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Usa, petrolio ed Opec: cosa sta succedendo?

Usa

Mentre i prezzi del greggio continuano a crescere, alcuni senatori degli Stati Uniti intendono citare l’Opec+ davanti al giudice. Fatti, numeri e scenari

Tornano a salire, sulla scia di un possibile embargo petrolifero alla Russia, i prezzi del greggio. Aumenti, però, che non preoccupano l’Opec, che ha deciso di aumentare sì la produzione, ma di poco.

Intanto dall’America parte la crociata proprio contro il Cartello, accusato di voler gonfiare i prezzi. Andiamo per gradi.

L’AUMENTO DEI PREZZI DEL GREGGIO

Partiamo dai numeri. I future sul greggio Brent sono saliti di 85 centesimi, dello 0,8%, a 110,99 dollari al barile, mentre i future sul greggio US West Texas Intermediate sono aumentati di 65 centesimi, dello 0,6%, a 108,46 dollari al barile. A far schizzare il prezzo del petrolio è l’annunciato embargo del greggio russo da parte dell’Ue.

“Questo è un probabile punto di svolta per i mercati del petrolio e dei prodotti raffinati”, ha affermato in una nota l’analista CBA Vivek Dhar. Con l’embargo, l’Europa ha il grosso problema di trovare nuovi fornitori.

OPEC AUMENTA PRODUZIONE (DI POCO)

La soluzione potrebbe arrivare sempre dall’Opec+, grazie ad un aumento della produzione. Ma i Paesi produttori e loro partner hanno optato, a partire da giugno, per un aumento della produzione fino a soli 432.000 barili al giorno.

Non sono previsti, al momento, aumenti più sostanziosi: il segretario generale dell’OPEC, Mohammad Barkindo, ha affermato che non è possibile per altri produttori sostituire la fornitura russa e la stessa Opec+ sottolinea di non essere responsabile della geopolitica e delle interruzioni dell’offerta. “Quello che è chiaro è che le esportazioni russe di petrolio e altri liquidi di oltre 7 milioni di barili al giorno non possono essere recuperate altrove. La capacità inutilizzata semplicemente non esiste”, ha detto Barkindo mercoledì.

L’Opec prevede che la domanda mondiale di petrolio nel 2022 aumenterà di 3,67 milioni di barili al giorno nel 2022, in calo di 480.000 barili al giorno rispetto alla precedente previsione.

IL DISEGNO DI LEGGE NOPEC

E contro il Cartello e le sue strategie si muove l’America. Dagli Stati Uniti potrebbe arrivare oggi il primo via libera al disegno di legge NOPEC, che porterebbe i membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e i suoi partner davanti al tribunale antitrust, con l’accusa di aver orchestrato tagli alle forniture che aumentano i prezzi globali del greggio.

Il disegno No Oil Producing and Exporting Cartels ha l’obiettivo, secondo quanto dichiarato dai senatori americano, di proteggere i consumatori e le imprese statunitensi da picchi ingegnerizzati nel costo della benzina e del gasolio. Se tramutato in legge,  il procuratore generale degli Stati Uniti otterrebbe la possibilità di citare in giudizio il cartello petrolifero o i suoi membri, come l’Arabia Saudita, in un tribunale federale. Sotto accusa anche la Russia.

Non è ancora chiaro se il Presidente Joe Biden sostenga il disegno di legge e se lo stesso disegno abbia possa ottenere abbastanza voti al Congresso.

 

 

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