Sostenibilità

Ue, domani svelato il Green deal della Von der Leyen

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La Commissione Ue propone di dedicare ‘almeno il 25%’ del bilancio Ue per gli investimenti in settori verdi. Ma non basta.

Verrà svelato domani a Strasburgo il grande piano da mille miliardi di euro fino al 2030 per il Green Deal europeo. È quanto anticipa La Stampa, che offre anche un retroscena su come Ursula Von der Leyen stia scommettendo forte sul maxi-progetto.

MILLE MILIARDI COMPLESSIVI

Cento miliardi dei mille complessivi saranno “destinati alla riconversione economica delle aree maggiormente dipendenti dalle industrie inquinanti attraverso un ‘Fondo per la transizione giusta’”. Inoltre ci saranno “regole meno severe sugli aiuti di Stato per gli interventi pubblici nei settori eco-sostenibili. Almeno un quarto del bilancio Ue destinato a progetti ‘verdi’, Un coordinamento annuale con i governi per definire nel quadro del semestre europeo gli interventi necessari” è in sintesi quanto verrà annunciato domani dalla commissione Ue in una bozza che ha visionato il quotidiano torinese.

LA CORNICE DEL PIANO

“A dicembre, subito dopo il suo insediamento, Ursula von der Leyen aveva già anticipato la cornice del suo maxi-piano verde, nel quale accennava i contorni delle misure da adottare per permettere all’Ue di raggiungere l’obiettivo ‘zero emissioni’ nel 2050. Ora è arrivato il momento di lavorare nel dettaglio ai vari capitoli e di presentarli. Domani, a Strasburgo, toccherà al più importante: il pilastro finanziario. La Commissione propone di dedicare ‘almeno il 25%’ del bilancio Ue per gli investimenti in settori verdi. Ma non basta. Con questa proporzione, secondo Bruxelles da qui al 2030 ci sarebbero a disposizione 485 miliardi di euro. Non sarebbero sufficienti per raggiungere gli obiettivi climatici intermedi (entro il 2030 lite vuole ridurre del 40% le emissioni di CO2 e portare la quota di energie rinnovabili al 32%). Per questo servono ulteriori fondi. Altri 115 miliardi arriveranno dal cofinanziamento nazionale nel quadro dei vari programmi legati a fondi strutturali europei, il resto arriverà invece dai finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (Bei) e dai privati attraverso il piano ‘InvestEU’. Si tratta di un programma di investimenti che, grazie all’effetto leva, mobiliterà 650 miliardi totali nei prossimi 7 anni: la Commissione vuole che almeno il 30% di questi finisca nel settore ‘green’. Si tratta di 195 miliardi da qui al 2027, che diventerebbero 280 miliardi se si prende in considerazione il periodo fino al 2030”.

FINANZIARE LA RICONVERSIONE

“A completare la dotazione finanziaria di 1.000 miliardi ci sarà anche un nuovo ‘Fondo per la transizione giusta’, un meccanismo creato per attutire i costi economici e sociali della riconversione energetica nelle aree più dipendenti dalle industrie inquinanti. Dovrebbe generare 100 miliardi di euro da qui al 2027 (che salirebbero a 143 nell’intero decennio), da distribuire alle regioni più colpite. Per questo da settimane è già in corso un braccio di ferro tra i governi per accaparrarsi le risorse”. Nel documento vengono fissati i criteri per poter aver accesso ai fondi, “che finiranno sì alle zone più dipendenti dall’industria del carbone, ma anche a quelle che ospitano imprese altamente inquinanti. E il caso dell’ex Ilva, per esempio. Le fette più grandi della torta, comunque, andranno alla Polonia e alla Germania”.

IL RETROSCENA

In un altro articolo La Stampa racconta il retroscena delle mosse di Bruxelles nella lotta al cambiamento climatico evidenziando che non si tratta di un percorso liscio: “I primi inciampi sono già arrivati nei primi metri del percorso, con le frizioni tra i governi sulla questione nucleare e soprattutto con la Polonia che si è sfilata e alla fine non ha sottoscritto l’impegno della neutralità climatica entro il 2050. Per non parlare degli scontri sul bilancio Ue, ancora tutto da negoziare. O sull’ipotesi di allentare i vincoli del Patto di Stabilità e Crescita per favorire gli investimenti verdi che divide il Nord e il Sud Europa. Però la nuova presidente della Commissione è convinta che presto tutti i governi saranno a bordo e che anche Varsavia cambierà idea”.

PAESI UE AL LAVORO SULLA FINANZIARIA EUROPEA

Intanto i governi europei stanno negoziando da mesi il prossimo bilancio settennale dell’Ue, ricorda il quotidiano torinese: “Una sorta di maxi-finanziaria che coprirà il periodo dal 2021 al 2027 e che dovrà fare i conti con il buco lasciato dalla Brexit. Ancora non c’è un’intesa sulla sua dotazione economica e il Continente è diviso tra chi chiede un budget più ambizioso e chi invece (vedi alla voce Germania e Olanda) vorrebbe ridurre il volume della cassa comune. È chiaro che per lanciare un maxi-piano di investimenti europei per favorire la transizione eco-sostenibile serve un adeguato bilancio Ue, ma se i governi decidono di non metterci i soldi ogni progetto è destinato a rimanere rinchiuso nei libri dei sogni”.