La retromarcia sull’elettrico costa cara al gruppo: 22,2 miliardi di oneri nel 2025 e una perdita netta nonostante ricavi e consegne in crescita. Ecco cosa succede a Stellantis
Il retromarcia sull’elettrico è costato a Stellantis 22,2 miliardi di oneri nel 2025. La nuova strategia ha contribuito in maniera determinante alla perdita netta del gruppo, nonostante l’aumento delle consegne e dei ricavi rispetto al 2024. Tutti i numeri del 2025.
STELLANTIS: 22 MILIARDI DI ONERI E NIENTE DIVIDENDI
Stellantis ha annunciato oggi oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro per l’anno scorso, che porteranno a uscite di cassa di circa €6,5 miliardi nei prossimi quattro anni. La cancellazione di modelli e programmi è costata cara al gruppo. Circa 15 miliardi di euro sono legati al taglio dei modelli che non vendono (come il Ram 1500 elettrico) per fare spazio a ciò che il mercato chiede oggi: motori ibridi e termici avanzati. Un’inversione di rotta che risponde all’“obiettivo di soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole”.
Filosa è stato schietto: “Abbiamo sovrastimato il ritmo della transizione energetica, allontanandoci dai desideri reali dei clienti”. Un errore costato 22,2 miliardi, che lascerà gli investitori a bocca asciutta quest’anno: niente dividendi in arrivo.
USA DA RECORD
Guardando al mercato, però, sembra che la cura del CEO Antonio Filosa stia iniziando a dare i frutti sperati negli Stati Uniti e livello globale. I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. La Liquidità industriale disponibile chiude il 2025 a circa €46 miliardi, corrispondenti a un rapporto del 30% sui ricavi netti dell’anno, il livello più elevato dell’intervallo target del 25–30% definito dall’azienda. Per il 2026, l’Azienda prevede un aumento dei ricavi netti, margine AOI(3) e generazione di cassa, con un andamento in crescita dal primo al secondo semestre.
Nel secondo semestre del 2025 il volume delle consegne consolidate di 2,8 milioni di unità è aumentato di 277 mila unità (+11% rispetto allo stesso periodo del 2024). Il mercato statunitense ha guidato la crescita (+39%), forte di una migliore gestione delle scorte e di un aumento delle vendite. Nel quarto trimestre si è registrato un +43% di consegne negli USA, con gli ordini aumentati del 150%, secondo le stime del gruppo. A trascinare la corsa sono i giganti, con la nuova Jeep® Grand Cherokee e il ritorno del leggendario Ram V8 HEMI® che hanno coperto da soli un terzo della crescita. Inoltre, la quota di mercato negli Stati Uniti ha raggiunto il 7,9% nel secondo semestre 2025, con un incremento di 60 punti base.
STELLANTIS ARRANCA IN UE
In Ue la crescita di Stellantis è più moderata ma tangibile. Nell’Europa allargata, Stellantis ha mantenuto il secondo posto per quota di mercato e si è affermata come leader nel segmento all-hybrid, nel segmento B delle autovetture e nel mercato dei veicoli commerciali leggeri. L’acquisizione di ordini da parte dei clienti nell’Europa allargata è aumentata nel corso dell’anno, con una notevole accelerazione nel secondo semestre del 2025 (+13% su base annua).
Tuttavia, le stime sulle consegne indicano che l’Europa allargata ha registrato una diminuzione di circa 26 mila unità. Il mercato è calato del 4%, frenato soprattutto da Peugeot. Tuttavia, c’è un’eccezione alla regola: la piattaforma Smart Car. I nuovi modelli “popolari” – Citroën C3, Opel Frontera e Fiat Grande Panda – hanno fatto registrare un +127% di consegne rispetto al 2024.

