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Pichetto: “Puntiamo a rendere l’Italia un hub del gas, ma solo per la transizione”

Ai Mediterrean Dialogues a Roma il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica traccia la strada da seguire per affrontare al meglio la sfida energetica del nostro Paese

Energie pulite e decarbonizzazione, che implica l’abbandono graduale del carbone e del petrolio e, nel lungo periodo, la progressiva decrescita dell’uso di gas.

All’ottava edizione dei Mediterrean Dialogues a Roma, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, traccia la strada da seguire per affrontare al meglio la sfida energetica dell’Italia. “C’è il gas che è energia di transizione, e va detto che noi usiamo ancora in parte carbone e petrolio. Il nostro obiettivo però è sono le energie pulite e la decarbonizzazione. Questo determina l’abbandono prima di carbone e petrolio e poi, al crescere delle energie rinnovabili, la decrescita dell’uso di gas. È il progetto di una grande transizione che punta alla riduzione delle emissioni al 55% nel 2030 e alla neutralità nel 2050, un percorso a tappe che prevede, nei prossimi anni, di attivare almeno 10-12 GW l’anno di rinnovabili, per raggiungere non solo l’equilibrio rispetto al gas, ma anche gli obiettivi climatici”.

STOCCAGGI E RIGASSIFICATORI

Per il ministro dell’Ambiente “nella sostituzione del gas dalla Russia l’Italia si è mossa rapidamente. Il gas russo valeva il 40% del fabbisogno nazionale, ora ragioniamo sul 10-15%, ma bisognerà ridurre ulteriormente. Questo, anche grazie agli stoccaggi, ha determinato una certa tranquillità nel presente e per l’inverno. La prossima sfida sarà riempire gli stoccaggi per il 2023-2024, non avendo più il gas russo nel periodo estivo. Puntiamo sulla diversificazione delle fonti, ma anche sui rigassificatori di Ravenna e Piombino; quest’ultimo dalla prossima primavera garantirà 5 miliardi di metri cubi di gas”.

IL PIANO UE DI RIDUZIONE DEI CONSUMI

“L’Italia è fortemente impegnata nell’accelerare la transizione energetica, nell’aumentare la sicurezza energetica e nel proseguire sul percorso di decarbonizzazione. Tutto – ha proseguito Pichetto – si inserisce in un percorso che prima era molto lento ma che adesso ha accelerato. Bisogna fare delle valutazioni, di breve e di medio-lungo periodo, che investono l’area mediterranea. Il RepowerEu prevede una serie di azioni che possiamo mettere in atto. In accordo con l’Unione Europea, lavoreremo per ridurre i consumi di gas naturale, che può aiutarci in parte a sostituire ciò che arrivava dalla Russia”.

ITALIA HUB MEDITERRANEO DEL GAS

“Se storicamente la Russia, con il Nord Stream e quindi con il grande afflusso di gas da Mosca, era in una posizione in alto, noi, nel corso della transizione da qui al 2050, potremo rovesciare la situazione e rendere l’Italia l’hub del gas mediterraneo diretto in Nord Europa. Potremo farlo usando quello che già abbiamo, ma anche convertendo gli attuali gasdotti per renderli idonei al trasporto dell’idrogeno”.

IL CAPITOLO IDROGENO

Pichetto ha sottolineato infatti che “è fondamentale dare sicurezza e continuità al sistema. Bisogna accelerare sui fronti dell’idrogeno e delle biomasse, del biometano. Parallelamente, bisogna continuare il percorso sulle rinnovabili, come l’energia fotovoltaica ed eolica”.

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