Gli Usa puntano sull’Italia per rifornire Ue orientale e Ucraina, blindare le filiere dei minerali critici e riaprire il dossier Venezuela con Eni protagonista. L’intervista de il Corriere della Sera al direttore esecutivo del Consiglio nazionale per il dominio energetico della Casa Bianca
Il baricentro energetico del Vecchio Continente si sta spostando rapidamente verso Sud e l’Italia sarà sempre più al centro. Infatti, la Penisola è già l’hub europeo del GNL americano e può giocare un ruolo cruciale anche nel commercio e nella valorizzazione delle risorse di Ucraina e Venezuela. A dirlo è Jarrod Agen, direttore esecutivo del Consiglio nazionale per il dominio energetico della Casa Bianca, che in un’intervista pubblicata oggi su il Corriere della Sera ha tracciato la rotta del nuovo corso dell’amministrazione Trump.
ITALIA GAS EUROPEO DEL GNL USA
Da quando Trump siede alla Casa Bianca la fornitura di gas naturale liquefatto (GNL) americano è salita fino al 60% delle importazioni europee, contro il 40% registrato a fine 2024. L’Italia gioca un ruolo centrale in questa partita, secondo Agen.
“Tutti e 7 i terminali americani di esportazione attivi nella Costa Est e nel Golfo d’America trasportano gas via mare in Italia”, spiega il direttore esecutivo del Consiglio nazionale per il dominio energetico della Casa Bianca al Corriere, sottolineando che non è un caso se la prima missione all’estero di Doug Burgum, figura chiave dello stesso Consiglio, sia stata proprio nel nostro Paese.
PERCHE’ MELONI E TRUMP SONO IN SINTONIA
Nei piani di Trump la Penisola diventerà un accesso chiave per far fluire l’energia verso l’Europa centrale, l’Europa orientale e, infine, l’Ucraina. Il presidente americano mira a sfruttare le enormi capacità di stoccaggio di quest’ultima per ribaltare i vecchi flussi che un tempo partivano dalla Russia.
Agen spiega a Il Corriere che, secondo la visione di Washington, la partnership con il governo italiano poggia su una visione comune che supera il dato economico. Jarrod Agen sottolinea infatti che tra la premier Giorgia Meloni e Donald Trump ci sarebbe un “allineamento perfetto”, poiché entrambi vedono l’indipendenza energetica come un pilastro della sicurezza nazionale.
IL “FATTORE AFRICA”
I minerali critici sono un altro terreno di incontro comune tra Stati Uniti e Italia. Gli USA guardano con estremo interesse alla capacità diplomatica italiana nel continente africano, secondo Agen.
“L’Italia è un grosso attore con eccellenti rapporti e ha operazioni in Africa”, spiega il direttore esecutivo del Consiglio nazionale per il dominio energetico della Casa Bianca, sottolineando che l’obiettivo della Casa Bianca è costruire una coalizione per blindare le catene di approvvigionamento di litio e terre rare, essenziali per la difesa e la tecnologia (dagli iPhone alle auto elettriche), evitando che un singolo “avversario” (leggasi Pechino) possa chiudere i rubinetti della fornitura globale.
ITALIA PROTAGONISTA ANCHE IN VENEZUELA PER GLI USA
L’Italia è in prima linea anche nella partita del Venezuela. L’obiettivo di Trump è sbloccare le vaste risorse del Paese e Eni può giocare un ruolo importante. Non a caso, il vertice alla Casa Bianca con i grandi CEO del settore ha visto protagonista anche Claudio Descalzi, numero uno dell’azienda.
Agen si msotra ottimista anche sulla questione dei crediti che Eni vanta nei confronti della società statale venezuelana Pdvsa (bloccati dalle revoche USA nel marzo 2025). “Stiamo lavorando direttamente su questo con loro, e in giorni o settimane avremo una risoluzione”, rivela il direttore esecutivo del Consiglio nazionale per il dominio energetico della Casa Bianca.

