili ristrutturati.
SUPERBONUS, IRREGOLARE 1 CASA SU 2
Il Superbonus colpisce ancora. Dopo la scoperta della voragine da 8,4 miliardi aperta nei conti pubblici, il bonus edilizio torna a far parlare di sé. Infatti, dai primi controlli a campione dell’Agenzia delle Entrate sugli immobili ristrutturati con il Superbonus è emerso che quasi la metà delle abitazioni non è in regola con il Catasto, secondo quanto riporta La Stampa.
“Al 31 dicembre risultavano concluse circa 3.500 verifiche con le quali è stata accertata l’avvenuta regolarizzazione per circa 1.050 immobili, mentre per altri 900 non c’era nessun obbligo di presentare una nuova dichiarazione. Per i restanti 1.500 immobili, invece, emersa la necessità di procedere alla loro regolarizzazione”, scrive La Stampa, sottolineando che sono state presentate spontaneamente dichiarazioni di variazione per circa 70 mila immobili per i quali sono stati fruiti bonus edilizi con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente.
COSA RISCHIANO I FURBETTI DEL SUPERBONUS?
Cosa rischiano i furbetti del Superbonus? Le eventuali incoerenze saranno oggetto di verifica da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Successivamente, i “colpevoli” riceveranno una lettera in cui si chiedono chiarimenti e di presentare la dichiarazione di compliance. In caso di inottemperanza, scatteranno i procedimenti per regolarizzare gli immobili. I proprietari dovranno aggiornare la classificazione catastale del loro immobile e pagare più tasse.
LA RIFORMA DEL CATASTO
La riforma del Catasto è il motore principale della caccia alle abitazioni fantasma. Infatti, nel Pnrr si prevede che entro il 2029 vengano aggiornati i valori catastali su una serie di immobili. Il Governo punta a mappare entro fine 2027 tutte le proprietà non incluse nel registro catastale. La riforma impone anche di aggiornare entro fine 2028 i valori catastali per gli edifici che sono stati sottoposti a interventi di efficienza energetica o di miglioramento strutturale, finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici.
Per questa ragione, lo scorso anno è partita la campagna di comunicazione con l’invio di lettere di compliance ai beneficiari del Superbonus. L’obiettivo era verificare la corretta attribuzione della rendita catastale dei loro immobili e l’eventuale necessità di regolarizzare il classamento a seguito degli interventi eseguiti, che potrebbero aver aumentato il valore dell’immobile. Dopo le risposte dei contribuenti, sono partiti i pre- controlli.
IL RUOLO DELL’IA
L’IA ha svolto un ruolo fondamentale nell’analisi degli immobili non censiti. Infatti, la scoperta è stata portata alla luce grazie a un nuovo tipo di monitoraggio la fotointerpretazione della cartografia catastale sovrapposta alle fotografie aeree rese disponibili mediante l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale. L’area analizzata a fine 2025 ammonta al 75% del territorio nazionale. L’obiettivo è raggiungere l’85% nel corso dell’anno.


