Il Consiglio dei ministri esaminerà domani il provvedimento che istituisce lo strumento SFNIISSI per le infrastrutture idriche e affida al GSE la gestione di oltre 4 miliardi per agrivoltaico e comunità energetiche.
L’architettura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si appresta a ricevere una spinta decisiva attraverso nuove misure di accelerazione procedurale e finanziaria. È quanto emerge dalla bozza di decreto-legge recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e in materia di politiche di coesione” visionata da Energia Oltre, il cui esame è atteso domani in Consiglio dei ministri. Il testo, che mira a blindare il conseguimento dei traguardi comunitari entro le scadenze fissate, introduce novità strutturali per il potenziamento della rete ferroviaria, il contrasto alla siccità e il sostegno alle energie rinnovabili. A delineare il quadro è la Relazione Tecnica allegata allo schema di decreto, dalla quale emerge la volontà del Governo di semplificare i passaggi autorizzativi e centralizzare la gestione dei flussi finanziari per garantire la “messa a terra” dei progetti strategici.
RETI FERROVIARIE E NUOVA PIANIFICAZIONE DECENNALE
Il comparto dei trasporti e delle infrastrutture ferroviarie vede una profonda revisione degli strumenti di programmazione. Le disposizioni relative alla riforma dell’efficienza ferroviaria, che introducono il Documento Strategico Pluriennale della Mobilità (DSPM). Questo nuovo strumento, di durata almeno decennale, definirà gli indirizzi per lo sviluppo della rete, la sicurezza e l’integrazione logistica, assicurando la piena conformità alla direttiva europea 2012/34/UE. Per garantire la prosecuzione dei cantieri, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) è autorizzata, fino al 30 marzo 2026, a erogare ai soggetti affidatari anticipazioni provvisorie fino al 10% dell’ammontare delle riserve iscritte in contabilità. Inoltre, per promuovere l’economia circolare, a RFI viene attribuito il potere di esproprio per le aree destinate alla riambientalizzazione tramite il recupero di terre e rocce da scavo. Questi oneri saranno a carico dei quadri economici delle opere, con l’obiettivo di ridurre i costi di trasporto e le emissioni di CO2 derivanti dalla gestione dei materiali di scavo.
SICUREZZA IDRICA E LO STRUMENTO FINANZIARIO SFNIISSI
Una parte rilevante del provvedimento riguarda la tutela delle risorse idriche, settore reso critico dai recenti fenomeni di siccità e alluvione. Viene istituito lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI), alimentato inizialmente da una quota di un miliardo di euro a valere sulle risorse REPowerEU. Lo strumento finanzierà prioritariamente i progetti che, per cause oggettive, non sono più in grado di rispettare i tempi originari del PNRR, come la realizzazione delle opere di derivazione della Diga di Campolattaro in Campania e la messa in sicurezza del sistema idrico del Peschiera nel Lazio. In sede di prima applicazione, le risorse saranno destinate anche agli interventi nei territori colpiti da eventi alluvionali, con focus specifico sui bacini dei fiumi Secchia e Marecchia. La gestione operativa è affidata a Invitalia, che dovrà definire criteri di valutazione che privilegino il coinvolgimento di capitali privati e forme di partenariato pubblico-privato.
BIOMETANO E COMUNITÀ ENERGETICHE: LA REGIA PASSA AL GSE
Sul fronte della transizione ecologica, il decreto istituisce programmi di sovvenzione per oltre 4,13 miliardi di euro destinati a impianti di produzione di biometano, sistemi agrivoltaici e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Il soggetto gestore unico di queste misure sarà il Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.A.), che subentrerà al Ministero dell’Ambiente nei rapporti in essere con i beneficiari. La ripartizione dei fondi prevede 1,09 miliardi per l’agrivoltaico, 795,5 milioni per le CER e l’autoconsumo collettivo, e ben 2,23 miliardi per il biometano. Gli impianti dovranno entrare in esercizio entro ventiquattro mesi dalla comunicazione dell’accordo di concessione. Il GSE agirà in conformità alle prescrizioni del PNRR e al principio del “Do No Significant Harm” (DNSH), assicurando che le agevolazioni non siano cumulabili con altri contributi dell’Unione Europea per i medesimi costi ammissibili.
TRANSIZIONE 4.0 E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
Infine, il decreto interviene per potenziare le misure a sostegno dell’industria e dell’innovazione tecnologica. Per quanto riguarda l’investimento “Transizione 4.0”, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) siglerà convenzioni con l’Agenzia delle Entrate e il GSE per rafforzare le attività di controllo e rendicontazione dei crediti d’imposta. Viene inoltre garantita la continuità operativa dei centri di trasferimento tecnologico e dei progetti “Testing and Experimentation Facilities” (TEF), come AgriFoodTEF e AI-MATTERS, inizialmente esclusi dal PNRR. Per questi ultimi è autorizzata una spesa di circa 6,3 milioni di euro per il 2026, coperta mediante la rimodulazione del fondo per la transizione verde del settore automotive. Le nuove norme mirano anche a rendere più efficienti i procedimenti di verifica della conformità degli investimenti, riducendo i tempi di risposta delle amministrazioni e potenziando la digitalizzazione dei servizi pubblici locali.

