Analizzando i principali obiettivi su cui i Democratici potrebbero concentrare la propria attività di controllo, il settore energetico emerge costantemente
Le politiche energetiche e gli accordi di investimento del presidente Trump potrebbero diventare i principali bersagli delle indagini dei Democratici qualora, alle elezioni di mid-term del 3 novembre, il partito ottenesse il controllo di una delle due Camere del Congresso.
Le inchieste parlamentari potrebbero far emergere nuovi dettagli sui rapporti dell’amministrazione con grandi aziende e governi stranieri. Secondo John Miller, analista di TD Cowen, i Democratici alla Camera potrebbero adottare “una strategia a tappeto”, lanciando accuse su ogni fronte per vedere cosa faccia presa sull’opinione pubblica. Miller ha spiegato che i Democratici punteranno ad individuare agenzie che hanno oltrepassato i propri poteri o accordi che coinvolgono i familiari di esponenti dell’amministrazione.
I RAPPORTI TRA USA E RUSSIA
Come scrive Axios, analizzando i principali obiettivi su cui i Democratici potrebbero concentrare la propria attività di controllo, il settore energetico emerge costantemente. I rapporti di Trump con Mosca torneranno al centro dell’attenzione, inclusa la loro componente energetica. I Democratici di entrambe le Camere potrebbero indagare sull’accordo di Trump relativo al diesel con Mosca, che a loro avviso violerebbe una legge del 2022 che vieta l’importazione di combustibili russi.
LA STRATEGIA SUL VENEZUELA
Le indagini potrebbero estendersi anche a banche e porti statunitensi, che i legislatori hanno già avvertito di poter finire sotto la lente del Congresso. “Prevediamo che il Venezuela sarà oggetto di diverse inchieste”, hanno scritto gli analisti di RBC Capital Markets in una nota.
I Democratici hanno già sollevato dubbi sul fatto che alcune compagnie petrolifere fossero a conoscenza dei piani per deporre Nicolas Maduro. La nota aggiunge che le indagini potrebbero riguardare anche la legittimità della partecipazione del 35% detenuta dal Pentagono nella società madre North American Blue Energy Partners, nonché i termini di tale accordo.
IL COSTO DEI CARBURANTI NEGLI USA
L’elevato costo di benzina e diesel offre ai Democratici un ulteriore motivo per esaminare le decisioni relative a un eventuale attacco all’Iran, specialmente se il peso dei prezzi alla pompa dovesse persistere. I senatori Sheldon Whitehouse (Democratico del Rhode Island) ed Elizabeth Warren (Democratica del Massachusetts) hanno già chiesto conto alle principali compagnie petrolifere e del gas in merito ai profitti realizzati durante il conflitto.
I DATA CENTER E I MINERALI CRITICI PER GLI USA
Una supervisione più ampia e rigorosa dell’IA toccherà il consumo energetico e i costi di alimentazione dei data center, un argomento che diversi democratici hanno già iniziato a esaminare. Secondo Alyssa DaCunha, co-presidente della divisione investigativa del Congresso presso lo studio legale WilmerHale, la Commissione Energia e Commercio della Camera, con la sua ampia giurisdizione, sarà il “centro di gravità” sui data center.
La supervisione potrebbe estendersi anche agli sforzi dell’amministrazione Trump per incentivare lo sviluppo di data center su terreni federali, nonostante le proteste dell’opinione pubblica.
“Ci aspettiamo che il Congresso esamini le partecipazioni azionarie del governo in diverse società del settore dei minerali critici”, scrivono gli analisti di RBC. I democratici di entrambe le camere sono molto interessati a capire come questi accordi possano avvantaggiare le famiglie del presidente Trump e del segretario al Commercio Howard Lutnick.
CONCESSIONI OFFSHORE E INVESTIMENTI NEI COMBUSTIBILI FOSSILI
Diverse commissioni sono pronte a indagare sugli accordi del Dipartimento degli Interni per pagare le società energetiche affinché rinuncino alle concessioni offshore e reindirizzino gli investimenti nei combustibili fossili. Il deputato Jared Huffman (D-California), che presiederebbe la Commissione Risorse Naturali, ha già manifestato la sua intenzione di farlo. Lo stesso ha fatto la deputata Chellie Pingree (D-Maine), la principale esponente democratica della Commissione. Commissione per gli stanziamenti che sovrintende al Dipartimento degli Interni.
Il deputato Jamie Raskin (D-Md.), che probabilmente otterrà la presidenza della potente Commissione Giustizia, l’ha definita illegale, mentre Whitehouse, che è in lizza per la presidenza della Commissione Giustizia del Senato, se i Democratici riconquisteranno la maggioranza, ha sollevato anch’egli dubbi di natura legale.
“I Democratici stanno già facendo capire, ancora una volta, di non avere alcun programma per migliorare la vita degli americani e che continueranno invece la loro ossessione decennale di indagare sul presidente Trump”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers. Lo spazio politico per una normativa che vada oltre le proposte di legge di propaganda sarà limitato, ma non del tutto assente.

