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Ecco il vero asso nella manica dell’Ue contro il lockdown energetico

Lo spettro del lockdown torna a far tremare l’Europa. Tra lo Stretto di Hormuz bloccato e il bando al gas russo, l’UE prepara il piano d’emergenza. Ma c’è un’ultima carta da giocare per evitare il peggio

Lo spettro del lockdown energetico aleggia sull’Ue. Bruxelles sta già pensando a contromisure per arginare le conseguenze di un conflitto prolungato in Medio Oriente. Ma la vera ancora di salvezza dell’Unione Europea è AggregateEU. Ecco perché.

L’UE PENSA A MISURE PER EVITARE IL LOCKDOWN

La chiusura dello Stretto di Hormuz e il bando totale sul GNL russo hanno gettato nel caos i mercati globali. Da un lato, i prezzi energetici sono schizzati in alto. Dall’altro, la riduzione del commercio ha fatto schizzare in alto i prezzi energetici, diffondendo il timore che i rubinetti di gas e petrolio si possano presto chiudere per l’Ue. A Bruxelles si sta diffondendo la convinzione che sarà una crisi lunga e i prezzi dell’energia rimarranno alti per molto tempo.

Il commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensens, ha detto in un’intervista rilasciata al FT che l’UE sta valutando “tutte le possibilità”, tra cui il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve petrolifere dalle riserve di emergenza, in previsione di uno shock energetico “di lunga durata” derivante dalla guerra in Medio Oriente. I dossier sul tavolo per evitare il collasso energetico sono diversi. Tuttavia, analizzando il contesto attuale, la vera soluzione è già scritta.

L’ALLEATO PRINCIPALE DELL’UE

Il lockdown energetico sta prendendo sempre più quota ma sarebbe l’ultima spiaggia. Prima di arrivare al razionamento, però, l’Ue potrebbe puntare su un alleato che già possiede contro il boom di prezzi e la scarsità di risorse energetiche: l’acquisto congiunto. La piattaforma AggregateEU può giocare un ruolo centrale nella stabilizzazione del sistema europeo. Infatti, un unico grande acquirente può evitare che l’Unione si autodistrugga economicamente attraverso una competizione interna per il gas.

Infatti, senza un coordinamento, i 27 Stati membri finirebbero per competere l’uno contro l’altro per accaparrarsi le poche navi metaniere disponibili. Una situazione che si è già verificata in occasione della guerra in Ucraina. Nel 2022 la Germania, avendo più liquidità, ha alzato i prezzi pur di riempire i propri depositi di gas, mettendo in crisi i Paesi con meno spazio fiscale, come l’Italia.

I BENEFICI PER PREZZI

Agire come acquirente unico impedirebbe ai singoli Stati di farsi “fuori prezzo” a vicenda, mantenendo il TTF (Title Transfer Facility) a livelli sostenibili. Infatti, in Europa il prezzo dell’elettricità è ancora legato al costo marginale del gas. Per questa ragione, ogni centesimo di aumento sul GNL si traduce istantaneamente in bollette elettriche più alte per le industrie. L’acquisto unico serve a calmare l’inflazione energetica che, a marzo 2026, ha già superato la soglia critica del 2,5% nell’eurozona.

MAGGIORE FORZA CONTRATTUALE

L’acquisto congiunto darebbe anche maggiore forza contrattuale all’Ue contro i giganti di Usa e Qatar. Infatti, in questo momento, i venditori hanno il coltello dalla parte del manico. I fornitori statunitensi e quelli emergenti africani tendono a dirottare i carichi verso l’Asia, dove la domanda è altissima. Un singolo Stato europeo ha scarso potere negoziale. Al contrario, l’Ue può imporre clausole di flessibilità e price cap che un fornitore non può ignorare senza perdere il suo cliente principale.

I VANTAGGI PER I COLLI DI BOTTIGLIA

Un altro vantaggio della piattaforma AggregateEU è la gestione efficiente dei flussi di gas. Infatti, non tutti i Paesi hanno rigassificatori efficienti. L’acquisto congiunto permette di prenotare carichi che arrivano nei terminali spagnoli o italiani (meno congestionati di quelli del Nord Europa in questo momento). Inoltre, facilita lo smistamento del gas via tubo verso i Paesi “landlocked” (come Austria e Ungheria), i più colpiti dal blocco del gas russo e qatariota.

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