Un tempo bastava una notifica su Truth per far schizzare il petrolio. Oggi i mercati energetici ignorano i post del presidente. Ecco perché
I proclami di Trump su Truth non influenzano più i prezzi di gas e petrolio. La capacità del Presidente di condizionare i mercati dell’energia attraverso i propri proclami social si sta drasticamente riducendo. Ecco perché
TRUMP E L’ARMA TRUTH
Nei primi mesi del conflitto con l’Iran, ogni commento sul destino dello Stretto di Hormuz o sulle possibili ritorsioni americane scatenava il panico su Wall Street. Tra il 28 febbraio e il 19 agosto, analizzando 269 post focalizzati sull’Iran, Axios ha registrato che nei cinque minuti successivi a un messaggio presidenziale, la variazione media del prezzo dei futures toccava lo 0,73%, contro un’oscillazione ordinaria dello 0,2%.
Un impatto quasi quattro volte superiore alla norma, trascinato da un “vuoto informativo” che spingeva i mercati a sovra-reagire a qualsiasi indiscrezione.
PETROLIO, I MERCATI IGNORANO TRUMP
Con il passare del tempo, però, la narrazione si è incrinata. Come sottolineato da Ben Cahill, analista dell’Atlantic Council, in un’intervista ad Axios le esternazioni di Trump si sono gradualmente scollegate dalla realtà operativa del settore.
“Da mesi ormai il mercato ignora i post sui social media perché semplicemente non riflettono la situazione reale sul campo. Molti proclami sullo Stretto di Hormuz hanno avuto zero correlazione con il numero effettivo di barili in transito.”
COSA RISCHIA TRUMP
Il disinteresse dei mercati per le comunicazioni social di Trump rischia di avere un impatto importante sulla strategia del presidente Usa. Nei primi mesi, il piano della Casa Bianca di “imporre la narrativa” per calmare i prezzi dell’energia ha funzionato. Oggi questo margine di manovra si è azzerato. Anzi, la volatilità dell’energia è diventata uno degli argomenti più utilizzati dai Democratici contro i Repubblicani, facendo leva sui prezzi del carburante per cercare la vittoria nelle elezioni di metà mandato.
Infine, l’efficacia decrescente dei messaggi social del presidente arriva proprio mentre Truth Social tenta di monetizzare il business dei dati, chiedendo fino a 1,2 milioni di dollari all’anno ai colossi di Wall Street per accedere ai post con una frazione di secondo di anticipo. Una mossa finita al centro di varie dispute legali.

