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TotalEnergies Libia

TotalEnergies estende le concessioni petrolifere in Libia al 2050: via al progetto North Gialo

L’accordo garantisce la presenza a lungo termine nel Paese e punta a un incremento di 100.000 barili al giorno. Definite nuove condizioni fiscali per rilanciare gli asset maturi ma prolifici dell’area di Waha.

TotalEnergies consolida la propria posizione strategica in Nord Africa attraverso un’operazione di ampio respiro che punta a ridefinire il futuro energetico della Libia. Il colosso petrolifero transalpino ha infatti annunciato ufficialmente la firma di un accordo per l’estensione delle concessioni petrolifere di Waha fino al 31 dicembre 2050. La notizia, che giunge direttamente dai vertici della società francese, segna l’inizio di un nuovo ciclo di investimenti volti a incrementare significativamente la capacità estrattiva dei giacimenti locali attraverso condizioni finanziarie rinnovate e più competitive

UN’INTESA STRATEGICA FIRMATA A TRIPOLI

L’accordo è stato formalizzato il 24 gennaio nella cornice del Libya Energy & Economy Summit di Tripoli. A siglare l’intesa sono stati Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies, e il Primo Ministro libico Abdul Hamid Dbeiba. Il fulcro del documento riguarda la revisione delle condizioni fiscali, un passaggio fondamentale per supportare lo sviluppo degli asset di Waha che, pur essendo considerati maturi, mantengono un elevato potenziale produttivo. Per il gigante francese si tratta di una conferma storica: la società opera infatti in territorio libico fin dal 1956 e questa estensione garantisce una stabilità operativa per i prossimi venticinque anni.

IL POTENZIAMENTO DI NORTH GIALO E GLI OBIETTIVI PRODUTTIVI

Attualmente, le concessioni di Waha generano una produzione di circa 370.000 barili di petrolio equivalente al giorno (boe/d). Grazie al nuovo quadro normativo, TotalEnergies e i suoi partner internazionali intendono accelerare lo sviluppo di nuove infrastrutture, con un focus particolare sul giacimento di North Gialo. Una volta entrato a pieno regime, questo progetto dovrebbe aggiungere circa 100.000 barili boe/d alla produzione giornaliera complessiva. Nel corso del 2025, la produzione netta di TotalEnergies in Libia si è attestata su una media di 113.000 boe/d, frutto di un portafoglio diversificato che comprende asset onshore e offshore come Al Jurf, El Sharara e la stessa area di Waha.

LA STRUTTURA AZIONARIA E IL MODELLO DI GESTIONE

La proprietà delle concessioni di Waha vede come attore principale la National Oil Corporation (NOC) libica, che detiene una quota di maggioranza del 59,16%. TotalEnergies e ConocoPhillips partecipano invece con una quota paritetica del 20,42% ciascuna. La gestione operativa è affidata alla Waha Oil Company, società interamente controllata dalla NOC. Questa configurazione riflette il modello industriale libico, dove lo Stato mantiene la guida delle risorse naturali avvalendosi del capitale e delle competenze tecniche d’eccellenza fornite dai partner internazionali. Secondo Patrick Pouyanné, l’operazione si integra perfettamente nella strategia upstream dell’azienda: “Gli asset di Waha presentano una struttura a basso costo e un’intensità di emissioni relativamente contenuta, caratteristiche che li rendono estremamente competitivi all’interno del nostro portafoglio globale”.

STABILITÀ ECONOMICA E TRANSIZIONE ENERGETICA

Per la Libia, questo accordo rappresenta un tassello vitale per la stabilizzazione economica. Dopo anni di incertezza politica e cronica carenza di capitali, l’incremento produttivo derivante da North Gialo è destinato a compensare il declino naturale di altri siti estrattivi, garantendo entrate costanti a un bilancio statale che dipende quasi interamente dagli idrocarburi. L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia del governo libico volta ad attrarre investitori esteri, offrendo termini fiscali chiari per bilanciare i rischi geopolitici. Allo stesso tempo, TotalEnergies persegue un equilibrio delicato: mantenere flussi di cassa solidi attraverso asset petroliferi vantaggiosi per poter finanziare la crescita verso energie a basse emissioni di carbonio, dimostrando che la gestione efficiente dei costi e delle emissioni può coesistere con la produzione di energia tradizionale.

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