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Utilities, si torna a parlare di aggregare A2a, Hera, Iren e Acea

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L’aggregazione delle Utilities darebbe vita a un gruppo in grado di giocare partite internazionali e con oltre 15 miliardi di capitalizzazione

“Torna il sogno della Rwe italiana. O perlomeno si torna a parlarne. Come in Germania, anche in Italia potrebbe nascere un campione nazionale delle multiutility, leader nei servizi pubblici locali, dalla distribuzione di gas naturale ed elettricità alla gestione del ciclo idrico (acquedotti e depurazione) e del trattamento dei rifiuti. Il dibattito è stato rilanciato, pochi giorni fa, dal neo amministratore delegato di A2a, Renato Mazzoncini, già artefice di un’altra grande aggregazione, quella nel settore trasporti con la fusione tra Ferrovie e Anas”. È quanto riporta La Repubblica Affari & Finanza.

UNA CAPITALIZZAZIONE DA 15,5 MLD

“Un invito colto al volo da un altro amministratore delegato, il numero uno di Iren, Massimiliano Bianco, che ha ricordato come una spinta ulteriore potrebbe arrivare da una ‘cornice’ politica che ne intuisca le potenzialità e favorisca il nuovo salto dimensionale: ‘Una spinta alle aggregazioni da parte del Governo può contribuire a rafforzare ulteriormente il settore’. Dal punto di vista industriale e della solidità del business, i numeri danno ragione ai due manager. Mettendo insieme le quattro multiutility leader di settore – oltre ad A2a e Iren, ci sono anche Hera e Acca si arriverebbe a un gruppo con una capitalizzazione di Borsa pari a oltre 15 miliardi e mezzo”, prosegue il quotidiano.

COME POTREBBE AVVENIRE IL PROCESSO DI AGGREGAZIONE

“Ma come potrebbe avvenire il nuovo processo di aggregazione? E sarebbe ipotizzabile addirittura una fusione a quattro? Ai tempi del governo Monti, ci aveva provato l’allora ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, a promuoversi come regista di una possibile operazione, per la quale aveva proposto sgravi fiscali come possibili incentivi, per avere in cambio nuovi investimenti per un ulteriore efficientamento del settore. Le banche d’affari si erano proposte con varie ipotesi: Mediobanca era stata la più sollecita a presentare un documento dettagliato in cui aveva già diviso le quote azionarie del nuovo supergruppo tra i Comuni. Proprio come il modello Rwe, dove il governo tedesco era riuscito a mettere insieme le aziende controllate dei vari laender. Non se n’è fatto nulla e le quattro multiutility hanno fatto da sole”, aggiunge il quotidiano.

L’ESEMPIO DI IREN E ACEA

“Facciamo un esempio: se Iren o Acea mettessero assieme i servizi nell’idrico nascerebbe molto più di un campione nazionale, ma una società che potrebbe proporsi anche a livello Ue. Lo stesso nei rifiuti con gli asset e le competenze di Hera ed A2a. Per ora si procede sulla strada degli ultimi anni. Lo ha detto chiaramente Giuseppe Gola, il nuovo ad di Acea, che ha rimarcato il tema delle aggregazioni nel settore delle gestioni idriche: ‘Ci crediamo molto e ci sono sinergie importanti da poter estrarre’”, conclude La Repubblica Affari & Finanza.