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Il Bonus mobili agganciato alle caldaie è in bilico. Perché?

La sostituzione della caldaia potrebbe non essere più sufficiente per attivare il meccanismo che consente di usufruire del Bonus mobili

Il taglio di tutti gli sconti fiscali dedicati agli apparecchi alimentati da combustibili fossili rischia di far venire meno il presupposto per accedere allo sconto per arredi ed elettrodomestici

COSA DICE L’AGENZIA DELLE ENTRATE

Per poter beneficiare del Bonus Mobili (la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici) in seguito alla sostituzione della caldaia è necessario rispettare i requisiti stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Come riporta Il Sole 24 Ore, la guida delle Entrate specifica che per attivare il bonus mobili è necessario che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente. Ora il taglio di tutti gli sconti fiscali dedicati agli apparecchi alimentati da combustibili fossili rischia di far venire meno il presupposto dello sconto per arredi ed elettrodomestici.

“La sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria”. È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente” si legge nel sito dell’Agenzia. In altre parole, la sostituzione della caldaia è un intervento che consente di trainare il bonus mobili in quanto manutenzione straordinaria, come affermato anche dalla circolare omnibus.

IL DUBBIO

Da inizio 2025 tutte le principali agevolazioni per la sostituzione di caldaie alimentate da combustibili fossili sono state cancellate per effetto della Energy performance of buildings directive (Epbd). L’Italia è in ritardo nel recepimento della direttiva e la pressione di Bruxelles sta portando a una rapida cancellazione delle vecchie agevolazioni. Se è vero che la sostituzione di una caldaia è una manutenzione straordinaria, dal 2025 però, questa manutenzione non è più agevolata.

Per avere diritto al bonus mobili ed elettrodomestici è necessario effettuare un intervento edilizio sull’immobile (il cosiddetto “intervento trainante”), ma non importa la classificazione tecnica del lavoro, bensì il fatto che tale lavoro sia fiscalmente agevolato. In sostanza, il presupposto per ottenere il bonus mobili è avere prima usufruito del bonus per le ristrutturazioni. La guida delle Entrate specifica che non sono compresi «tra gli interventi che danno diritto al bonus mobili ed elettrodomestici quelli per i quali si usufruisce dell’ecobonus», sconto diverso dal bonus ristrutturazioni.

IL RISCHIO DI PERDERE IL BONUS MOBILI

Da gennaio 2025, per effetto della legge di Bilancio di quell’anno (legge n. 207/2024) le caldaie uniche alimentate da combustibili fossili non hanno più diritto all’ecobonus e non possono più accedere nemmeno al bonus ristrutturazioni. Viene meno, dunque, il presupposto del decreto n. 63/2013, perché i contribuenti che sostituiscono la caldaia non fruiscono più delle detrazioni, rischiando di perdere anche il bonus mobili.

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