“Sappiamo che si sta lavorando al decreto energia. Non saremo ai livelli della Spagna e della Francia, ma ogni euro risparmiato ci rende più competitivi. Stiamo pagando le scelte del passato” secondo Emanuele Orsini presidente di Confindustria
Per il leader degli imprenditori Emanuele Orsini occorre prendere in considerazioni tutte le opzioni possibili per abbassare il costo dell’energia e migliorare la competitività delle imprese. Anche riaprire le centrali a carbone, come ha fatto la Germania.
IL NODO ENERGIA
In un’intervista sulla Stampa Orsini riporta la questione energia al centro delle politiche da intraprendere. “Sappiamo che si sta lavorando al decreto energia, siamo consapevoli che non saremo ai livelli della Spagna e della Francia, ma ogni euro risparmiato ci rende più competitivi. Purtroppo stiamo continuando a pagare scelte del passato: il fronte del no al nucleare, i Comuni che non danno concessioni per l’eolico, il fotovoltaico”. Anche perché entro il 2040 la richiesta energetica raddoppierà e per l’industria italiana sarà “insostenibile”, ribadisce. Tra le soluzioni da adottare per essere competitivi c’è anche quella di riaprire le centrali a carbone come ha fatto la Germania. E partire dal nucleare. Le ricadute sull’industria sono serie: «La debacle italiana nella produzione dell’auto ruota attorno all’energia». Serve un costo competitivo altrimenti il rischio è che le produzioni si sposteranno in altri Paesi, come la Spagna. Inoltre per Orsini servono velocemente decreti attuativi della legge di bilancio perché anche attendere un mese vuol dire rinviare gli ordini.
L’OCCASIONE MERCOSUR
Per Orsini l’accordo sul Mercosur porterebbe solo vantaggi e il voto contrario di Lega e Cinque Stelle non fa il bene del Paese. Il leader degli imprenditori ribadisce che il Mercosur aprirebbe nuovi mercati e potrebbe portare all’Italia 14 miliardi. «L’Europa sta riuscendo a distruggerlo.Nel giro di due, tre settimane ci sono già state molte richieste da Brasile, Argentina, Paraguay». E’ critico con il comportamento dei partiti che hanno scelto di sfilarsi, con gli agricoltori scesi in piazza e con l’enorme apparato burocratico di Bruxelles.
CHI METTE I DAZI NON HA MAI RAGIONE
“Chi mette i dazi non ha mai ragione. La battaglia di tariffe e contro-tariffe non porta da nessuna parte» dice Orsini. Soprattutto per un Paese esportatore come il nostro: l’Italia ha un saldo positivo verso gli Stati Uniti di circa 39 miliardi, la Francia di 2,83 miliardi. «Non mi interessa seguire Emmanuel Macron nella sua battaglia». Orsini si dice solidale con la Danimarca, ma senza alzare troppo l’asticella perché “non si può combattere una guerra che passi dalle barriere commerciali”.
UN PROBLEMA CHE SI CHIAMA “EUROPA”
Tutta l’Europa, in un momento come questo, va ripensata. E’ il pensiero di Orsini sia per quanto riguarda il Mercosur che per l’apparato burocratico totale di Bruxelles. “Non possiamo più limitarci a rinvii o sospensioni. Quello che non funziona va cancellato. Tutto ciò che oggi ingessa l’Europa, ad esempio l’enorme burocrazia, non può essere semplicemente derogato. Chi deve investire non può aspettare”.

