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Usa, il piano Biden vuole tagliare 35 mld di sussidi ai combustibili fossili

Usa

Secondo il Tesoro americano i sussidi a petrolio, gas e carbone “minano” la lotta al cambiamento climatico Usa

Il piano per le infrastrutture da 2 trilioni di dollari e il nuovo piano fiscale annunciato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden propone di eliminare le sovvenzioni ai combustibili fossili per oltre 35 miliardi di dollari nel prossimo decennio “e assicurarsi che le industrie inquinanti paghino per la pulizia ambientale”. Lo ha affermato il Tesoro degli Stati Uniti nel piano fiscale Made in America.

PACCHETTO ENTRO L’ESTATE

Il presidente vorrebbe che il pacchetto – che include anche una proposta per aumentare l’imposta sulle società al 28% – venisse approvato entro l’estate, ha riferito all’inizio della settimana l’addetto stampa della Casa Bianca Jen Psaki.

Il piano dovrà probabilmente affrontare l’opposizione non solo dei repubblicani, ma anche dei democratici, senza considerare quella dell’industria petrolifera che ha già chiarito la pretesa di una parità di condizioni per tutti i settori economici.

L’IMPATTO DELL’ELIMINAZIONE DEI SUSSIDI SECONDO IL TESORO USA

Nel rapporto sul piano fiscale, il Tesoro ha affermato che le sue stime “suggeriscono che l’eliminazione dei sussidi per le società di combustibili fossili aumenterebbe le entrate fiscali del governo di oltre 35 miliardi di dollari nel prossimo decennio. L’impatto principale sarebbe sui profitti delle compagnie petrolifere e del gas. La ricerca suggerisce un impatto minimo sui prezzi della benzina o dell’energia per i consumatori statunitensi e uno scarso impatto sulla nostra sicurezza energetica”.

SUSSIDI CONCENTRATI IN MANO A POCHI

Secondo il Tesoro americano i sussidi a petrolio, gas e carbone “minano” la lotta al cambiamento climatico.

“Ricerche recenti mostrano come i benefici di questi sussidi impliciti siano concentrati in una manciata di grandi aziende”, afferma il rapporto, facendo riferimento alla ricerca condotta da Matthew Kotchen della Yale University e dal National Bureau of Economic Research.

La ricerca, pubblicata in Proceedings of the National Academy of Sciences, ha rilevato che EQT Corporation, Exxon, BP, Chesapeake Energy e Chevron sono i principali beneficiari