Scenari

I limiti di Tesla in India

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Tesla aprirà un primo stabilimento in India, nello stato del Karnataka. Ma gli entusiasmi vanno ridimensionati

Tesla, azienda statunitense che produce veicoli elettrici, ha deciso di aprire il suo primo stabilimento in India nello stato del Karnataka, nella parte sud-occidentale del paese.

UN INGRESSO ANNUNCIATO

Dell’ingresso di Tesla nel mercato indiano si parlava da tempo. Già lo scorso ottobre il governo dello stato del Maharashtra – che confina a sud con quello del Karnataka – aveva rivolto un invito all’azienda. A fine dicembre l’amministrazione delegato, Elon Musk, aveva poi scritto su Twitter che l’ingresso in India sarebbe avvenuto “sicuramente” nel 2021.

Dopo aver trattato con le autorità di vari stati indiani, la scelta di Tesla sarebbe infine caduta sul Karnataka.

L’INDIA E LE AUTO ELETTRICHE

L’India – la terza economia più grande dell’Asia – non ha però messo a punto un vasto piano di sviluppo per i veicoli elettrici come fatto invece dalla Cina. È proprio qui che Tesla ha scelto di aprire la sua prima fabbrica al di fuori degli Stati Uniti, e oggi è l’azienda dominante nel mercato locale delle auto elettriche.

IL PARAGONE CON LA CINA

Se in Cina le auto elettriche valgono il 5 per cento delle vendite totali annue di nuovi veicoli, in India possiedono invece una quota inferiore all’1 per cento. Pechino è avanti anche per quanto riguarda le infrastrutture di ricarica e ha garantito al settore sussidi governativi molto generosi per incoraggiare gli acquisti. L’India ha lanciato iniziative simili, ma non paragonabili per ampiezza degli investimenti. Per esempio, l’azienda elettrica statale cinese State Grid Corporation of China si è impegnata ad investire 2,7 miliardi di yuan (circa 415 milioni di dollari) nel solo 2020 per la realizzazione di stazioni di ricarica.

LE TESLA COSTANO TROPPO PER IL MERCATO INDIANO?

L’India ha messo a punto un programma di incentivi all’acquisto e alla produzione di veicoli elettrici e ibridi, chiamato FAME (Faster Adoption and Manufacturing of Hybrid and EV), che potrebbe tuttavia rivelarsi inutile per Tesla. Per poter accedere ai sussidi, infatti, un’auto elettrica deve avere un costo massimo di 1,5 milioni di rupie indiane, che però i modelli di Tesla probabilmente supereranno: la Model 3, il più economico tra i veicoli prodotti da Tesla, dovrebbe venire venduta in India ad un prezzo di 5,5 milioni di rupie (quasi 75mila dollari).

Circa il 75 per cento delle auto vendute in India hanno un prezzo che si aggira intorno ai 10mila dollari: è circa la metà del prezzo medio di vendita in Cina e appena un quarto di quello negli Stati Uniti. Secondo gli analisti, dunque, anche il modello più economico di Tesla sarà appetibile solo per l’1 per cento del mercato indiano. La cui ampiezza complessiva potrebbe garantire lo stesso entrate soddisfacenti per l’azienda, che potrebbe concentrarsi sulla nicchia dei consumatori più facoltosi.