Iniezione di liquidità per l’ex Ilva. Un emendamento del relatore Salvo Pogliese (FdI) prevede lo stanziamento di ulteriori 50 milioni nel caso in cui la cessione dell’azienda non avvenga prima del prossimo 30 gennaio
Se l’Ilva non sarà ceduta entro il 30 gennaio, il Governo stanzierà altri 50 milioni di euro. Il finanziamento, che dovrà ottenere l’ok di Bruxelles, sarà inserito nel decreto legge in discussione al Senato.
FINANZIAMENTO DA 50 MILIONI
Un finanziamento fino a 50 milioni di euro per l’ex Ilva per garantire la prosecuzione dell’attività produttiva nel caso in cui non venga ceduta entro il 30 gennaio. È il contenuto di un emendamento al Decreto sul Siderurgico in discussione al Senato, presentato dal relatore Salvo Pogliese, esponente di Fratelli d’Italia. Il provvedimento, con una dotazione iniziale di 108 milioni per il funzionamento e gli interventi sugli altiforni e di 20 milioni per i trattamenti di cig per il 2025-2026, sarà all’esame dell’aula la prossima settimana. Poi, passerà alla Camera per l’approvazione definitiva, che dovrà avvenire entro il 30 gennaio.
ENNESIMO INTERVENTO STATALE
Come riporta Repubblica, è l’ennesimo intervento statale a sostegno dell’acciaieria. Non è detto che sia l’ultimo. Se è vero, infatti, che i commissari di Acciaierie d’Italia e di Ilva , d’intesa con il ministero delle Imprese, si sono dati quattro mesi per chiudere la trattativa con Flacks Group, al momento non c’è alcuna certezza. Se i tempi si allungassero, il governo sarebbe pronto a intervenire nuovamente, a meno di un diniego della Commissione europea. I finanziamenti erogati a più riprese, a cominciare dal prestito ponte di 320 milioni nel 2024, hanno dovuto superare l’esame di conformità alle norme comunitarie sugli aiuti di Stato.
TRATTATIVA CON FLACKS GROUP E LE INCOGNITE
La trattativa con Flacks Group non sarà semplice. Il fondo statunitense ha presentato l’offerta simbolica di un euro per rilevare il complesso siderurgico, ma annuncia investimenti per 5 miliardi e di farsi carico di 8.500 degli attuali 10mila addetti. L’obiettivo è produrre 6 milioni di tonnellate l’anno a regime. Gli americani chiedono anche la presenza dello Stato al 40% almeno nell’avvio. Ma gli aspetti da chiarire sono numerosi, tra cui: chi dovrà farsi carico dei costi della decarbonizzazione, l’approvvigionamento di gas e la tenuta occupazionale.


