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L’Ue vuole controllare da remoto la velocità delle auto. Il piano

La Commissione Europea sta accarezzando il sogno di costringere legalmente le automobili a obbedire ai limiti di velocità. Ecco come

La Commissione Ue vuole creare un sistema per controllare e regolare la velocità delle automobili. L’assistenza alla guida era solo il cavallo di Troia per abituarci all’idea del controllo da remoto per aumentare la sicurezza stradale. È quanto emerge dall’inchiesta del Daily Mail, che solleva il velo sulla nuova strategia di Bruxelles per il monitoraggio della velocità delle auto.

ECCO COME L’UE VUOLE CONTROLLARE LA VELOCITA’ DELLE AUTO

L’Ue vuole controllare e regolare da remoto la velocità delle automobili. Non attraverso cartelli stradali o la responsabilità del conducente, ma tramite il guinzaglio invisibile e infallibile del GPS. Da anni ormai i veicoli europei lasciano le catene di montaggio con sistemi di monitoraggio della velocità installati a bordo. A partire dal 2024, l’Unione Europea ha imposto che ogni nuova vettura sia dotata del cosiddetto “Intelligent Speed Assist” (ISA). Il sistema satellitare mappa il limite stradale corrente e aziona segnali acustici non appena il piede sul gas si fa troppo pesante. Una tecnologia che spesso viene esportata anche fuori dai confini comunitari, sebbene fuori dall’Ue l’allarme sonoro sia un’opzione disattivabile.

“Questo è sempre stato solo uno stadio intermedio. Ma alla fine, bloccheremo la velocità dell’auto da remoto in modo che superare i limiti sia fisicamente impossibile”, ha detto una fonte interna della Commissione al Daily Mail.

LA FASE II DEL CONTROLLO DELLA VELOCITA’

Le parole del burocrate di Bruxelles rivelano che siamo ancora nella fase I di un progetto più grande. Una strategia che punterebbe al controllo totale della velocità delle automobili che circolano sul suolo europeo. Già una volta in passato Bruxelles ha provato a introdurre un sistema di governatorato satellitare totale, capace di tagliare la potenza del motore in tempo reale. Il 17 maggio 2018 la Commissione Europea ha presentato formalmente la proposta di aggiornamento degli standard di sicurezza per tutti i veicoli nuovi nell’ambito del pacchetto per la mobilità “Europe on the Move”. Nelle intenzioni originarie di Bruxelles, l’Intelligent Speed Assistance (ISA) non doveva essere un semplice allarme sonoro, ma un limitatore attivo. Bruxelles puntava infatti a introdurre un sistema satellitare che avrebbe incrociato i dati della telecamera anteriore (riconoscimento dei cartelli) e del database GPS per tagliare automaticamente la potenza del motore al superamento del limite, impedendo fisicamente l’accelerazione. Una proposta che si è scontrata con il muro di critiche dei produttori europei, timorosi che vendere auto private della “libertà” comportasse il rischio di un colossale crollo delle vendite.

Per questa ragione, i legislatori hanno deciso di andare con i piedi di piombo per evitare la contrarietà delle case automobilistiche. A distanza di due anni dall’introduzione dell’ISA obbligatorio e in linea con l’escalation dei requisiti di sicurezza dell’UE (che proprio nel luglio 2026 ha introdotto nuovi sistemi obbligatori contro la distrazione), la Commissione Europea sta tornando alla carica per riprendersi il progetto originale. Una strategia che prevede di trasformare l’auto in un terminale passivo, controllato da un algoritmo centrale, sostituendo la responsabilità individuale con la coercizione digitale in nome della sicurezza totale.

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