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Terra dei fuochi, stop alle bonifiche. Manca il commissario

bonifiche

Come tutti i Commissari per le bonifiche, l’ente è sempre stato sotto il governo ministeriale, ma quattro anni fa il ministero fissò la data ultima per il commissariamento al 2019, passando poi le deleghe alla gestione ordinaria della Regione Campania. Che però alla data non le ha ancora formalmente recepite

E’ scaduto lo scorso 17 dicembre il commissariamento per la terra dei fuochi. E da quella data nessuno si occupa più delle bonifiche, non ancora completate, delle discariche che contribuirono all’emergenza rifiuti in Campania.
Energia Oltre già tempo fa aveva svolto una ricerca sullo stato delle bonifiche dei luoghi Sin in Italia, dimostrando la difficoltà di realizzazione. Ma quello della terra dei fuochi era uno dei pochi che stava procedendo.

OPERE FERME

Il Commissario fu nominato nel 2010, e da allora ad occuparsene è stato l’ex sindaco di Salerno Mario De Biase. Che da dicembre ha lasciato definitivamente gli uffici.
Nel frattempo tutte le opere sono state interrotte, in un bisbetico rimpallo tra Regione e Ministero dell’Ambiente.
Infatti come tutti i Commissari per le bonifiche, l’ente è sempre stato sotto il governo ministeriale, ma quattro anni fa il ministero fissò la data ultima per il commissariamento al 2019, passando poi le deleghe alla gestione ordinaria della Regione Campania.
Che però alla data non le ha ancora formalmente recepite e non mostra alcuna intenzione di farlo.

LA DIATRIBA NASCE DA UNA DISTONIA TRA DE LUCA E M5S

Sicuramente alla base della diatriba vi è anche una accesa distonia tra il governatore De Luca e il Movimento 5 stelle, suo acerrimo nemico, e in particolar modo con il Ministro campano Sergio Costa che proprio della Terra dei Fuochi si era occupato prima di arrivare al Governo.
De Luca dice di aver mandato nei mesi precedenti quattro lettere al Ministero chiedendo di prorogare il Commissariamento almeno per un altro anno, ma Costa dice di non averle ricevute.

STANZIATI 49 MILIONI, SPESI 19

Per bonificare tutta l’area sono stati stanziati 46 milioni di euro, di cui 19 già spesi. Sei milioni per mettere in sicurezza la discarica più grande, la Resit i cui lavori sono terminati la scorsa estate con Governatore e Ministro che all’ultimo minuto non si sono neppure presentati all’inaugurazione.
Un atteggiamento differente rispetto ad esempio all’analogo caso di Taranto dove se pure non vige buon rapporto tra Commissario (Vera Corbelli) e Regione, è piuttosto perché entrambi gli enti vorrebbero occuparsi delle opere (e gestirne gli ingenti fondi) anziché come in Campania scaricarne la delega.
E le bonifiche che non si fanno.