Il Middle East Temporary State Aid Framework (METSAF), introdotto dall’UE il 29 aprile 2026, prevede il sostegno all’agricoltura, alla pesca e all’acquacoltura, ai trasporti terrestri e al trasporto marittimo a corto raggio intra-UE
Lo scorso 29 aprile la Commissione Europea ha pubblicato un nuovo quadro temporaneo di aiuti di Stato, volto a consentire ai Paesi dell’Unione Europea di intensificare il sostegno ai settori gravemente colpiti dalla crisi petrolifera e del gas innescata dalla guerra in Iran.
Il quadro, noto come “Middle East Temporary State Aid Framework” (METSAF), resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026.
IL MIDDLE EAST TEMPORARY STATE AID FRAMEWORK (METSAF)
Come ricorda il think tank Bruegel, il METSAF prevede il sostegno all’agricoltura, alla pesca e all’acquacoltura, ai trasporti terrestri (stradali, ferroviari, per vie navigabili interne) e al trasporto marittimo a corto raggio intra-UE. Si ritiene che questi settori non siano in grado di cambiare combustibile con breve preavviso e che operino con margini troppo esigui per assorbire lo shock.
Inoltre, sono soggetti a vincoli normativi o stagionali, come le quote di pesca e i cicli agricoli, che impediscono l’adeguamento della domanda. Le loro strutture di mercato rendono difficile il trasferimento degli aumenti di prezzo ai consumatori.
Per questi settori, gli aiuti previsti dal METSAF possono essere erogati fino al 70% dei costi aggiuntivi derivanti dalla crisi, con calcoli semplificati per importi di aiuto ridotti (fino a 50.000 euro).
IL CLEAN INDUSTRIAL DEAL STATE AID FRAMEWORK (CISAF)
Il METSAF modifica temporaneamente anche un altro insieme di norme sugli aiuti di Stato, il “Clean Industrial Deal State Aid Framework” (CISAF). La modifica innalza la compensazione ammissibile per le industrie ad alta intensità energetica che affrontano elevati costi energetici dal 50% al 70% del prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità, con un limite del 50% del consumo totale del beneficiario. È importante sottolineare che non è richiesto alcun ulteriore incremento degli sforzi di decarbonizzazione.
Il METSAF è di fatto il quarto quadro temporaneo dell’Unione Europea dal 2020 che allenta le norme sugli aiuti di Stato a seguito di uno shock. Segue il Quadro temporaneo Covid, il Quadro temporaneo di crisi (TCF) dopo l’invasione russa dell’Ucraina e il Quadro temporaneo di crisi e transizione (TCTF). Il CISAF ha reso permanenti alcuni elementi di questi quadri normativi.
LE DUE CONSEGUENZE CHE COMPORTA L’EMENDAMENTO METSAF AL CISAF
L’emendamento METSAF al CISAF solleva due problematiche strettamente correlate. In primo luogo, nell’ambito del CISAF, la compensazione per i costi energetici era subordinata agli investimenti delle imprese nella decarbonizzazione. Aumentando i livelli di compensazione senza aumentare i requisiti di decarbonizzazione, il METSAF perde l’opportunità di allineare gli aiuti a breve termine con gli obiettivi di transizione a lungo termine.
In secondo luogo, l’emendamento distorce il segnale di prezzo. Prezzi dell’energia più elevati, siano essi strutturali o dovuti a shock, incentivano minori consumi e investimenti in efficienza energetica. Compensando l’industria per una parte consistente di questi costi, il METSAF smorza tali incentivi.
LA RIDUZIONE DELLE ACCISE SUI CARBURANTI
Inoltre, sebbene il METSAF non contenga disposizioni fiscali, ricorda che i Paesi UE possono ridurre le accise sui carburanti entro i minimi esistenti senza dover notificare l’aiuto di Stato. Previa approvazione del Consiglio dell’UE https://energiaoltre.it/trump-dazi-ue-vonderleyen/ , le accise possono anche essere inferiori ai minimi. Finora, la maggior parte degli aiuti legati al conflitto con l’Iran è stata spesa per misure non mirate. Ciò segnala di fatto l’accettazione dei tagli alle accise sui carburanti come parte della risposta alla crisi, indebolendo ulteriormente i segnali di prezzo dell’energia nell’intera economia.
IL RISCHIO DI FRAMMENTARE ULTERIORMENTE IL MERCATO UNICO UE
Fornire ulteriori aiuti alle imprese ad alta intensità energetica, isolandole dai segnali dei prezzi dell’energia, potrebbe aggravare la crisi energetica, sostenendo artificialmente la domanda in un momento di carenza di offerta. Ciò potrebbe comportare un aumento dei prezzi dell’energia per le famiglie rispetto alle industrie.
Potrebbe inoltre frammentare ulteriormente il mercato unico, innescando una corsa ai sussidi o squilibri tra i Paesi UE, come si è visto durante la crisi energetica del 2022 e nel primo anno del CISAF. Francia e Germania rappresentano oltre la metà del budget approvato finora; la misura approvata dall’Ungheria rappresenta quasi il 2% del PIL. Infine, ulteriori aiuti alle imprese ad alta intensità energetica potrebbero ritardare la transizione europea verso l’elettrificazione pulita.
LE RACCOMANDAZIONI PER L’UE
Tuttavia, attraverso le sue misure in materia di alimentazione e trasporti, il METSAF fornisce anche ai Paesi UE gli strumenti per attutire i costi a breve termine per le industrie e i consumatori vulnerabili. Ora spetta ai governi europei utilizzare questa flessibilità in modo responsabile. Secondo i ricercatori di Bruegel, dovrebbero pensarci due volte, prima di elargire sussidi che non richiedono in cambio alcuna decarbonizzazione e che innescano una corsa ai sussidi. I Paesi UE dovrebbero mantenere il sostegno mirato, temporaneo e condizionato a impegni credibili in materia di decarbonizzazione.
Infine, la Commissione deve impegnarsi in modo credibile a rispettare la scadenza del METSAF a dicembre 2026. La tendenza dei precedenti quadri temporanei a persistere rende necessario un impegno fermo.
Qualsiasi proroga dovrebbe essere chiaramente giustificata e strettamente subordinata alla persistenza dello shock di fondo. In caso di proroga, l’ambito di applicazione del METSAF dovrebbe, in linea di principio, essere ristretto, non ampliato, a meno che il peggioramento dello shock non giustifichi chiaramente degli aggiustamenti mirati.


