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Santos Rosa (Shell Italia): L’Italia siede su un tesoro energetico gigantesco. Ecco quale

Un “conto in banca” pieno all’80% e mai sfruttato: mentre l’energia scarseggia, la burocrazia blocca il più grande giacimento onshore d’Europa. L’allarme del CEO di Shell Italia

L’Italia ha gli anticorpi per fronteggiare la crisi energetica: il tesoretto di idrocarburi della Basilicata, seppellito dalla burocrazia. Joao Santos Rosa, presidente e amministratore delegato di Shell Italia, intervistato dalla Stampa, chiede un cambio di passo sulle norme per accelerare il rilascio dei permessi di esplorazione al fine di coprire la crescente domanda elettrica e attrarre nuovamente i capitali.

COSA BLOCCA IL TESORO ENERGETICO ITALIANO

La burocrazia blocca il grande potenziale energetico inespresso della Basilicata, secondo Joao Santos Rosa. Nella Regione giacciono le maggiori riserve onshore di idrocarburi dell’Europa continentale ma un labirinto di permessi e regolamenti impedisce di trivellare.

“Il sottosuolo lucano ospita le più grandi risorse onshore di idrocarburi dell’Europa continentale, eppure questo potenziale è rimasto intatto per decenni. A oggi estraiamo circa l’undici o il dodici percento delle risorse provate. È come se il Paese possedesse un immenso conto di risparmio in banca, pieno per oltre l’80%, che non produce frutti”, spiega il ceo di Shell Italia, aggiungendo che è necessario “snellire i permessi e attrarre capitali per sostenere una domanda elettrica destinata a raddoppiare nei prossimi decenni”.

Infatti, il manager ha messo in luce che le proiezioni indicano un potenziale raddoppio della domanda elettrica italiana tra il 2025 e il 2050, sulla spinta dello sviluppo tecnologico, dell’intelligenza artificiale e dei data center.

LE CONSEGUENZE DEL BLOCCO DI HORMUZ

La crisi in Medio Oriente ha impedito a una fetta importante di energia di arrivare nel sistema globale. Un deficit che dura da settimane e “l’energia perduta dovrà in futuro essere rimpiazzata”, spiega Santos Rosa. Tuttavia, servirebbe un periodo lungo per ricostruire le scorte commerciali e le riserve strategiche che rappresentano il cuscinetto di sicurezza dei singoli Stati. “Il sistema è progettato per incassare questo genere di colpi per un lasso di tempo circoscritto”, spiega il manager, sottolineando che dopo l’invasione russa in Ucraina l’Italia ha diversificato le fonti di approvvigionamento, ma i mercati sono ormai interconnessi a livello globale.

LA VIA DEL RAPPORTO DRAGHI

Il Rapporto Draghi è una base di partenza perfetta per la competitività, sottolinea il ceo di Shell Italia. “L’Europa deve massimizzare le risorse a sua disposizione per recuperare terreno. La decarbonizzazione dell’economia rappresenta la via maestra, ma va condotta in modo strutturato per scongiurare la deindustrializzazione di intere porzioni del nostro tessuto produttivo. Non possiamo permetterci di rendere il continente incapace di competere”, spiega Joao Santos.

Competitività che è legata a doppio filo con gli investimenti. “L’Europa ha un bisogno vitale di calamitare investimenti, siano essi capitali finanziari o umani. Serve un ambiente in grado di attrarre fondi per le infrastrutture, per l’eolico, per il solare e per l’estrazione di gas, garantendo tempi e modalità concorrenziali rispetto ad altre aree del globo. Non si può discutere di competitività tecnologica, farmaceutica o industriale senza posizionare la sicurezza energetica al centro del dibattito”, sottolinea il ceo di Shell Italia, sottolineando l’urgenza di regole certe e un orizzonte di stabilità per attrarre gli investitori internazionali.
La stessa Shell potrebbe decidere di dirottare i suoi capitali altrove. “Se non riusciamo a concretizzare gli investimenti in Italia, i fondi andranno altrove. E sarebbe un’occasione persa”.

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