L’Azerbaigian lancia l’allarme: il Tap è pieno e l’architettura energetica europea è sotto stress. Perché?
Il Trans Adriatic Pipeline è saturo e l’intera architettura energetica europea è sotto stress. A lanciare l’allarme è l’ambasciatore azerbaigiano durante un’intervista rilasciata a la Repubblica. Ecco perché.
L’AMBASCIATORE DELL’AZERBAIGIAN LANCIA L’ALLARME SUL GAS
Nel 2025 l’Azerbaigian ha fornito 9,5 miliardi di metri cubi di gas naturale all’Italia, il 53% in più rispetto al 2021. Quantitativi che sono transitati attraverso il Tap, l’ultimo tratto del Corridoio Meridionale del Gas. A gennaio la capacità di esportazione del gasdotto è aumentata di 1,2 miliardi di m³. Un miliardo di questa nuova capacità è destinata al nostro Paese. Tuttavia, il primo fornitore nazionale non potrà assicurare quella sicurezza energetica che l’Italia cerca disperatamente dopo l’addio al gas russo e la chiusura dei rubinetti qatarioti. Infatti, attualmente la principale via di trasporto è satura.
“L’attuale capacità del Corridoio meridionale del gas (Sgc), di cui fa parte il Tap, è completamente prenotata. Non è più soltanto una questione bilaterale con l’Italia. Riguarda l’architettura energetica europea nel suo complesso”, ha detto l’ambasciatore Elchin Amirbayov nell’intervista rilasciata a La Repubblica chiedendo “ulteriori investimenti nello sviluppo e nella capacità dei gasdotti”.
PERCHE’ L’AMBASCIATORE ACCENDE UN FARO SUL GAS
La chiusura dello Stretto di Hormuz e l’addio definitivo al gas russo hanno reso il corridoio est-ovest l’unica ancora di salvezza. Se il TAP si ferma o se la tensione tra Iran e Israele dovesse esplodere, le bollette di giugno potrebbero portare con sé nuovi rincari. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno appena cinque giorni prima del viaggio di Meloni nel Paese. Infatti, il Governo vorrebbe giocare la carta del gas dell’Azerbaigian per avere riserve sufficienti in caso di shock totale. Un’urgenza che nasce dal fatto che gli attuali stoccaggi durerebbero appena 30 giorni. Un obiettivo che rischia di scontrarsi però con i limiti tecnologici del gasdotto.
Il viaggio di Meloni non sarà solo tecnico. Sul tavolo c’è il progetto TRIPP (la “Trump route” per la pace), un corridoio che collegherebbe l’Azerbaigian all’exclave di Nakhchivan attraverso l’Armenia. Un piano ambizioso che potrebbe stabilizzare il Caucaso.
IL RADDOPPIO DEL TAP E’ UNA SOLUZIONE?
Attualmente il gasdotto sta viaggiando a una capacità di circa 11,2 bcm, ma siamo già al “collo di bottiglia”. La soluzione per garantire la sicurezza delle forniture di gas, secondo l’ambasciatore Elchin Amirbayov, è raddoppiare la capacità fino a 20 bcm.
Tuttavia, servirebbero investimenti miliardari e anni di lavori. Al contrario però, secondo l’ambasciatore, senza questo intervento ogni promessa di più gas rischia di restare lettera morta. Un altro elemento da considerare è che il nostro Paese è un hub europeo del gas. Infatti, l’Italia riesporta il gas azerbaigiano verso Germania e Austria.


