Territori

Gazprom ha deciso: per il Turkish Stream scelta l’Europa dell’Est

Il percorso del gasdotto dovrebbe attraversare Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovacchia secondo le anticipazioni del quotidiano Kommersant

Il colosso russo Gazprom, ha deciso quale sarà il percorso della seconda linea del gasdotto Turkish Stream: attraverserà Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovacchia mentre le prime forniture di gas in Bulgaria e Serbia sono previste per il 2020, in Ungheria nel 2021, e in Slovacchia nella seconda metà del 2022. È quanto riferisce il quotidiano russo “Kommersant” evidenziando che gli operatori di trasporto del gas di questi paesi hanno già avviato le procedure per la prenotazione di nuove capacità.

GARE D’APPALTO GIÀ AVVIATE

Serbia, Ungheria e Slovacchia hanno già avviato delle gare d’appalto per le condotte, ha sottolineato Kommersant, evidenziando come l’operatore bulgaro, Bulgartransgaz partirà già a dicembre. Il quotidiano russo specifica che la rotta scelta ricalca di fatto il vecchio tracciato del South Stream.

GIÀ AVVIATE ANCHE LE ASTE PER LE CAPACITÀ A PARTIRE DAL 2022

Gli operatori di Ungheria, Slovacchia e Austria alla fine di ottobre hanno già organizzato un’asta per prenotare nuove capacità dall’ottobre 2022 per sette anni. Sono stati prenotati 4,3 miliardi di metri cubi all’ingresso del sistema slovacco dall’Ungheria, che dovrebbe aumentare la possibilità di flusso di gas tra i paesi a 5 miliardi di metri cubi all’anno. E 3,8 miliardi di metri cubi all’anno all’ingresso del sistema dell’Austria dalla Slovacchia. Le procedure nell’ambito delle aste non sono state ancora completate, ciò dovrebbe avvenire entro il marzo 2019. Secondo le fonti di Kommersant sul mercato, Gazprom prenoterà tutte le capacità proposte.

OPZIONE ITALIA ANCORA SUL TAVOLO?

Tuttavia, la seconda linea, destinata alle consegne nei Balcani, nel 2020 verrà caricata solo parzialmente – per le consegne in Bulgaria, Grecia e Serbia – e raggiungerà il suo pieno carico nel 2022. Non è del tutto chiaro come saranno organizzate esattamente le forniture alla Grecia: potrebbe essere rifornita attraverso la Bulgaria, ma ciò significherebbe una deviazione durante il trasporto di gas. Oltre alla rotta descritta, è stata considerata anche l’opzione di trasporto attraverso la Grecia e il Sud Italia. Gli interlocutori di “Kommersant” hanno notato che il Cremlino ricorda ancora la triste esperienza di cancellazione di South Stream e quindi ha voluto ritardare l’annuncio della rotta reale per ridurre il rischio di pressioni esterne sui paesi di transito. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha ammesso lo scorso 19 novembre di non escludere l’introduzione di “restrizioni” al Turkish Stream dovute a un intervento degli Stati Uniti.