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Il Mare del Nord, la grande centrale elettrica verde d’Europa

La transizione del Mare del Nord da bacino storico di petrolio e gas a potenza mondiale per le energie rinnovabili rappresenta una delle opportunità strategiche più cruciali per l’Europa

Il Mare del Nord è il più grande bacino eolico offshore al mondo. Secondo un recente rapporto della società di consulenza Ember, con 101 parchi eolici operativi per un totale di 30 GW, il Mare del Nord ha una capacità maggiore rispetto al Mar Cinese Meridionale o Orientale e vanta un’importante pipeline di progetti in costruzione o nelle prime fasi di sviluppo.

Sei paesi con capacità eolica offshore operativa nel Mare del Nord contribuiscono a questo totale: Regno Unito, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca e Norvegia, in ordine di capacità totale. Questo sforzo collettivo contribuisce a massimizzare la produzione economica del Mare del Nord, poiché i suoi ampi fondali poco profondi sono ideali per l’installazione di turbine eoliche offshore a fondazione fissa.

LE NUOVE STRUTTURE NEL MARE DEL NORD CONTINUANO A BATTERE I RECORD

L’energia eolica nel Mare del Nord continua a crescere, aggiungendo circa 1,6 GW entro il 2025 da tre siti: Moray West e Neart Na Goithe nel Regno Unito e Goode sulla costa tedesca del Mare del Nord. Questo rappresenta più del doppio della capacità installata nel 2024, ma rimane intorno al tasso di crescita medio degli ultimi 10 anni.

Con 7 GW in costruzione nel Mare del Nord, la capacità eolica leader a livello mondiale aumenterà presto. Questa pipeline di nuovi progetti include siti da record. Dogger Bank (fasi A, B e C) sarà il più grande al mondo una volta completato, con 3,6 GW.

Anche la dimensione dei singoli siti è in aumento: la dimensione media dei parchi eolici in costruzione supera 1,2 GW. Il Mare del Nord ospita quattro dei cinque più grandi parchi eolici offshore del mondo, tra cui Hollandse Kust Zuid (1,5 GW), Hornsea 1 (1,2 GW) e 2 (1,3 GW) e Seagreen (1 GW).

Il Regno Unito ha sostenuto l’installazione di 7,5 GW di nuova energia eolica offshore nell’area nell’ultimo round di finanziamenti. Il 14 gennaio 2025 sono stati assegnati tramite contratti per differenza (CFD) 8,4 GW di nuovi progetti eolici offshore, di cui 7,5 GW saranno ubicati nel Mare del Nord e comprenderanno 5 parchi eolici individuali. Ciò porta la capacità eolica offshore totale del Regno Unito nella zona – installata, in costruzione o contrattualizzata – a 32 GW.

GLI INTERCONNETTORI GARANTISCONO CHE I BENEFICI SIANO CONDIVISI IN TUTTO IL MARE DEL NORD

Il Mare del Nord è un luogo chiave per le infrastrutture elettriche transfrontaliere, i cui flussi contribuiscono all’equilibrio delle reti elettriche pulite in tutto il bacino. Il Mare del Nord ospita 7 GW di interconnettori marini distribuiti in sette progetti distinti, con diversi nuovi progetti in fase di sviluppo, tra cui il progetto NeuConnect da 1,4 GW attualmente in costruzione tra Regno Unito e Germania. I collegamenti a lunga distanza riducono l’impatto delle condizioni meteorologiche locali e dei picchi di domanda.

Gli asset ibridi offshore – che combinano infrastrutture di generazione e trasmissione – consentono una distribuzione economicamente vantaggiosa dell’energia eolica tra i Paesi, creando al contempo una rete offshore più interconnessa e quindi più sicura. Solo un progetto ibrido di questo tipo è attualmente operativo in Europa: il “Kriegers Flak”, nel Mar Baltico.

Sebbene nella regione siano previsti diversi progetti, nessuno dovrebbe essere operativo prima del 2032. La pianificazione e il finanziamento congiunti sono le leve più efficaci per promuovere gli asset ibridi, un aspetto che il North Sea Summit è perfettamente in grado di rafforzare.

Il quadro normativo permane frammentato, gli approcci di condivisione dei costi sono poco chiari e la pianificazione energetica è ancora troppo focalizzata sul livello nazionale piuttosto che regionale. L’Unione europea ha adottato delle misure per affrontare questi ostacoli, emanando linee guida per gli investimenti offshore congiunti e sviluppando un piano di sviluppo della rete marittima, ma la pianificazione UE-Regno Unito deve essere maggiormente integrata.

L’ELETTRIFICAZIONE LIBERA ULTERIORI VANTAGGI DALL’ENERGIA EOLICA OFFSHORE

Nonostante i progressi nell’energia eolica offshore, l’Europa resta fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, poiché l’elettrificazione dei settori non energetici continua ad essere in ritardo. Attualmente, solo un quinto della domanda energetica Ue è elettrificata, ma esiste un potenziale significativo nei trasporti, nel riscaldamento e nei processi industriali per ridurre sia l’uso di combustibili fossili che la dipendenza dalle importazioni.

La regione rappresenta una quota significativa della domanda energetica europea: metà del consumo energetico industriale europeo è concentrato nei Paesi costieri del Mare del Nord. Combinando la nuova generazione di energia con l’elettrificazione dei consumi energetici, quell’area può diventare il motore di un’economia più moderna e sicura, nonostante il declino a lungo termine della produzione di petrolio e gas.

Senza l’elettrificazione, i benefici delle abbondanti risorse energetiche del Mare del Nord per la sicurezza energetica sono limitati al settore elettrico. La rete elettrica dell’Unione europea è già pulita per oltre il 70%, mentre solo l’1% del trasporto leggero è elettrificato.

La combinazione di elettrotecnologia ed energie rinnovabili offre vantaggi in due direzioni: l’energia eolica offshore fornisce un approvvigionamento elettrico conveniente e a basse emissioni di carbonio per il riscaldamento e i trasporti, mentre l’elettrificazione soddisfa la crescente e flessibile domanda di energia eolica variabile. Pertanto, lo sviluppo di entrambe le tecnologie è essenziale per un sistema elettrico moderno e ben integrato nel Mare del Nord.

IL MARE DEL NORD È UNA RISORSA STRATEGICA ESSENZIALE PER L’EUROPA

La transizione del Mare del Nord da bacino storico di petrolio e gas a potenza mondiale per le energie rinnovabili rappresenta una delle opportunità strategiche più cruciali per l’Europa. Sebbene la regione sia già leader mondiale per capacità eolica offshore, la vera misura del suo successo futuro dipenderà dall’approfondimento della cooperazione.

Il North Sea Summit 2026, in programma a fine mese, rappresenta un’opportunità ideale per sottolineare questa importanza strategica e rinnovare l’impegno alla collaborazione per un successo condiviso. Sincronizzando le politiche nazionali, standardizzando le catene di approvvigionamento e accelerando l’implementazione di interconnettori ibridi, i Paesi del Mare del Nord possono superare un approccio nazionale frammentato e procedere verso un sistema energetico marino più unificato, sicuro e competitivo.

Questo approccio non solo garantirà la sicurezza energetica e ridurrà i costi per milioni di famiglie, ma consoliderà anche il ruolo del Mare del Nord come “centrale elettrica verde” d’Europa nei prossimi anni.

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