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Tutte le querelle M5S-Lega su EastMed-Poseidon

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Carroccio favorevole, pentastellati attendisti fino alle Europee. E il sottosegretario Crippa rivela: progetto da verificare visti anche gli sviluppi possibili del Tap

Dopo il via libera definitivo al Tap, il Trans Adriatic Pipeline che porterà entro il 2020 gas azero sulle coste del Salento, è ora il progetto EastMed-Poseidon a finire nel mirino delle polemiche e a creare nuove divisioni all’interno della maggioranza di governo. A chiedere conto dello stato dell’arte dell’infrastruttura sono stati questa volta i deputati del Pd Diego Zardini, Sara Moretto e Martina Nardi che hanno presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, preoccupati per la mancata firma dell’accordo definitivo per la realizzazione del terminal italiano, a Otranto, del gasdotto EastMed.

LO STATO DELL’ARTE DELL’ITER DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO

Il gasdotto rientra nell’ambito dell’apertura del cosiddetto “Corridoio Sud” di cui i governi precedenti hanno approvato il progetto di realizzazione del terminal a Otranto. Il ministero dell’Ambiente ha dato il parere favorevole nel 2010, il decreto di autorizzazione del ministero dell’Economia e l’intesa con la Regione Puglia sono stati firmati nel 2011 e nel 2017 l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha siglato una dichiarazione congiunta con i colleghi di Grecia, Cipro e Israele, ottenendo anche l’impegno della Ue a cofinanziare i lavori.

L’INTERROGAZIONE PD: VOGLIAMO SAPERE SE IL GOVERNO VUOLE PROSEGUIRE O BLOCCARE IL PROGETTO EASTMED-POSEIDON

“Vogliamo sapere se il governo intende proseguire la realizzazione del progetto EastMed-Poseidon o se invece vuole bloccare un progetto strategico per la diversificazione delle fonti e dei fornitori di gas e che serve a migliorare la sicurezza complessiva degli approvvigionamenti per l’Italia. La firma – si legge in un comunicato – era in programma entro la fine di marzo, ma sembra sia stata messa in discussione e il ministero dell’Ambiente abbia ordinato nuove valutazioni di carattere economico e ambientale. Il progetto, del valore di oltre sei miliardi di euro, è finalizzato a rendere un po’ più indipendente l’Europa dall’energia prodotta in Russia e prevede la costruzione di un gasdotto lungo più di duemila chilometri che una volta ultimato porterà in Europa 15-20 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno dai giacimenti al largo di Israele e di Cipro, via Grecia”.

LA RISPOSTA DI CRIPPA: DA VERIFICARE VISTO ANCHE IL POSSIBILE RADDOPPIO DEL TAP

“Sarà necessario verificare, nel caso in cui risultasse economicamente attuabile, la sostenibilità territoriale e tecnica della realizzazione di un ulteriore gasdotto in arrivo in Puglia, anche in considerazione dei previsti sviluppi del Tap che possono aumentare la portata del gas fino a 20 miliardi di metri cubi all’anno senza altre opere in Italia e come già indicato nella proposta di Piano energia clima recentemente inviato alla Commissione europea e di cui attualmente è in corso la consultazione. ”, ha risposto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa in commissione Attività produttiva all’interrogazione a firma Pd aprendo lo scenario a un possibile raddoppio del Tap. “Sullo specifico quesito posto, vorrei evidenziare che il Governo segue con attenzione, insieme alle autorità degli altri Paesi, l’iniziativa East Med, per il contributo che potrà dare alla diversificazione delle fonti, all’aumento della liquidità del sistema gas europeo e alla riduzione dei costi di approvvigionamento. Al riguardo, sarà importante conoscere gli esiti degli studi di fattibilità, cofinanziati dall’Ue, i cui risultati sono attesi tra circa un anno”. Infine, conclude Crippa, “nella citata proposta peraltro si legge che ‘Il progetto EastMed, pur potendo consentire dal 2025 un’ulteriore diversificazione delle rotte attuali, potrebbe non rappresentare una priorità poiché gli scenari di decarbonizzazione possono essere attuati (…omissis) tramite le infrastrutture esistenti e il menzionato TAP'”.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO NON CHIARISCE LA POSIZIONE DEL GOVERNO

“La risposta del ministero – hanno però poi proseguito i deputati – non chiarisce la posizione del governo rispetto a un progetto che è fondamentale dal punto di vista strategico, economico e soprattutto ambientale. Per favorire la transizione verso fonti rinnovabili, nei prossimi tre decenni avremo infatti bisogno di maggiori quantità di gas naturale. L’obiettivo di questo progetto, considerato prioritario dall’Unione europea è creare le infrastrutture necessarie per permettere al gas, proveniente da una qualsiasi fonte, di essere acquistato e venduto ovunque nell’Ue, a prescindere dalle frontiere nazionali, per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. La Commissione europea ha inoltre dichiarato il gasdotto EastMed di interesse comunitario ed ha già anticipato circa 100 milioni di euro per gli studi di fattibilità, in attesa dell’accordo definitivo per definire il finanziamento totale”. “Vista l’assenza di ogni impatto ambientale e i possibili risparmi per gli italiani – hanno concluso i tre deputati – la realizzazione del gasdotto, assieme alla TAP, può rilanciare il ruolo dell’Italia come il principale hub energetico del Mediterraneo”.

LA IGI-POSEIDON STA COMPLETANDO GLI ESPROPRI IN PUGLIA

Nel frattempo la società franco-ellenica Igi Poseidon sta completando le procedure di esproprio dei terreni che saranno attraversati dal metanodotto, nel comune di Otranto. Gli ufficiali giudiziari sono pronti a notificare a 36 proprietari gli avvisi urgenti per dare esecuzione al decreto di asservimento e occupazione temporanea pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 giugno dello scorso anno. Come ha scritto qualche giorno fa il Fatto Quotidiano “si tratta degli ultimi proprietari con i quali non è stato ancora raggiunto un accordo bonario, già firmato, invece, dal restante 99 per cento degli interessati. Dopo quest’ultimo passaggio, la società, formata dal colosso francese Edison e dalla società greca Depa, potrebbe avviare i lavori. E, anzi, dovrebbe farlo entro il prossimo 6 giugno, almeno stando alla proroga concessa dal ministero dello Sviluppo Economico il 24 maggio 2016. Il cantiere dovrebbe durare tre anni, fino al massimo al 6 giugno 2021. Al momento, non è dato sapere se la multinazionale deciderà di chiedere un ulteriore rinvio. Ciò che è certo, però, è che c’è tutta l’intenzione di spingere sull’acceleratore. E per almeno due motivi: le autorizzazioni incassate nel 2011 sono in scadenza; la spaccatura, anche su questo, nel governo consiglia alla società di far presto”.

LEGA FAVOREVOLE AL PROGETTO

Anche su quest’opera, si rischia, infatti, una querelle non dissimile da quella andata in onda per Tap. Se in un passaggio del suo intervento all’edizione 2019 di Omc a Ravenna, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, esponente di spicco della Lega di Matteo Salvini, ha ribadito ancora una volta l’importanza di questa opera per la sicurezza e la diversificazione delle forniture – Salvini aveva promosso l’infrastruttura e chiesto alle aziende italiane di investirci in occasione della visita a Gerusalemme e dell’incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu – il gasdotto rimane comunque uno dei dossier che vede contrapposti Lega e Movimento 5 Stelle.

TUTTO FERMO FINO ALLE EUROPEE

Come hanno rivelato Secolo XIX e La Stampa, dopo una lettera inviata da una trentina di associazioni ambientaliste al premier Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, l’esecutivo ha rinviato la firma, in attesa di una nuova valutazione di impatto ambientale. In sostanza, trapelava dai pentastellati nessuna firma sull’accordo intergovernativo di fine marzo con Cipro, Grecia e Israele – che infatti non ha visto la presenza di alcun rappresentante italiano – la cui decisione “spetta a Di Maio” indicava La Stampa, per non ripetere gli errori sul Tap: “Non è conveniente, per noi, lanciarci in un’ altra avventura del gas come EastMed”. Addirittura confidava nei giorni scorsi sempre alla Stampa una fonte di primo livello del Mise “tutto è fermo e prima delle elezioni Europee difficilmente si arriverà a una decisione”. Il dossier veniva definito come “ancora da approfondire”, “molto complesso”, “oggetto di forti pressioni”.UE

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

Nonostante, la posizione della Lega e le parole di Giorgetti, reduce da una recente missione negli Usa in cui ha raccolto tra l’altro l’auspicio dell’amministrazione statunitense sul gasdotto, secondo il Sole 24 Oreriporta da StartMagazine – “il nostro Paese si sta defilando, quanto meno dal progetto EastMed:  un gasdotto forse utopico date le sfide tecniche, geopolitiche e commerciali, ma che sta guadagnando un crescente appoggio politico. Dopo le istituzioni europee, anche gli Stati Uniti si sono ora schierati a favore della pipeline, in chiave anti russa e forse anche in appoggio a ExxonMobil che a sua volta ha appena fatto una scoperta rilevante a Cipro e, secondo fonti Reuters, a giugno parteciperà alla prossima gara per licenze esplorative in Israele”.