Scenari

Cosa si è detto al webinar I-Com sui mercati di elettricità e gas

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Per Valeria Amendola (AGCM) occorre garantire una struttura concorrenziale del mercato, “l’unico vero strumento che dà garanzie all’utente”

Rispetto delle tempistiche, definizione di un albo dei venditori e campagne di comunicazione per sensibilizzare gli utenti. Sono i tre aspetti sui quali si è insistito maggiormente nel webinar  Gli ultimi gradini per il superamento delle tutele di prezzo nei mercati dell’elettricità e del gas naturale organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e da Public Affairs Advisors, con la collaborazione di EMG Acqua.

AMENDOLA (AGCM): IL PROBLEMA È LA STRUTTURA DEL MERCATO

Per Valeria Amendola, responsabile della Direzione Energia e Industria di base dell’AGCM, ha ricordato però che sul retail, in Italia, si è scelto in passato di attuare il processo di liberalizzazione con estrema gradualità. La mobilità della domanda è stata scarsa, e il consumatore ha avuto difficoltà ad esercitare la propria libertà, a causa di una serie di condizioni “che hanno generato condizioni avverse”.

Amendola ha ripercorso i principali problemi italiano. “C’è un problema di informazione dell’utenza”, ha detto, “ma non è il problema principale”, che può risolversi facilmente facendo informazione. “Il problema principale è la struttura di mercato che ci viene consegnata”, che Amendola definisce “concentratissima” nel mercato dell’energia elettrica, con Enel che possiede una quota del 70 per cento “e il secondo competitor è comunque Eni che non arriva neanche al 4 per cento”. Sul mercato del gas la situazione è “leggermente migliore”: Enel e Eni hanno assieme circa il 50 per cento, ma il terzo concorrente ha una quota del 7 per cento. “Bisogna arrivare ad un mercato libero che non abbia questa struttura”.

Per Amendola “bisogna fare massicciamente informazione sul cambio di regime e sui suoi vantaggi”, per far comprendere all’utente le opportunità del mercato libero. “Bisogna portare avanti la riforma nei tempi previsti”, perché ogni ritardo aggrava il problema della concentrazione del mercato. Occorre poi “garantire una struttura concorrenziale del mercato, l’unico vero strumento che dà garanzie all’utente. Se l’utente non ha offerte concorrenziali sul mercato non sceglierà l’offerta migliore, ma la meno peggio”.

TOMASELLI (PD): LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO È CORSA A OSTACOLI

Per Salvatore Tomaselli, responsabile delle Politiche energetiche del Partito democratico, è importante che sia stata mantenuta la data del 1° gennaio, “per quanto rivolta ad un target limitato”. “La liberalizzazione del mercato retail è stata una corsa a ostacoli, peraltro non terminata” per cause diverse, come la “struttura di mercato fondata sostanzialmente su oligopoli” che avrebbe favorito “la staticità nel processo di liberalizzazione”.

Per Tomaselli “la serietà dei venditori è fondamentali”. Ha detto poi di credere che “il tema della transitorietà triennale nel decreto ministeriale vada mantenuto, perché si dà un orizzonte certo anche in termini di stabilità e di credibilità all’intero processo”.

CONZATTI (ITALIA VIVA): SERVONO CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE

Donatella Conzatti, senatrice di Italia Viva e capogruppo della commissione Bilancio, ha espresso la necessità di campagne di comunicazione, perché – ha spiegato – a pochi giorni dal 1° gennaio non molti consumatori sono a conoscenza del passaggio al mercato libero, che non tutti sono a conoscenza della differenza tra i vari sistemi e non comprendono in che modo avverrà il passaggio per tramite delle tutele graduali. I consumatori, per Conzatti, hanno vissuto momenti difficili nel 2020 e devono essere accompagnati.

GIROTTO (M5S): MANCANO GARANZIE PER UTENTI DOMESTICI E MICROIMPRESE

Gianni Girotto, presidente della commissione Industria del Senato, ha ribadito la “posizione storica del Movimento 5 Stelle” per un consumatore “tutelato, informato, consapevole delle proprie scelte. Finché queste condizioni non sono realizzate, lo stato – da buon padre di famiglia – deve farne le veci. Per le fasce del domestico e delle microimprese non mi sembra ci sia un sufficiente livello di garanzia”. Diversa invece la situazione per le medie imprese, che Girotto ha definito una fascia di utenti “già abbastanza skillata” a seguire la situazione del mercato.

SQUERI (FORZA ITALIA): IN QUESTI ANNI FATTO POCO O NULLA

Il deputato di Forza Italia Luca Squeri, membro della commissione Attività produttive, ha espresso il suo disaccordo con “l’impostazione politica di Girotto” e con il “sentire parlare ancora di rinvii e di attenzione”: “è da anni che il ministero dello Sviluppo economico è in mano al Movimento 5 Stelle”, ha detto, ed è stato fatto “poco o nulla”. Squeri ha anche detto che è “ora di finirla” di parlare del mercato elettrico e di quello del gas come se fossero uguali, quando non lo sono.

ARRIGONI (LEGA): TROPPI RITARDI, ANCHE NELLA COMUNICAZIONE

Il senatore della Lega Paolo Arrigoni, della commissione Territorio e ambiente, ha espresso il suo disappunto per il “notevole ritardo” con il quale giunge il decreto, notando che “si arriva alla vigilia del 1° gennaio senza che sia stata fatta una campagna di informazione istituzionale” e che non sia ancora stato istituito un albo dei venditori. Oggi la priorità, ha detto, è il superamento del servizio di maggior tutela. Parlando poi delle gare, Arrigoni ha definito “opportuno che siano caratterizzate da criteri che possano evitare la concentrazione dell’offerta”.

IACCARINO (ENEL): IMPORTANTE LA COMPETIZIONE, MA TRA SOGGETTI AFFIDABILI

Per Fabrizio Iaccarino, responsabile degli affari istituzionali di Enel Italia, la buona notizia è il percorso del decreto ministeriale, “la notizia non buona è che non sia ancora uscito l’albo”. Per il Gruppo Enel, ha detto è importante che ci sia competizione, ma tra soggetti che possono dare garanzie ai clienti e al sistema elettrico.

FADDA (ACEA): NO A PROROGHE SUI TEMPI

Alessandra Fadda di ACEA ha detto che ACEA “apprezza il rispetto della scadenza del 1° gennaio 2021: una ulteriore proroga non porterebbe effetti positivi” perché aumenterebbe la confusione e la sfiducia dei consumatori. “Auspichiamo che si riesca a mantenere l’impegno anche per la prossima scadenza del 2022”. Fadda si è chiesta però “se il meccanismo delle aste sia il modo migliore per raggiungere gli obiettivi della liberalizzazione. La gestione del meccanismo comporta di per sé un costo” per chi vi deve partecipare.

GIORDANO (UNICON): MERCATO ANCORA CALCIFICATO

Dario Giordano dell’Ufficio legale UDICON ha detto che in Italia è “mancata un’impostazione comune sull’obiettivo a tendere, che deve essere la scelta consapevole dell’utente. Mi aspetto molto dalla campagna di comunicazione istituzionale, che sarà sicuramente cruciale perché il contesto di riferimento è difficile. Conosciamo le calcificazioni del mercato e sappiamo che il settore è ancora contraddistinto da pratiche come il teleselling aggressivo”.

PISTELLI (A2A): BISOGNA FAVORIRE LA CONSAPEVOLEZZA DEGLI UTENTI

Giacomo Pistelli, responsabile dei rapporti con il Parlamento di a2a, ha dichiarato che il superamento delle tutele di prezzo e l’apertura dei mercati retail potranno verificarsi qualora si verranno a concretizzare “due elementi fondamentali”: innanzitutto l’adozione in tempi celeri di un albo venditori che porti ad una concreta selezione degli operatori affidabili; e in secondo luogo l’avvio di una “consistente e pervasiva campagna istituzionale” di comunicazione rivolta ai clienti “che sia in grado di favorire la loro consapevolezza rispetto ai benefici e alle opportunità che il mercato libero è in grado di offrire”.

Secondo Pistelli i “meccanismi di assegnazione dei clienti tramite aste risultano non pienamente compatibili con gli obiettivi, più volte rimarcati e ricordati, che tendono ad assicurare la libertà di scelta dei consumatori”.

SANTANDREA (HERA): SERVIZIO A TUTELE GRADUALI BENCHMARK IMPORTANTE

Marco Santandrea, responsabile Portafoglio Energy e Normativa di HERA, ha detto che “il servizio a tutele graduali rappresenterà un importante benchmark per i prossimi passi verso la completa apertura del mercato”. Ha poi sottolineato l’importanza che tutte le assegnazioni si svolgano in modo corretto e nel rispetto delle scadenze date, e che il servizio a tutela graduale sia svolto in maniera efficiente: perché sia così, ha detto, servirà la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.

TASCINI (ADOC): SERVE UN ALBO E UNA COMUNICAZIONE SERIA

Il presidente di ADOC, Roberto Tascini, ha sottolineato l’importanza di “un albo che faccia riferimento a bilanci solidi e certificati, ad indicatori finanziari attendibili e rigorosi che attestino lo stato di salute delle aziende”, e che queste ultime rispettino pienamente le norme e le regole del settore. Il “secondo aspetto”, per Tascini, è una campagna di informazione, “che ad oggi non è stata sufficiente” e che deve essere molto più chiara, definita e “seria”.

VILLA (ALTROCONSUMO): SERVE UN MERCATO CONSUMER-FRIENDLY

Luisa Villa di Altroconsumo ha parlato della necessità di garantire ai consumatori la coerenza tra le informazioni presente nelle comunicazioni commerciali e quelle presenti nei contratti e nelle bollette: “il mercato deve essere consumer-friendly”. Per Villa c’è da lavorare ancora molto per facilitare la “transizione spontanea” dei consumatori verso il mercato libero, “che avverrà solo nel momento in cui il consumatore si sentirà sicuro e in grado di scegliere da solo”.