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Tutti i dubbi finanziari sul piano di “phase out” del nucleare spagnolo

Le perplessità espresse dall’ultimo rapporto S&P Global Rating. Ma impatto modesto per gli operatori Iberdrola, Endesa e Naturgy, che beneficiano di una base di risorse altamente diversificata

Il nuovo piano sul “phase out” nucleare spagnolo aumenta la visibilità sull’eliminazione graduale dei reattori nel paese ma non fuga da dubbi le incertezze relative alla redditività degli impianti e agli investimenti necessari per mantenerli in funzione. Sono le perplessità espresse dall’ultimo rapporto S&P Global Rating dal titolo “What Spain’s Slower Phaseout Of Nuclear Energy Means For Power Producers”.

IMPATTO MODESTO PER GLI OPERATORI IBERDROLA, ENDESA E NATURGY, CHE BENEFICIANO DI UNA BASE DI RISORSE ALTAMENTE DIVERSIFICATA

spagnaLa Spagna dovrebbe chiudere le sue centrali nucleari tra il 2025 e il 2036, il che dovrebbe fornire maggiori certezze sui costi di approvvigionamento e di elettricità rispetto ad un’eliminazione più rapida. Tuttavia, “è improbabile che il piano possa avere implicazioni materiali sul credito degli operatori di centrali nucleari Iberdrola, Endesa e Naturgy, che beneficiano di una base di risorse altamente diversificata”, ha detto Gonzalo Cantabrana Fernandez, analista di credito di S&P Global Ratings, nel rapporto.

PER S&P IL LENTO PHASE OUT DEL NUCLEARE POTREBBE PESARE GLI IMPIANTI A GAS SPAGNOLI

Per finanziare la disattivazione e l’ammodernamento delle centrali nucleari, gli operatori pagheranno probabilmente tasse più elevate e intraprenderanno investimenti che presumibilmente ridurranno la redditività di questi impianti. “A causa del lento phase out del nucleare, gli impianti a gas spagnoli sottoutilizzati non vedranno presto un sollievo dall’eccesso di offerta, e ciò potrebbe innescare la necessità di un sistema di remunerazione più stabile, anche se questo non influirà sulla crescita delle energie rinnovabili”, ha detto Cantabrana.

L’ACCORDO RAGGIUNTO TRA LE UTILITY E IL GOVERNO PREVEDE UNO STOP DEFINITIVO ALL’ATOMO ENTRO IL 2050

Iberdrola, Endesa e Naturgy nel febbraio 2019 hanno raggiunto un accordo preliminare non vincolante con il governo spagnolo per un cronoprogramma riguardante la chiusura delle centrali nucleari che apre la strada a uno stop definitivo all’atomo nel paese entro il 2050. Le parti hanno convenuto di disattivare i reattori dopo 40 anni ma prima dei 50 anni di funzionamento, il che naturalmente “ha implicazioni per il futuro del settore energetico spagnolo e per la salute finanziaria del settore nucleare civile”, osserva S&P.

DECOMMISSIONING NUCLEARE E DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI SOTTOFINANZIATO

Le sfide chiave che l’accordo cerca di affrontare includono la sicurezza dell’approvvigionamento, l’accessibilità economica, la decarbonizzazione del settore energetico e il finanziamento del decommissioning nucleare e della gestione dei rifiuti, “che, a quanto ci risulta, è attualmente sottofinanziato. In questo contesto, comprendiamo che le elezioni nazionali spagnole di aprile non dovrebbero necessariamente influenzare l’accordo”, ha concluso S&P.