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dazi auto elettriche cinesi

Auto elettriche dalla Cina: Bruxelles pubblica la guida sugli impegni di prezzo per superare i dazi

Il documento definisce i criteri per l’accesso al mercato unico, includendo investimenti futuri nell’Unione e il contrasto alla compensazione incrociata.

La Commissione Europea ha compiuto oggi un passo decisivo nel complesso braccio di ferro commerciale con Pechino, pubblicando ufficialmente un documento di orientamento tecnico rivolto ai produttori cinesi di veicoli elettrici a batteria (BEV). La guida descrive le modalità con cui gli esportatori possono presentare offerte di “impegno sui prezzi”, uno strumento previsto dalle norme commerciali per sospendere l’applicazione dei dazi anti-sovvenzioni attualmente in vigore. Secondo quanto comunicato dalla Commissione Europea, l’obiettivo è fornire un quadro di riferimento chiaro e trasparente affinché le aziende asiatiche possano proporre soluzioni alternative che compensino i vantaggi derivanti dai sussidi statali, ripristinando così una concorrenza leale sul mercato unico.

I REQUISITI TECNICI PER GLI ESPORTATORI DI VEICOLI ELETTRICI

Il documento di orientamento non si limita a una semplice formalità, ma entra nel dettaglio dei vari aspetti che gli esportatori cinesi devono considerare nella formulazione delle loro proposte. Tra i punti cardine figurano la definizione di un prezzo minimo all’importazione e la mappatura dei canali di vendita utilizzati per distribuire i veicoli in Europa. Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione della “compensazione incrociata”, ovvero il rischio che i prezzi dei veicoli elettrici vengano mantenuti artificialmente bassi grazie a margini ottenuti su altri prodotti o mercati. Inoltre, Bruxelles chiede alle aziende di dettagliare i piani di investimento futuri all’interno del territorio dell’Unione Europea, elemento che potrebbe giocare un ruolo chiave nella valutazione della sostenibilità a lungo termine degli impegni assunti.

VALUTAZIONE OBIETTIVA E CONFORMITÀ ALLE NORME DEL COMMERCIO MONDIALE

Ogni proposta che giungerà sul tavolo dell’esecutivo comunitario sarà esaminata secondo criteri legali rigorosi e uniformi. La Commissione ha tenuto a precisare che ogni valutazione verrà condotta in modo equo, seguendo il principio di non discriminazione tra le diverse aziende richiedenti. Il processo si svolgerà nel pieno rispetto delle regole stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), garantendo che la risoluzione della controversia non avvenga attraverso accordi opachi, ma tramite procedure codificate e trasparenti che tutelino l’integrità del mercato globale e la stabilità delle relazioni commerciali internazionali.

IL CONTESTO DELL’INCHIESTA E L’ENTITÀ DEI DAZI DEFINITIVI

La pubblicazione di queste linee guida rappresenta l’ultimo atto di un percorso iniziato con l’indagine anti-sovvenzioni conclusasi ufficialmente il 29 ottobre 2024. Al termine di tale inchiesta, l’Unione Europea ha imposto dazi compensativi definitivi sulle importazioni di auto elettriche cinesi, con aliquote che oscillano tra il 7,8% e il 35,3% a seconda del livello di collaborazione dimostrato dai singoli produttori e dell’entità dei sussidi ricevuti. Nonostante l’imposizione dei dazi, Bruxelles ha mantenuto aperto un canale di dialogo con Pechino, cercando soluzioni alternative che fossero al contempo efficaci nel risolvere il danno economico subito dall’industria europea e compatibili con i trattati internazionali.

IL DIALOGO CONTINUO CON IL MINISTERO DEL COMMERCIO DI PECHINO

L’orientamento pubblicato oggi è il frutto di un intenso confronto diplomatico e tecnico che ha visto coinvolti i funzionari della Commissione e i rappresentanti del Ministero del Commercio cinese (MOFCOM) fin dalle fasi iniziali dell’inchiesta. Questo spirito di cooperazione mira a esplorare percorsi che permettano di superare la barriera dei dazi senza rinunciare alla protezione dei produttori dell’Unione. Le discussioni proseguono su basi tecniche, e il documento guida funge da ponte per trasformare la volontà politica di dialogo in proposte commerciali concrete e legalmente vincolanti, in grado di ristabilire l’equilibrio competitivo nel settore della mobilità sostenibile.

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