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Trivellazioni, Lega chiede al governo di rivedere la moratoria

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L’interrogazione di Arrigoni prende spunto dal giacimento di metano “Fortuna Prospect” tra Santa Maria di Leuca e l’isola di Corfù

Il governo rivedrà la moratoria alle attività di ricerca e sviluppo delle risorse di gas e petrolio italiane? È la richiesta formulata in un’interrogazione a risposta scritta del senatore leghista Paolo Arrigoni (come primo firmatario) ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

FORTUNA PROSPECT IN PUGLIA GRANDE OPPORTUNITÀ

“Recentemente a sud della Puglia – si legge nell’interrogazione di Arrigoni – i geologi hanno individuato, tra Santa Maria di Leuca e l’isola di Corfù, un giacimento di metano, denominato “Fortuna Prospect” che rappresenta un’eccezionale opportunità per l’Italia; non sembra che il Governo attuale intenda cogliere le opportunità offerte da tale scoperta dei geologi; la società ‘Global Med’ aveva presentato le istanze per i permessi di ricerca nel dicembre 2013 e la conferenza dei servizi, che risale al 7 novembre 2016, e subito dopo il Ministero dello sviluppo economico hanno espresso parere positivo”.

COMPATIBILITÀ AMBIENTALE DEI PROGETTI RICONOSCIUTA

“Il 26 settembre 2017 – prosegue ancora l’interrogazione , il Ministro pro tempore dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, aveva riconosciuto poi la compatibilità ambientale dei progetti. Il 31 dicembre 2018 è stato pubblicato il decreto del 7 dicembre 2018 con il quale il direttore generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del Ministero dello sviluppo economico ha concesso il permesso, valido per 6 anni: fino al 7 dicembre 2024, per un totale di 68.830 euro di canoni annui pagati in anticipo. Ma subito dopo è subentrato il decreto moratoria che ha bloccato tutto”.

M5S HA BLOCCATO TUTTO PER 24 MESI

“Un emendamento del Movimento 5 Stelle all’ultimo decreto milleproroghe (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8), approvato il 13 febbraio nelle Commissioni della Camera dei deputati, estende di 6 mesi la moratoria sulle trivelle. I permessi per la ricerca e la prospezione di idrocarburi saranno sospesi non più per 18 mesi ma per 24, in attesa dell’approvazione da parte dei Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente del piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee”, ha ricordato Arrigoni.

LA GRECIA HA GIÀ AUTORIZZATO LA TRIVELLAZIONE DI UN POZZO ESPLORATIVO

“Nel frattempo la Grecia avrebbe già autorizzato la trivellazione di un pozzo esplorativo nell’area di questo giacimento che le appartiene, divisa fra Total al 50 per cento, Edison al 25 per cento ed Elpe al 25 per cento. Se il pozzo esplorativo troverà il metano, partirà l’investimento per sfruttare il giacimento. Le condotte porteranno il gas fino alla costa greca dove passa, oggi ancora inattivo perché in costruzione, il gasdotto TAP che va verso la Puglia e il mercato europeo”.

OLTRE AL DANNO LA BEFFA

“La statunitense Global Med, società che si occupa di valorizzazione geologica, aveva proposto proprio all’Italia di iniziare a esplorare il fondale in cui è stato individuato il giacimento. La risposta del Governo italiano apparsa sui media sembra chiara: non si procede perché le trivellazioni potrebbero danneggiare il mare italiano e il turismo; tale scelta non considera che se la Grecia procede alle trivellazioni il mare italiano verrebbe comunque potenzialmente danneggiato, visto che i pozzi di estrazione si troverebbero a pochi chilometri dalle acque italiane; in questo senso il danno ci sarebbe lo stesso e ancora più probabile sarebbe il danno economico perché, se la Grecia individuasse il metano, si aggiudicherebbe le royalty per tutto il gas estratto. In pratica ci si ritroverebbe a dover acquistare il metano proveniente dal sottosuolo italiano”.

“Nel nostro Paese il gas è caratterizzato dal 93 per cento di importazioni e avrà comunque un ruolo determinante per accompagnare la transizione energetica come specificato nel piano energia e clima (PNIEC)”, ha ricordato Arrigoni che chiede di sapere, appunto, se il governo intenda “rivedere i divieti alle nuove autorizzazioni di prospezione, ricerca e coltivazione di gas metano nel mare Adriatico e mar Ionio, anche provvedendo a predisporre e presentare al Parlamento gli adeguati strumenti legislativi, allo scopo di utilizzare le opportunità economiche offerte dal nostro sottosuolo”.